26 Ottobre 2026, lunedì
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Dr Martens, fine di un’era

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Fine di un’era per le Dr Martens. Le scarpe di culto passano di mano: il gruppo britannico R Griggs ha infatti accettato l’offerta da circa 350 milioni di euro del fondo di private equity Permira, già protagonista in passato dell’acquisizione di marchi di lusso (Valentino, poi ceduto all’emiro del Qatar e Hugo Boss). Si prevede che il perfezionamento dell’acquisizione arrivi a gennaio 2014. Dr Martens ha il quartier generale nel Regno Unito e vende in 63 paesi del mondo, principalmente in Nord America, Europa e Asia. Lo scorso anno il gruppo ha fatturato 110 milioni di sterline (poco meno di 130 milioni di euro) per un utile pre-tasse oltre i 13 milioni (15 milioni di euro).

L’Iva del futuro in cinque voci

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Iva esigibile, Iva deducibile, importo netto di Iva (passivo o attivo), valore complessivo delle transazioni in ingresso e delle operazioni in uscita. Su queste cinque voci obbligatorie si baserà la dichiarazione Iva del futuro, con un unico standard per tutta l’Unione europea. Secondo i servizi della Commissione Ue, tra semplificazione amministrativa e agevolazione delle transazioni tra paesi dell’Ue, la dichiarazione unica significa un risparmio di 15 miliardi di euro l’anno per le imprese europee. La proposta di direttiva presentata ieri da Algirdas Šemeta, Commissario per la fiscalità e la lotta antifrode, prevede una dichiarazione Iva europea semplificata da compilare ogni mese (tre per le microimprese) che, una volta passato l’esame di Parlamento Ue e Consiglio, sostituirà quelle nazionali dal 1° gennaio 2017.

Rivalutazioni, ammesse le rate

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Nessuna sanzione per il pagamento, ulteriormente rateizzato, dell’imposta sostitutiva sulle rivalutazioni degli immobili delle imprese. Così l’Agenzia delle entrate che, con la risoluzione 70/E di ieri, è intervenuta in merito alla modalità di versamento delle imposte sostitutive per la rivalutazione dei beni d’impresa, di cui ai commi da 16 a 23, dl n. 185/2008.
Il problema era stato sollevato dal quotidiano ItaliaOggi nelle settimane scorse (si veda ItaliaOggi dell’1/10/2013) e riguardava, soprattutto, l’ulteriore rateazione, di cui all’art. 20, dlgs n. 241/1997 delle imposte sostitutive che, ai sensi del comma 22, del citato art. 15, dl 185/2008 dovevano essere versate «in un’unica soluzione entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo d’imposta (…) ovvero in tre rate di cui la prima con la medesima scadenza di cui sopra e le altre con scadenza entro il termine rispettivamente previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi relative ai periodi d’imposta successivi».

Sulla medesima falsariga, l’Agenzia delle entrate è intervenuta anche sull’errata determinazione degli interessi, che la disposizione indicava nella misura del 3% pur facendo riferimento agli «interessi legali», stabilendo che anche in tal caso non si rendono applicabili le sanzioni, stante l’ambigua formulazione della disposizione, nel caso di pagamenti eseguiti tenendo conto della misura vigente degli stessi, sempre in ossequio del principio di tutela dell’affidamento.

Giudici tributari, autonomia ok

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In salvo l’autonomia della magistratura tributaria. Dalla legge di stabilità 2014 è stata stralciata la norma che avrebbe cancellato l’indipendenza contabile del Cpgt, l’organo di autogoverno della magistratura del fisco, trasformandolo di fatto in una succursale del Mef. Eliminata pure la disposizione che istituisce presso lo Sviluppo economico una cabina di regia per il monitoraggio e il coordinamento degli interventi sulle crisi d’impresa. Ko anche la nuova ripartizione territoriale “fifty-fifty” delle competenze spettanti ad avvocati e procuratori dello Stato nelle cause vinte (si proponeva la divisione in parti uguali tra quelli dell’ufficio interessato e l’intera categoria a livello nazionale). È quanto ha deliberato ieri mattina l’aula del senato, che ha bocciato le disposizioni in quanto aventi carattere ordinamentale. La notizia ha parzialmente rasserenato il mondo della giustizia tributaria, i cui rappresentanti istituzionali e sindacali si erano mobilitati di gran lena negli ultimi giorni per chiedere correzioni alle norme proposte (si veda ItaliaOggi del 18 ottobre 2013). I vertici dell’Amt hanno incontrato martedì il capo di gabinetto del Mef, Daniele Cabras, e il capo dell’ufficio legislativo, Luigi Caso, per mostrare le perplessità della categoria riguardo sia all’abolizione dell’autonomia contabile del Cpgt sia all’attribuzione del ruolo di Garante del contribuente ai presidenti delle Ctr.

Elusione, i costi sostenuti in studio non mentono

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La Cassazione bacchetta i comportamenti antieconomici dei professionisti sdoganando l’accertamento basato sugli studi di settore in caso di dichiarazione dei redditi bassa rispetto ai costi sostenuti per il personale. Questa presunzione legittima da sola, al di là del contraddittorio con il contribuente, l’atto impositivo. Lo ha sancito la Corte di cassazione con la sentenza n. 24016 del 23 ottobre 2013. La sezione tributaria ha quindi respinto il ricorso di un avvocato che aveva ricevuto una rettifica del reddito perché non in linea con gli standard, nonostante si fosse giustificato con certificati medici attestanti le sue precarie condizioni di salute derivanti da un rovinoso incidente stradale. La sentenza non richiama espressamente i principi sull’elusione fiscale ma di fatto incrocia le presunzioni derivanti dagli studi con il «comportamento antieconomico» dell’autonomo, elemento portante dell’abuso del diritto. «Il giudice di appello», si legge in sentenza, «ha rilevato che assume certamente valore significativo, sul piano indiziario e presuntivo, il comportamento antieconomico del contribuente, concretatosi nella dichiarazione, da parte del medesimo, di un reddito nettamente inferiore – nell’anno 2005 – ai costi sostenuti per il personale dipendente e per compensi corrisposti a terzi».

Tauriano : Somsi, Welfare e buone pratiche

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download (1)In questi mesi sto seguendo alla Camera con attenzione e preoccupazione le vicende delle trasformazioni a cui dovranno sottoporsi le Società Operaie di Mutuo Soccorso, per ridare slancio alla mutualità e al suo ruolo in termini di welfare. E tuttavia non v’è dubbio che il radicamento e la diversificazione delle attività delle SOMSI siano già a pieno titolo parte del sistema di welfare del nostro territorio. Un esempio emblematico è quello portato all’attenzione dei media dalla sezione di Tauriano.
L’amministrazione pensa di fare un parcheggio, ma i soldi non ci sono. Ecco allora che, guardando la situazione da un’altra prospettiva e ascoltando i suggerimenti del territorio, nasce un’idea migliore: trasformare quel terreno in luogo di crescita culturale, oltre che colturale.
Credo che quello di Tauriano riportato nei giorni scorsi dai giornali – la Somsi curerà infatti quel terreno che è diventato spazio didattico per la scuola di Tauriano – sia un esempio su cui riflettere. Un paese, una comunità può farsi promotrice di buone pratiche, valorizzare il capitale umano e il territorio in modo virtuoso e le associazioni dare slancio per portarle avanti. A volte perciò non tutte le mancanze vengono per nuocere.

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Enunciazione dell’Interpellanza – On Giorgio Zanin

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Risposta – On Giorgio Zanin

Riceviamo e pubblichiamo:

Ufficio Stampa

On. Giorgio Zanin

 

A New York oggi è il “Giorgio Armani Day”

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New York proclama per oggi il «Giorgio Armani Day» in occasione dell’evento One Night Only che vede lo stilista italiano protagonista nella Grande Mela. Lo ha annunciato il sindaco della città, Michael Bloomberg, «per il grande contributo dato da Giorgio Armani all’industria della moda internazionale e per il suo duraturo legame con la città» di New York. «In questo giorno per me così speciale, è un grande onore ricevere questo riconoscimento», ha commentato Armani in una nota, «che conferma un forte legame personale e professionale con New York, una città che mi ha dato e continua a darmi tanto».

Franceschini chiede più equità nella legge di stabilità

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“La distanza tra le richieste o le aspettative e le cose realmente fattibili e’ siderale”. Lo afferma il ministro dei rapporti con il parlamento, Dario Franceschini, parlando delle critiche alla legge di stabilità. In un’intervista al Corriere della sera, il ministro ribadisce che “non c’e’ un aumento della pressione fiscale”. Franceschini precisa che dal suo punto di vista bisognerebbe rafforzare “ogni misura che va nel senso dell’equità. Per esempio sul cuneo le risorse si potrebbero concentrare sui più bisognosi”. Sul fronte della tassazione della casa, il ministro spiega che la service tax “è la prima imposta davvero federale. Saranno i Comuni a modularla, ma noi abbiamo messo dei paletti per evitare che sia penalizzante rispetto all’Imu”. Infine, per quanto riguarda la seconda rata dell’Imu, prevista a dicembre, Franceschini osserva che “c’e’ l’impegno del governo di eliminarla.

Quagliarello al Pdl, non si difende B. attaccando il governo

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La difesa politica di Silvio Berlusconi per le conseguenze dei suoi guai giudiziari da parte del Pdl è condivisibile ma non potrà spingersi a mettere in discussione la tenuta del governo Letta. Parola del ministro Pdl Gaetano Quagliariello, capofila delle colombe del suo partito guidate da Angelino Alfano.  “Penso ci sia stata in Italia una persecuzione giudiziaria nei confronti di Berlusconi che credo vada difeso”.

Ma “la sua difesa va coniugata con ciò che serve al Paese, che in questo momento non si può permettere una crisi di governo”, ha detto Quagliariello ospite ad “Agorà” su Raitre. “Quando uno esce salvo da un agguato si sente più vivo e più forte”, si è detto convinto il ministro Pdl parlando degli undici senatori del Pdl che ieri si sono astenuti dal voto sul ddl costituzionale che istituise il comitato ad hoc per la presentazione del progetto di riforma della Costituzione. Quanto alle tensioni interne al Pdl sempre più forti, “abbiamo assistito  –  ha detto Quagliariello, ospite ad “Agorà” su Raitre – a uno spettacolo che politicamente non è il massimo”.

Causa crisi, non aveva pagato l’Iva. Imprenditore assolto

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A causa della crisi, non aveva versato l’Iva. Ora l’imprenditore è stato assolto dai giudici di Milano. «Non aveva versato 180 mila euro di Iva a causa della crisi della sua azienda informatica e di quella finanziaria del paese, avvertendo doverosamente l’Agenzia delle entrate dell’importo dovuto», spiegano i legali dell’uomo in un comunicato. Alla fine del processo con rito abbreviato, seguito all’opposizione a un decreto penale di condanna, l’imprenditore informatico a capo di un’azienda poi fallita è stato assolto a Milano dal giudice dell’udienza preliminare «perché il fatto non costituisce reato».

Gli avvocati Martino e Petrone si erano opposti al decreto chiedendo che si procedesse col rito abbreviato e, si legge nel loro comunicato, hanno dimostrato «documentalmente che l’imprenditore non aveva versato all’erario l’imposta a causa della difficile situazione economica dell’impresa e, più in generale, della crisi finanziaria del paese». Il giudice ha assolto l’imprenditore perché mancava l’elemento soggettivo del reato, cioè la volontà di omettere il versamento, e quindi la sua condotta non aveva rilevanza penale.