26 Ottobre 2026, lunedì
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PDL e Forza Italia: divorzio consensuale?

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di Michele Imperio

forza-italia-copiaQuando il 2 ottobre scorso Silvio Berlusconi fece marcia indietro e accordò la fiducia al governo Letta non lo fece percdhè così lo avevano convinto Fabrizio Cicchito e Angiolino Alfano ma lo fece perché aveva ricevuto una telefonata personale del sottosegretario di Stato americano John Kerry, il quale lo invitava a sostenere il governo Letta in cambio di un suo personale interessamento a risolvere quanto gli stava più a cuore e cioè la sua agibilità politica e il rispetto delle sue promesse ai suoi elettori (revoca dell’IMU sulla prima casa no ad altre tasse ecc. ecc.)

Nei giorni seguenti al 2 ottobre abbiamo asssitito – non a caso – a inizaitive del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano perché fosse varata una grande amnistia, a una moral sison sul P.D. perché votasse contro la decadenza di Silvio Berlusconi in Parlamento applicando al suo caso in modo retroattivo la legge Severino. Credo che siano stati temi trattati nei due recenti incontro fra Barak Obama e Enrico Letta e fra il presidente del Senato Italiano Pietro Grasso e il vicepresidente americano Joe Biden.

Ma i segnali che si ricavano dall’esito di questi incontri non sono positivi anzi quelli con Grasso sono decisamente negativi, nel senso che si ha l’impresione di una insubordinazione degli italiani agli americani. In particolare l’ex magistrato Piero Grasso, il quale, ogni giorno che passa, sembra essere stato messo lì per fare una sorta di vecepresidente del consiglio in qualità di rappresentante del partitro dei magistrati, a margine del suo viaggio ufficiale a Washington, ha buttato lì una frase che dice tutto e che ha scatenato, come non poteva non scatenare, un putiferio: «Se il voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi sarà segreto – ha commentato – bisognerà vedere se sarà davvero un voto di coscienza o se dipenderà piuttosto da interessi diversi». Per poi aggiungere: «Se invece il voto sarà palese, tutto sarà più chiaro». Ergo niente mutamenti di linea del Partito dei Magistrati sulla Legge Severino.

brunetta«Le dichiarazioni di Grasso sul voto segreto o palese – ha replicato Brunetta del PDL non sono da presidente del Senato, ma da uomo di parte, anzi di fazione. Ritenere che i senatori col voto segreto possano rispondere a interessi diversi dalla coscienza è una insinuazione gravissima. Giovanni Falcone diceva: Il sospetto è l’anticamera della calunnia. Cerchi di far valere le regole invece che inventarne di nuove ad uso delle sue attitudini inquisitorie».schifani Anche Renato Schifani, predecessore di Grasso è andato all’attacco di Grasso e lo ha fatto addirittura dal punto di vista procedurale: «È molto grave che il presidente Pietro Grasso ipotizzi il voto palese sulla decadenza, essendo il Regolamento sul punto chiaro ed inequivocabile. Un’eventuale interpretazione diversa in Giunta per il Regolamento, a colpi di maggioranza, sarebbe inaccettabile e noi ci opporremmo strenuamente ad una simile forzatura ».Ancor più dure le parole di Fabrizio Cicchitto: «Il senatore Grasso dimentica di essere presidente del Senato e si qualifica solo come uomo di parte. Si tratta di forzature non solo inaccettabili, ma anche di una irrazionale ricerca della rissa». Amaro il commento della deputata Elvira Savino: «Bisogna riconoscere che il Pd ci sta prendendo per fessi e purtroppo con indiscutibile successo”

Recepiti questi messaggi Silvio Berlusoni ha accellerato sul ritorno di Forza Italia sulla scena politica italiana e il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha accellerato sulla riforma elettorale. Pessimi segnali che ci fanno capire che la pacificazione fra i due più grandi partiti italiani ancora una volta non ci sarà probabilmente per la solita ostinazione contraria dei Magistrati. E che in occasione delle prossime elezioni europee ci sarano anche nuove elezioni politiche italiane.

