26 Ottobre 2026, lunedì
HomeItaliaCronacaVilla Pamphili, la Procura chiede l’ergastolo per Francis Kaufmann: «Duplice omicidio aggravato»

Villa Pamphili, la Procura chiede l’ergastolo per Francis Kaufmann: «Duplice omicidio aggravato»

Il pubblico ministero Antonio Verdi sollecita la condanna al carcere a vita, con tre anni di isolamento diurno, per il 47enne accusato di aver ucciso la compagna Anastasia Trofimova e la figlia Andromeda, di appena 14 mesi. I corpi delle due vittime furono ritrovati nel giugno 2025 nel parco romano, a pochi metri di distanza.

La richiesta della Procura di Roma è l’ergastolo, accompagnato da tre anni di isolamento diurno. È la pena sollecitata per Francis Kaufmann, 47 anni, imputato per il duplice omicidio aggravato della compagna Anastasia Trofimova e della loro figlia Andromeda, che aveva appena 14 mesi. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe soffocato la donna e, alcune ore più tardi, avrebbe strangolato la bambina.

La vicenda risale al giugno 2025, quando i corpi di madre e figlia furono scoperti a Villa Pamphili, uno dei parchi storici più estesi e frequentati della Capitale. Le due vittime si trovavano a pochi metri l’una dall’altra, in un luogo che per molti romani rappresenta uno spazio di passeggio, riposo e quotidianità. Un contesto familiare e aperto alla vita cittadina si trasformò così nella scena di un caso di cronaca nera che ha profondamente colpito l’opinione pubblica.

Al centro del procedimento giudiziario c’è la ricostruzione della sequenza degli eventi e delle responsabilità contestate all’imputato. La tesi accusatoria individua due momenti distinti: prima la morte di Anastasia Trofimova, che sarebbe stata soffocata, poi quella della figlia, uccisa alcune ore dopo per strangolamento. Una successione temporale che, secondo l’impostazione della Procura, configura due omicidi riconducibili alla condotta dello stesso uomo.

Il pubblico ministero Antonio Verdi ha chiesto che a Kaufmann venga inflitta la massima pena prevista dall’ordinamento italiano, l’ergastolo, con l’aggiunta di tre anni di isolamento diurno. La richiesta rappresenta la posizione dell’accusa e dovrà essere valutata dai giudici nel corso del procedimento. Sarà la decisione giudiziaria a stabilire le responsabilità penali dell’imputato sulla base degli elementi acquisiti e delle regole del processo.

La morte della piccola Andromeda conferisce alla vicenda una dimensione particolarmente dolorosa. Quattordici mesi sono un’età in cui la vita dipende interamente dalla protezione degli adulti. La bambina, secondo l’accusa, sarebbe stata uccisa poche ore dopo la madre, in una successione di fatti che ha reso il caso ancora più drammatico. Accanto a lei è morta Anastasia Trofimova, la donna che, secondo la ricostruzione accusatoria, sarebbe stata la prima vittima.

Villa Pamphili è rimasta il luogo simbolo della vicenda, non soltanto per il ritrovamento dei corpi, ma anche per il contrasto tra la normalità del paesaggio e la gravità dei fatti contestati. La scoperta dei cadaveri aveva aperto una complessa indagine, destinata a ricostruire le circostanze delle due morti e a individuare il presunto responsabile.

Ora, con la richiesta dell’ergastolo, il procedimento entra in una fase decisiva sul piano delle conclusioni dell’accusa. La Procura ha indicato la pena che ritiene adeguata alla gravità dei fatti contestati; resta ai giudici il compito di pronunciarsi sulle responsabilità e sull’eventuale condanna.

Per Anastasia e Andromeda, due vite spezzate a distanza di poche ore secondo la ricostruzione accusatoria, il processo rappresenta il percorso attraverso cui la giustizia è chiamata a fare piena luce su quanto accaduto. La richiesta della pubblica accusa segna un passaggio importante, ma non coincide ancora con una sentenza definitiva.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti