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LA CIVITA MEDIEVALE DI LANUVIO

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GIOVEDÌ 21 NOVEMBRE 2013, ORE 18:30 – 20:00

Salone delle Colonne
Biblioteca Comunale “Francesco Dionisi”
via Sforza Cesarini, 37
00040 Lanuvio (RM)

ore 16:30 visita guidata nel Borgo Medievale

ore 18:00 coffe break

Intervento
Christian MAURI, autore del libro
Luigi GALIETI, Sindaco di Lanuvio
Patrizia IACOMETTI MASSA, Presidente Associazione “Amici della Rivista Castelli Romani”

Coordina
Maria Grazia FORCINA, Biblioteca Comunale “Francesco Dionisi”

Strutture ricreative consigliate:

La Meridiana agriturismo, via Laviniense, 47 – 00040 Lanuvioi (RM)

La super Ipo di Twitter inaugura la corsa al rialzo del digital business

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Il segnale inviato dai mercati con la quotazione in borsa di Twitter è stato forte e chiaro. Strappando verso l’alto nel giorno dell’Ipo fino a toccare valori massimi vicini al 100% di rialzo rispetto al valore di collocamento, il titolo della società di microblogging più conosciuta e utilizzata al mondo ha segnalato che occorre iniziare a leggere i titoli legati alla tecnologia con lenti diverse da quelle che troppo spesso si limitano a valutare i fenomeni del settore con l’utilizzo dell’opzione binaria bolla/non bolla. Certamente i valori borsistici di Twitter sono da capogiro e lasciano aperti molti dubbi sulla effettiva capacità di questa impresa di produrre utili futuri adeguati a giustificare tale livello di valorizzazione e di capitalizzazione. Ma è anche vero che nel caso di Twitter il mercato sta scommettendo, almeno in parte, su opzioni reali che Twitter ha in sé e che sono valorizzabili in maniera diversa rispetto ad altri titoli della cosiddetta digital economy. In particolare la piattaforma è vista come un componente potenzialmente unico per distribuire e commercializzare contenuti editoriali. Twitter ha per il mondo dell’editoria digitale il fascino e le potenzialità di upside che l’Amazon dei primi passi aveva per l’e-commerce. Sbagliava allora chi relegava la valutazione della piattaforma e del modello di business della società fondata da Jeff Bezos alla sola commercializzazione dei libri e dei Cd, sbaglia oggi chi considera Twitter uno strumento di intrattenimento informativo o una chat breve per scambiare opinioni volatili. Twitter non è un social media, ma una piattaforma tecnologica in grado di commercializzare tutta una serie di contenuti a valore aggiunto che i suoi ormai quasi quattrocento milioni di utilizzatori nel mondo potranno decidere di consumare o meno. E Twitter, se agirà bene, ha maggiori potenzialità di creare barriere all’entrata a difesa del suo modello di business e del suo ebitda rispetto alle Facebook o alle Groupon.