A queste elezioni e alle elezioni europee è molto probabile che governativi e lealisti del PDL si presenteranno divisi a seguito di un divorzio consensuale, cioè formeranno due partiti diversi ma alleati tra loro. In particolare il PDL si federerebbe con l’UDC e reggerebbe il governo ma con uan maggioranza risciata che può venir meno prima delle eelzioni europee in base a fibirllazioni interne al P.D., peraltro già preannunicate da Matteo Renzi. Silvio Berlusconi con Forza Italia passerebbe gradatamente all’opposizione, posizione che in termini di consensi rende molto di più, stante l’aggravamento di tutti i problemi in campo. Infatti l’organismo delPDL che si è riunito ieri ha deliberato il trapasso dal Pdl a Forza Italia, l’azzeramento delle cariche interne, i pieni poteri al Fondatore e un documento dove si conferma la fiducia al governo, ma a patto che rispetti gli impegni programmatici: insomma mani libere, specie se il Pd «pugnalerà» Berlusconi sulla decadenza.

In effetti il prpoblema c’è ed è il seguente: se nononstante la irretroattività della legge Severino il P.D. dovesse ugualmente propendere per la dedcadenza per sei anni di Silvio Berlusconi bisognba incassare il colpo e far proseguire la vita al governo oppure bisognerebbe reagire facendo una mossa che però non è stata mai apprerzzata dagli elettori, quella di far cadere prima del tempo un governo in carica? Questa soluzione dei due partiti PDL e FI è un buon compromesso che consente di assumere entrambe le poszioni e di passare il cerino acceso in mano al P.D.

D’altra parte ad appoggiare questo governo c’è solo da perdere: il debito publico sta crescendo,il governo pensa a nuovi tagli ma nei punti sbagliati, ossia ancora una vota nella sanità, l’illusione di Letta che la stabilità poitica possa portare al ritorno alla cresciata è apunto solo un’illusione.

emiliano 2Il problema è che un paese comel’Italia messo in queste condizioni da scelte di poitica economica europea sbagliate ineteressate avrebbe bisogno di un premier come fu all’epoca negli Statio Uniti Franklin Delano Roosvelt oppure come fu all’epoca in Cina Teng Hsiao Ping. Il P.D. invece ci propone continuamente re travicelli prima Pierluigi Bersani poi Enrico Letta, fra poco Ciccio Bello n. 2 ossia Matteo Renzi., che sarà, se diverrà premier, il padre di tutti i disastri, l’affossatore finale della nazione. Tutti questi signori si sentono legati dal vincolo esterno (ce lo chiede l’Europa come possiamo dire di no?) sono convinti che la lira è carta straccia e che l’eruo sia una moneta nobile, che i nostri problemi si risolvono con una maggiore integrazione europea. Vanno fino in Germania per baciare la mano della Merkel (atto di autolesionismo allo stato puro). Soggetti che invece sviluppano ottime analisi sul problema del’euro come Giorgio Cramaschi o Michele Emiliano vengono lasciati al palo. Eppoi ci sono i Magistrti. Che addirittura minacciano procesi penali a Niky Vendola se non si allinea anche lui sulle poszioni di Renzi. In una parola sola nel P.D. i più sono ancora a corto di analisi e non hanno ancora capito niente. E chi ne fa le spese siamo noi. Sempre più umili cittadini. Sempre più umili in tutti i sensi.

Michele Imperio

Ministero del lavoro, bando per il rimpatrio assistito di minori stranieri non accompagnati

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Pubblicato il bando del Ministero del Lavoro che finanzia le iniziative volte a promuovere l’individuazione dei familiari dei minori stranieri non accompagnati, anche nel paese d’origine ovvero in Paesi terzi. Viene favorita l’organizzazione del rimpatrio assistito, le attività di assistenza nel Paese d’origine del minore finalizzato al reinserimento familiare, sociale e lavorativo.

Le proposte progettuali potranno essere presentate, in forma singola o associata, dai seguenti soggetti:

  • enti ed associazioni iscritti alla prima sezione del Testo Unico delle disposizioni concernenti le norme sull’immigrazione e la condizione dello straniero;
  • organismi e organizzazioni internazionali o intergovernativi operanti nel campo delle migrazioni inseritenella lista delle organizzazioni internazionali pubblicata dal Ministero degli Affari Esteri.

Le risorse destinate al finanziamento delle azioni progettuali ammontano a complessivi € 900.000,00.  Il finanziamento richiesto per ciascuna proposta progettuale non potrà eccedere, pena l’esclusione, il limite di € 900.000,00.
Di seguito le linee di attività che dovranno essere previste nelle proposte progettuali:

  1. attività di informazione e sensibilizzazione;
  2. organizzazione e realizzazione di indagini familiari;
  3. rimpatrio assistito e realizzazione di micro-progetti ed attività di assistenza nei paesi d’origine finalizzati al reinserimento familiare, sociale e lavorativo del minore.

Le proposte progettuali devono essere presentate entro il 18 novembre 2013.

 

Arianna Spessotto, denuncia la mancata designazione per i siti riconosciuti di importanza comunitaria

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d305668La Deputata del M5S Arianna Spessotto ha presentato oggi un’interrogazione scritta al Ministro dell’Ambiente per denunciare la mancata designazione in Italia, nei tempi previsti dalla direttiva Habitat, delle necessarie misure di conservazione disposte per i siti riconosciuti di importanza comunitaria (SIC).
In Italia esistono oltre due mila siti di interesse comunitario, individuati ai sensi della direttiva europea 92/43/CE, afferma la Deputata, e ciononostante solo 27 tra questi sono stati designati come Zone Speciali di Conservazione (ZSC). La situazione risulta particolarmente grave nella zona biogeografica continentale, che include la Regione veneto, aggiunge la Spessotto, dove, ad oggi, non è stata riconosciuta nessuna ZSC.

Le Zone Speciali di Conservazione, aggiunge la Deputata, sono funzionali alla creazione di una rete ecologica europea e garantiscono misure specifiche di conservazione della biodiversità, oltre ad una maggiore sicurezza per la tutela degli habitat naturali.

La mancanza di tale riconoscimento, nel limite temporale prescritto dei sei anni, espone il nostro Paese all’ennesima procedura di infrazione per mancato rispetto delle direttive europee in materia ambientale, e mina ulteriormente la credibilità dell’Italia in Europa. Mi auguro che i Ministri interrogati vogliano intervenire al più presto per dare piena ed immediata attuazione alla direttiva Habitat in tutte le Regioni italiane interessate, conclude la Spessotto, inclusa la Regione Veneto.

La direttiva 92/43/CEE, recepita in Italia con il decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357 e successive modificazioni, mira alla tutela e alla salvaguardia della biodiversità negli Stati membri, definendo, a tal fine, un quadro comune per la conservazione degli habitat, delle piante e degli animali di interesse comunitario;
in base a tale direttiva, denominata «Habitat», vengono classificati i siti di importanza comunitaria (SIC) che, nella regione biogeografica di appartenenza, contribuiscono in modo significativo a mantenere o a ripristinare un tipo di habitat naturale in uno stato di conservazione soddisfacente e che possono inoltre contribuire in modo significativo alla coerenza della rete ecologica denominata «Natura 2000»;
in particolare, gli allegati I e II della direttiva in oggetto contengono i tipi di habitat e le specie la cui conservazione richiede la designazione, da parte degli Stati membri, di Zone speciali di conservazione (ZSC);
l’articolo 4, comma 4, della direttiva «Habitat» prevede espressamente, a tal fine, che ciascuno Stato membro provveda a designare come zone speciali di conservazione i siti individuati come siti di importanza comunitaria (SIC), il più rapidamente possibile e comunque entro un termine massimo di sei anni, ai fini della creazione della rete ecologica europea di zone speciali di conservazione «Natura 2000»;
il predetto limite temporale è altresì funzionale alla creazione di una rete ecologica europea «coerente» di ZSC, come prescritto dall’articolo 3 della direttiva, nonché a garantire uno stato di conservazione soddisfacente dei siti, occorrendo altrimenti procedere ad interventi di ripristino che il ritardo nell’adozione delle misure di conservazione può rendere particolarmente gravosi;
conformemente alle disposizioni contenute nella direttiva «Habitat», l’articolo 3, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357 prevede che la designazione delle zone speciali di conservazione avvenga con decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, adottato d’intesa con ciascuna regione interessata, entro il termine massimo di sei anni dalla definizione dell’elenco dei siti da parte della Commissione europea;
in Italia esistono ben 2.299 siti riconosciuti, ai sensi della direttiva «Habitat», come siti d’interesse comunitario (SIC), di cui però solo 27 sono stati attualmente designati come zone speciali di conservazione (ZSC);
il primo decreto di designazione delle zone speciali di conservazione (ZSC) italiane, con il quale sono state istituite le prime 27 zone speciali di conservazione nella regione biogeografica alpina della regione Valle d’Aosta, è stato emanato il 7 febbraio 2013;
la Commissione, con propria decisione del 16 novembre 2012, ha adottato, in base alla direttiva 92/43/CEE del Consiglio, il sesto elenco aggiornato dei siti di importanza comunitaria per la regione biogeografica continentale, tra i quali sono compresi anche i siti ubicati all’interno della regione Veneto;
in particolare, secondo quanto viene riportato dal sito web della regione, in Veneto, sono complessivamente presenti 67 ZPS e 102 SIC, tra loro variamente sovrapposti, per un totale di 128 siti rientranti nella rete Natura 2000. La superficie complessiva dei siti suddetti è pari a 414.675 ettari (22,5 per cento del territorio regionale) con l’estensione delle ZPS pari a 359.882 ettari e quella dei SIC a 369.882 ettari;
attualmente, nonostante il limite temporale di sei anni normativamente prescritto dalla direttiva «Habitat», in nessuna regione italiana appartenente all’area biogeografia continentale sono state approvate e riconosciute dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare le ZSC;
come riportato dal sito del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, la designazione delle zone speciali di conservazione rappresenta un passaggio fondamentale per la piena attuazione della Rete Natura 2000, poiché garantisce l’entrata a pieno regime di misure di conservazione del sito specifiche e offre una maggiore sicurezza per la gestione della rete e per il suo ruolo strategico finalizzato al raggiungimento dell’obiettivo di arrestare la perdita di biodiversità in Europa entro il 2020;
ciononostante, alla data odierna, risulta che l’Italia abbia provveduto alla designazione delle sole zone speciali di conservazione della regione biogeografica alpina e limitatamente alla sola regione Valle d’Aosta –:
se i Ministri interrogati intendano intraprendere misure concrete volte alla designazione nel territorio italiano, nei tempi stabiliti dall’articolo 4 della direttiva 92/43/CEE e dell’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica n. 357 del 1997, dei siti di importanza comunitaria (SIC) come zone speciali di conservazione (ZSC), in particolare nell’area biogeografica continentale, e se intendano altresì assumere iniziative immediate, in accordo con tutte le regioni interessate, per dare piena attuazione alla direttiva «Habitat», onde evitare l’apertura di una procedura di infrazione contro l’Italia e risolvere positivamente il caso EU Pilot che eventualmente fosse stato già avviato dalla Commissione europea nei confronti del nostro Paese in materia di mancata designazione delle zone ZCS;
se i Ministri interrogati siano a conoscenza della mancata designazione delle zone ZCS presenti nella regione Veneto e se intendano promuovere quanto prima, e d’intesa con la regione interessata, iniziative realmente efficaci per realizzare, in tempi brevi, quanto previsto dalla direttiva Habitat, rispettando in tal modo gli impegni assunti con l’Unione europea a favore della conservazione della biodiversità e proseguendo in tal modo nell’effettiva istituzione della Rete Natura 2000, che riveste un ruolo fondamentale per la tutela degli habitat naturali in questa regione.

Riceviamo e pubblichiamo:

Ufficio Stampa

On. Arianna Spessotto

Zanin : I comuni si dichiarino anti transgenici

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L-Austria-vuole-estendere-il-logo-prodotto-senza-Ogm-anche-nell-Ue_article_full_lMandino un segnale forte dal basso.

La questione OGM non è solo faccenda di decreti legge e sentenze. Il buon senso e la volontà popolare devono far sentire la propria voce. Perciò in questi giorni, coerentemente con l’azione intrapresa personalmente e dal mio partito anche in sede parlamentare, sto inviando a tutti i referenti locali del Partito Democratico dei Comuni della Provincia di Pordenone e poi della Regione, una proposta per sollecitare i Consigli Comunali ad assumere una posizione chiara nel merito.
Il cittadini della regione hanno il diritto-dovere, attraverso chi li rappresenta nelle istituzioni locali, di far sentire la propria voce, a sostegno di una proposta che miri alla salvaguardia del principio di precauzione, ma anche alle buone ragioni economiche e culturali che trovano forza attraverso il sostegno della biodiversità e di un’idea alternativa di sviluppo, sia dell’agricoltura che dell’alimentazione.
Dichiarare i territori comunali antitransgenici può essere una scelta e uno strumento che, oltre a promuovere il dibattito e il coinvolgimento dei cittadini, potrà costituire un puntello esplicito che spinge dal basso per il legislatori regionali, nazionali ed europei, date anche le imminenti elezioni dell’Europarlamento del 2014.

Riceviamo e pubblichiamo:

Ufficio Stampa

On. Giorgio Zanin

Cottarelli da oggi al lavoro per la spending review

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Si è oggi insediato il commissario per la revisione della spesa (spending review), Carlo Cottarelli.

Ne dà notizia il ministero dell’Economia. Cottarelli ha incontrato questa mattina il ministro dell’Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni, per un confronto sugli obiettivi qualitativi e quantitativi della propria azione. Successivamente ha avuto una colazione di lavoro con il Ragioniere Generale dello Stato, Daniele Franco. Nel pomeriggio l’incontro con l’ex ministro, Piero Giarda, esperto nella valutazione della spesa pubblica, e il direttore generale del Tesoro, Vincenzo La Via. Nei prossimi giorni si costituirà l’organico del proprio ufficio, che verrà composto attingendo a personale già in servizio presso la pubblica amministrazione. Come primo passo redigerà il piano operativo che deve essere presentato in parlamento entro il 13 novembre. Fa sapere il dicastero di via XX settembre che Cottarelli ha rinunciato alla disponibilità di auto di servizio.

Il neo commissario per la spending review ha rassegnato nelle scorse settimane le sue dimissioni dal Fondo Monetario Internazionale, dove ricopriva l’incarico di direttore del dipartimento della Finanza Pubblica, per trasferirsi in Italia e assumere il nuovo incarico.

Snam, dalla Bei 365 mln per Italgas e Rete gas

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La Banca europea per gli investimenti (Bei) ha sottoscritto con Snam due contratti di prestito di 300 e 65 milioni di euro per il finanziamento di due progetti promossi, rispettivamente, da Italgas e Snam Rete Gas, le due società del gruppo attive nella distribuzione cittadina e nel trasporto di gas sulla rete nazionale. Circa il 40% del piano investimenti di Italgas e oltre il 60% degli investimenti di Snam Rete Gas riguardano progetti localizzati nel Mezzogiorno d’Italia e rientrano cosi nelle politiche di finanziamento della banca dell’Unione europea anche per gli aspetti di coesione e sviluppo delle aree meno favorite.

Pressione fiscale, nessuna riduzione all’orizzonte

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La legge di Stabilità non riduce la pressione fiscale. Questa la posizione di Enrico Zanetti (Sc), vicepresidente della Commissione finanze della camera, in merito alla manovra messa in campo dal governo. «La parte della manovra che impatta sulle entrate fiscali determina nel 2014 riduzioni per 8,1 mld di euro e aumenti per 9,5 mld», ha spiegato a ItaliaOggi Zanetti, illustrando i dati da lui elaborati (si veda tabella a fianco), «con un effetto netto a favore dello stato di 1,4 mld. Nel 2015, invece, la riduzione varrà 9,6 mld, mentre gli aumenti 6,2 mld, con un netto di 3,4 mld a favore dei contribuenti che, però, si riduce ad appena 0,4 mld se si considera la scure della clausola di salvaguardia di 3 mld sul 2015.

Starbucks inaugura il primo Teavana bar a New York

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Aveva acquisito la società Teavana lo scorso anno e oggi inaugura la prima sala da tè newyorchese del marchio, che conta circa 300 punti vendita negli Usa. Il caffè non basta più a Starbucks, che ha ormai avviato un piano strategico per diventare un colosso del food and beverage a tutto tondo. Teavana Fine Teas + Tea Bar, la nuova sala da tè nell’Upper East Side di Manhattan, offrirà anche dolci, toast, insalate e una selezione di piatti preparati al momento, a un prezzo che va dai 3 ai 15 dollari (le bevande, tè compresi, costeranno invece fra i 3 e i 6 dollari). La sfida di Howard Schultz, numero uno di Starbucks, è quella di portare nei centri urbani le sale da tè Teavana, oggi presenti soprattutto all’interno di centri commerciali. La prossima apertura è prevista a Seattle per il Thanksgiving, il 28 novembre.

Delrio: Tasi iniqua col tetto del 2,5 per mille

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Il tetto del 2,5 per mille non sarà sufficiente per rendere equa la Tasi». Lo sostiene Graziano Delrio, il ministro per gli affari regionali e autonomie, secondo cui «sarebbe più opportuno lasciare ai comuni la massima flessibilità nella scelta delle aliquote, vincolandola però alla previsione di detrazioni a beneficio dei contribuenti». Il nuovo tributo sui servizi indivisibili introdotto per il 2014 dalla legge di stabilità continua a monopolizzare l’attenzione dei sindaci riuniti a Firenze per la XXX assemblea dell’Anci. Delrio ha lasciato intendere che resta ancora aperta la partita sui rimborsi della seconda rata Imu. Il governo non ha ancora deciso se i rimborsi saranno quantificati sulla base dell’aliquota 2012 o di quelle (in media più alte) del 2013 e molto probabilmente la decisione non arriverà a breve perché, come ha detto il ministro, «questa è solo una parte del complesso puzzle delle coperture».

Dopo 4 mesi di rialzi, cala la fiducia dei consumatori

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Dopo quattro mesi di rialzi consecutivi, a ottobre l’indice del clima di fiducia dei consumatori diminuisce a 97,3 da 100,8 del mese di settembre. Lo rileva l’Istat, spiegando che il peggioramento, diffuso a tutte le componenti, è particolarmente marcato per quella economica, che passa da 99,3 a 93,2, e per quella corrente, che scende da 102,6 a 96,1. In deciso calo risulta l’indicatore riferito al quadro personale, che passa da 102,4 a 98,1, mentre quello della componente futura diminuisce più lievemente, passando da 100,3 a 98,6. Peggiorano sia i giudizi sia le attese sulla situazione economica del paese (il saldo passa, rispettivamente, da -110 a -129 e da -11 a -14).