La Cina fugge dalle spie Usa

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Le grandi società statunitensi di computer e software stanno registrando un improvviso calo delle vendite in Cina e secondo alcuni analisti questo è dovuto a un’ostilità sempre maggiore verso l’amministrazione Obama. Cisco ha riferito che nell’ultimo trimestre gli ordini provenienti dalla Cina sono diminuiti del 18% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Per il trimestre in corso, Cisco prevede una contrazione del fatturato a livello mondiale dell’8-10%, in parte dovuta a un continuo indebolimento in Cina. Anche Ibm, HP e Microsoft hanno registrato una diminuzione delle vendite in Cina negli ultimi trimestri fiscali. Le ragioni sono molteplici e spaziano da un rallentamento dell’economia cinese a una pausa collegata al meeting del Comitato Centrale del Partito Comunista in corso e a una forte pressione sulle aziende cinese affinché utilizzino prodotti nazionali. I dirigenti di Cisco sono stati i più franchi, suggerendo che i clienti cinesi, in particolare quelli che hanno legami con il governo, starebbero diminuendo gli acquisti delle apparecchiature tecnologiche americane come risposta alle restrizioni degli Stati Uniti sulle aziende cinesi e alle rivelazioni circa la sorveglianza da parte della National Security Agency. Durante una conference call, alla domanda se il clamore intorno alla sorveglianza da parte della Nsa stia ostacolando il business in Cina, il ceo di Cisco John Chambers ha riconosciuto che «sta avendo un certo impatto». Rob Lloyd, presidente dello sviluppo e delle vendite, ha affermato che la tensione con il governo sta causando esitazione da parte dei clienti. Alcuni analisti rilevano segnali simili. Mark McKechnie, di Evercore Partners, ha dichiarato che gli effetti derivati dalla divulgazione sulla sorveglianza della Nsa «stanno producendo un forte impatto» sulla spesa di dispositivi tecnologici. Lo scorso mese Ed Maguire, managing director presso la Asian investment bank Clsa, ha scritto che le rivelazioni della Nsa «potrebbero cambiare la prospettiva delle aziende high tech statunitensi, accelerando la velocità con cui le aziende cinesi guadagnano quote di mercato. I risultati deboli delle vendite si aggiungono alle tensioni commerciali che stanno aumentando tra gli Stati Uniti e la Cina, aggravate dalle rivelazioni della Nsa. I media statali cinesi hanno sottolineato le preoccupazioni circa l’uso di dispositivi tecnologici stranieri. Un’inchiesta pubblicata in copertina a giugno sul China Economic Weekly è apparsa con il titolo in inglese «He’s Watching You», e sono state otto le società americane citate, tra cui Cisco, Ibm e Microsoft, che rappresentano un pericolo per le reti di computer in Cina.

Non tutte le società tech americane riscontrano problemi in Cina. Brad Brooks, chief marketing officer di Juniper Networks, ha dichiarato in un’intervista che la società non ha subito alcun rallentamento nel Paese asiatico; nel trimestre più recente, Juniper ha detto che le vendite nell’area Asia-Pacifico, inclusa la Cina, sono aumentate rispetto al trimestre precedente. Lo scorso mese, il produttore di sistemi di storage Emc ha affermato che la società «è in una fase di crescita in Cina». Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Qin Gang, ha dichiarato che la Cina intrattiene affari con gli altri Paesi basati sul rispetto reciproco, ma ha aggiunto che «il governo cinese ha l’obbligo e la responsabilità di salvaguardare la sicurezza nazionale». Citando le relazioni dei media circa i tentativi di raccolta di informazioni da parte degli Stati Uniti, ha detto «speriamo che l’America presterà attenzione non soltanto alle preoccupazioni della Cina ma anche a quelle degli altri Paesi di tutto il mondo a questo proposito».

Smartphone, Lenovo sale al terzo posto

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Con una quota del 55% delle vendite totali di telefoni cellulari, gli smartphone continuano a crescere nonostante la crisi. Secondo i dati della società di ricerca Gartner, nel terzo trimestre sono stati venduti 455,6 milioni di telefoni cellulari, con una crescita del 5,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Con 250,2 milioni di unità, gli smartphone hanno raggiunto un nuovo record assoluto e segnato un balzo del 45,8% rispetto al dato del 2012. Determinante in questo senso la crescita in entrambe le categorie messa a segno dalla regione Asia/Pacifico, dove gli smartphone hanno messo a segno una crescita del 77,3%. Passando ai produttori, mentre Samsung ha mantenuto la leadership mondiale senza variazioni significative, Lenovo ha messo a segno un exploit notevole con ben 12,9 milioni di smartphone consegnati, pari a una crescita dell’84,5% su base annua. Una crescita legata alla leadership in Cina, che la società ha ulteriormente consolidato insieme a un’espansione verso nuovi mercati, compresa l’Europa. Apple ha invece raggiunto i 30,3 milioni di iPhone venduti nel trimestre, un dato in crescita del 23,2% rispetto all’anno precedente. «Il debutto dei nuovi modelli, iPhone 5S e 5C, ha avuto in impatto positivo sulle vendite complessive di Apple», ha spiegato Anshul Gupta, principal research analyst di Gartner, «ma l’impatto sarebbe stato anche maggiore se le vendite non fossero iniziate alla fine del trimestre. Mentre gli iPhone 5C sono ancora disponibili, l’alta domanda per il modello top 5S ha portato alla temporanea indisponibilità in alcuni mercati».

Dalla lastra digitale rinasce il datacenter

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Un singolo progetto, seppure sostanzioso, che ripaga l’intero datacenter. È accaduto all’Azienda ospedaliera di Lodi, dove si è partiti dall’adeguare i sistemi informativi per renderli conformi alla gestione e archiviazione digitale delle immagini radiologiche, e si è poi colta la palla al balzo per riprogettare tutto l’It ottenendo risultati prima impensabili, come per esempio la predisposizione di una nuova postazione operativa in 15 minuti anziché in un’intera giornata.

«L’introduzione della Pacs (Picture archiving and communication system, ndr)», ha raccontato Flavio Cassinari, cio di Azienda ospedaliera di Lodi, «è stata un’occasione che ha scatenato una serie di attività.

Dal 2008 infatti lavoravamo su di un progetto di revisione del sistema informativo sanitario, avendo come filo conduttore l’aspetto della sicurezza su tutte le procedure: prelievi, somministrazione di farmaci e così via, e c’erano tutta una serie di soluzioni che avrebbero permesso di gestire le attività in modo più sicuro per migliorare la qualità e ridurre il rischio clinico. Era necessario un ripensamento infrastrutturale hardware e software. I progetti si mettono a punto, ma poi non sempre ci sono i finanziamenti. L’occasione è arrivata con la Pacs: potevamo aggiungere risorse in più (lo storage presente non era sufficiente, ndr) o ripensare tutto con criteri di sicurezza innovativi.

La scelta è stata quella di ripensare tutta l’infrastruttura».

L’Azienda ospedaliera si è così dotata di nove server e di due storage Dell, distribuiti su due data center ridondanti e in un ambiente completamente virtualizzato, dopo una gara che è stata vinta dalla Disc di Bergamo per 528 mila euro. Il progetto è infatti stato assegnato con una procedura in cui si è valutata sia la parte tecnica sia, ovviamente, quella economica, con la particolarità che la prima pesava per il 70% sul risultato (anche se Disc ha vinto per entrambe le componenti). Ma di gara ce n’è stata anche un’altra, per il software della digitalizzazione, chiusa a circa 600 mila euro. Se si pensa che ogni anno l’Azienda spendeva 540 mila euro per i costi fisici delle pellicole, si capisce come l’intero investimento si recuperi in due anni e mezzo circa.

«Per l’hardware abbiamo chiesto soluzioni virtualizzate che garantissero possibilità di replica e disaster recovery, ma anche altri aspetti: semplicità di utilizzo e velocità nell’introduzione di nuovi sistemi. Devo dire che la parte amministrativa è stata quella più lunga. Per il resto abbiamo realizzato tutta l’infrastruttura in due mesi e senza mai interrompere il servizio», ha proseguito Cassinari.

 

Indesit, l’On. Giulietti: “Subito intervento del Governo per salvaguardare i posti di lavoro”

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Giampiero-Giulietti1“Serve un intervento urgente del Governo; con il fallimento della trattativa Indesit, per 1.425 lavoratori si aprono le porte della mobilità e si gettano nella disperazione migliaia di famiglie, tra cui anche tanti lavoratori residenti nel comprensorio dell?Eugubino-gualdese”.

E’ quanto dichiarato dall’on. Giampiero Giulietti dopo la rottura delle trattative tra Indesit e organizzazioni sindacali al tavolo del Ministero dello Sviluppo economico che di fatto “ha cancellato in un sol colpo” ha aggiunto il deputato Pd “Tutti i risultati raggiunti dopo mesi di delicate trattative. Il Governo non può accettare una decisione presa unilateralmente, che va a gravare sul destino di oltre 1.400 lavoratori e delle loro famiglie” ha continuato l’on. Giulietti “Dobbiamo  agire ed in fretta per salvaguardare l’occupazione e l’economia di un territorio che, come il comprensorio Eugubino-gualdese, già soffre una crisi economica senza precedenti che rischia di sfociare in una crisi sociale ancora più allarmante, e che il passo indietro compiuto nella vertenza Indesit non potrà che aggravare”.

Trasmesso e pubblicato

Ufficio stmpa

On. Giampiero Giulietti

Maltempo in Alto Chiascio – L’On. Giulietti presenta un’interrogazione: “Trasferire all’Anas la competenza della strada Contessa”

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alluvione_cdcDopo l’incontro con i sindacidei Comuni dell’Alto Chiascio danneggiati dall’eccezionale ondata di maltempo del 10, 11 e 12 novembre, l’on. Giampiero Giulietti, insieme al collega marchigiano Marco Marchetti, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta per chiedere al Governo di intervenire con mezzi e risorse adeguate per affrontare l’emergenza e per la prevenzione del rischio idrogeologico e di riconoscere lo stato di calamità nei territori delle province di Perugia e Pesaro-Urbino colpiti dal maltempo.

Nell’interrogazione si invitainoltre il Ministero delle Infrastrutture a trasferire all’Anas la competenza della strada statale 452 “della Contessa” al fine di sgravare leAmministrazioni Locali dai costi di gestione. “La strada Contessa rappresenta per l’Umbria Nord l’arteria di accesso alla Costa Adriatica – ha dichiarato l’on. Giulietti – ad oltre una settimana dalle violente piogge che hanno causato danni enormi nei Comuni di Gubbio, Gualdo Tadino e della Fascia Appenninica, la strada è ancora chiusa al traffico e i tempi per la riapertura sembrano essere ancora lunghi, con gravi disagi di mobilità per aziende e cittadini.

Le difficoltà economiche in cui versano le Amministrazioni locali non consentono di intervenire con risorse e strumenti adeguati, per questoinvitiamo il Ministero alle Infrastrutture a trasferire la competenza della strada Contessa all’Anas e sollecitiamo il Governo ad attivare un tavolo di coordinamento con Regioni, Province e Comuni e ad individuare nella legge di stabilità le risorse necessarie per finanziare le attività di protezione civile nei territori delle province di Perugia e Pesaro-Urbino, ad elevato rischio di frane e smottamenti”.

Trasmesso e pubblicato

Ufficio stampa

on. Giampiero Giulietti

20 Novembre – Giornata per i diritti dell’Infanzia

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bambiniLa Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza si celebra il 20 novembre di ogni anno in quasi tutti i paesi del mondo, per ricordare l’approvazione da parte dell’Assemblea generale della Nazioni Unite, nel 1989, della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia. Si tratta dunque di un appuntamento che aiuta a far memoria attiva. E’ questa la ragione per cui, in primo luogo in molte scuole, la giornata è contrassegnata da occasioni educative, con il coinvolgimento diretto dei bambini e dei ragazzi, portatori dei diritti e corresponsabili del loro rispetto nei gruppi dei pari. Gli insegnanti e i genitori fanno bene perciò a stimolare il loro protagonismo, che li deve vedere consapevoli e capaci di intervento.
Una notizia importante in questa direzione giunge anche dal Consiglio Regionale. Hanno fatto bene infatti alcuni Consiglieri a proporre, proprio per questa occasione, la presentazione della loro proposta di legge per la re-istituzione del Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza. In tempi in cui i diritti e il buon futuro dei minori sono messi in pericolo, sia dalla crisi economica che dai tanti segnali di fatica del tessuto sociale, è molto importante che le istituzioni offrano strumenti e proposte. Poichè questa legge mira ad assicurare un organo di garanzia per la tutela dei più deboli, costituisce perciò un buon segnale. Segnale che va allargato, assicurando solidità e serenità alla progettualità di quelle realtà, preziose anche nella nostra regione, dove la tutela dei minori trova sostegno. Ma non basta.
Le cronache nazionali e regionali di questi mesi, con riferimento particolare all’adolescenza, hanno reso sempre più evidente la fragilità umana che pervade la società italiana. Suicidi, sfruttamento, prostituzione minorile, depressione, pedofilia, omofobia, consumo di sostanze, violenza… sono sintomi di una fatica più vasta, che riguarda in primo luogo la privazione di orizzonte che è in corso nella cultura della nostra società. Ecco perchè gli investimenti educativi, sia da parte delle istituzioni pubbliche che da parte delle famiglie e delle numerose realtà associative, vanno stimolate e coinvolte per generare fiducia e futuro. A partire in primo luogo dal rilancio della generosità – valore caratteristico della mentalità e del nostro spirito, come testimoniato in mille modi dai friulani e dai veneti – che, come bene avvertono quanti sono impegnati nelle attività educative, trova sempre più fatica a consistere nelle nuove generazioni, in primis quelle di genere maschile. Si tratta perciò a tutto campo di offrire sostegno alle persone e ai luoghi che hanno la loro ragion d’essere nell’educazione, invitandole a costruire e rinnovare alleanze educative. In primis quella fondamentale tra famiglia e scuola, troppo spesso messa in discussione da comportamenti che, dietro la mira strabica della tutela dei figli, minano alle fondamenta il patto e la responsabilità condivisa che tutti gli adulti hanno nei confronti dell’educazione dei minori.
Un passo alla volta, la risalita della china passa in ogni caso attraverso le nuove generazioni. I loro diritti sono il nostro futuro. Diamoci da fare.

Trasmesso e pubblicato

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On. giorgio Zanin

L’Italia, un sogno dimenticato

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Non si fa altro che parlare di manovre economiche per salvare il paese dai debiti che ci soffocano ma sembra proprio che questi debiti debbano pagarli solo una parte della popolazione.

Aumenti sulle bollette, prezzi dei prodotti di primo consumo che lievitano, l’Iva che cresce a vista d’occhio, l’ Imu che non si sa neanche più come chiamarla in quanto muta secondo l’umore delle persone che salgono al potere, per non parlare dell’ultima trovata da parte del Governo per spillare soldi ai contribuenti: la Tares, gli utenti che l’hanno ricevuta si sono visti maggiorati un bel po’ la tassa sullo smaltimento dei rifiuti in quanto sono stati aggiunti dei nuovi contributi per dei “Servizi Indivisibili”, così viene giustificata sull’accompagnatoria del comune la richiesta di soldi ai cittadini; Se diamo un occhio al passato vediamo che l’Italia non è mai stata una superpotenza economica, ha sempre trionfato per la sua eleganza nel mondo in ambito artistico turistico e culturale ora tutto ciò è solo un optional……La televisione diffonde le immagini dei Parlamentari, nostri rappresentanti, che si insultano e si picchiano come una banda di Ultras scatenata , comprano oggetti e fanno cene di lusso a spese dei contribuenti quasi come gli attori che improvvisavano su di un Canovaccio fisso della Commedia dell’Arte, nulla di nuovo essendo tutto ciò riportato minuziosamente dalla pubblica attualità da parte di trasmissioni di qualunque fede politica.

Se facciamo un passo indietro nella storia ci rendiamo conto che a differenza degli altri Stati Europei l’Italia è un paese relativamente giovane vantando una gloria troppo lontana nella nostra memoria come potenza dominatrice che risale all’ascesa di Roma ma ora pare che abbiamo davvero “Oltrepassato il Rubicone” senza possibilità di tornare indietro. Ognuno di noi dovrebbe essere cosciente che l’Italia non è più la penisola disgregata soggetta ai diversi dominatori, l’epoca degli Angioini e degli Aragonesi è terminata da un pezzo dove le leggi e le tasse erano un’imposizione e non una scelta e dove il popolo si accontentava di avere la vita salva , bisognerebbe scrollarsi di dosso questo retaggio storico che ha accompagnato la nostra penisola e in particolare il Sud Italia per secoli ed essere consapevoli che dal 1946 abbiamo scelto la Repubblica e quindi l’autonomia. Il sistema politico è cambiato, agli occhi estranei vogliamo essere vincenti ma inevitabilmente non riusciamo ad esserlo continuando ad accettare tutto ciò che ci viene imposto da coloro che noi abbiamo messo ai vertici politici e ai quali abbiamo riconosciuto, con i nostri voti, dei privilegi. Abbiamo il potere di poter scegliere e manifestare la nostra volontà perché questa è la Democrazia, espressione della volontà dove il popolo è sovrano. Perché permettiamo che ci tassino più volte e in modo diverso? Questo accade ogni volta che lo Stato non riconosce la tutela dei diritti e dei servizi che ogni singolo cittadino dovrebbe avere per una vita dignitosa; perché accettiamo di pagare stipendi stratosferici e assegni di fine mandato quando tutto ciò non ha riscontro con il nostro potere economico attuale creando una sproporzione non quantificabile? Questa non è la nostra Nazione , non possiamo riconoscerci in un paese che non ci dà la possibilità di scegliere come vivere la nostra vita, che lavoro fare, quanti figli avere perché non abbiamo scelta facendoci nascere già perdenti nei confronti della vita.

Non rimaniamo a guardare come se fosse ovvio che i tagli vengano fatti alle Pensioni, alla Sanità all’Istruzione, che sono dei diritti per coloro che adempiono ai loro doveri, tutti settori importanti che rappresentano la ricchezza e la forza di un paese , che non è certo rappresentata invece dal numero dei deputati alle Camere o al Parlamento Europeo bensì dalla qualità di vita dei suoi abitanti e dalle prospettive future che il paese offre ai suoi giovani e ai confort dei suoi anziani per una fiorente crescita economica e sociale. Non si può pensare di acquistare 90 aerei da guerra progettati negli Usa e accettare che vi siano cittadini tra i 65 e i 70 anni che dopo una vita di lavoro svolgano ancora attività usuranti e pesanti “a nero” perchè la loro pensione non è sufficiente per vivere. Nonostante siano passati più di 150 anni dall’Unità d’Italia pagata con il sangue di coloro che ci hanno davvero creduto, dentro di noi siamo ancora un popolo conquistato, passivo, disgregato dove solo formalmente simbolizziamo una nazione, ognuno di noi dovrebbe rappresentare un pezzettino d’Italia e quel pezzettino di ognuno dovrebbe servire a creare uno Stato reale e unitario che opera per l’interesse del suo popolo e non di pochi; le parole proferite dal Conte di Cavour morente:

”abbiamo fatto l’Italia ora dobbiamo fare gli Italiani” ahimè sono ancora terribilmente attuali e senza cadere nell’eccessiva Filosofia Comunista ma solo facendo una semplice riflessione avremmo bisogno di una risposta a queste contraddizioni e una maggiore consapevolezza che i pochi privilegiati dovrebbero essere al servizio del popolo poiché i loro privilegi non nascono come diritti di popoli conquistatori Medioevali ma sono concessi dai liberi cittadini che pare siano caduti in un lungo sonno come i sudditi del castello incantato della Bella Addormentata.

Daniela Aiello

Napoli 18 novembre 2013

Lvmh investe 30 mln per il polo di ricerca su profumi e cosmetici

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Nei pressi di Orléans, in Francia, nella cosiddetta Cosmetic Valley, il numero uno mondiale del lusso, il gruppo Lvmh, ha inaugurato, dopo due anni di lavori e un investimento di oltre 30 milioni di euro, un centro di ricerca e sviluppo all’avanguardia, dedicato ai profumi e cosmetici. Hélios, questo il nome del complesso, riunisce i 250 ricercatori di Dior Parfums, Guerlain, Givenchy, Fresh, Kenzo e Acqua di Parma. Ogni équipe di chimici, biologi e ingegneri resterà legata a un marchio preciso, in modo da evitare che i “segreti” di una maison possano essere rivelati ad altri brand. Il centro sorge nei pressi dell’unità di produzione dei profumi Christian Dior, il marchio faro dei cosmetici Lvmh, che realizza oltre il 50% del giro d’affari della divisione. L’impianto, attivo da 40 anni, si estende su una superficie di 100 mila e conta 1.200 dipendenti. Ogni anno i marchi di bellezza dell’universo Lvmh lanciano circa 1.200 novità.