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25 Novembre – Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne.

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banner_a1Il 25 Novembre è la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne.

I numeri.
Violenza domestica, stalking, minacce non tardano a sfociare in omicidi. Solo in Italia, nei primi sei mesi del 2013, sono state uccise 65 donne, dopo un 2012 che ha contato 120femminicidi.

Le iniziative.
In questi giorni si moltiplicano le iniziative di sensibilizzazione su questo argomento, e Cubolibri contribuisce al dibattito con una selezione di eBook a tema.

Il percorso tematico su Cubolibri.

Scopri la vetrina speciale dedicata alla donna, dal suo ruolo nella storia fino ai fatti di cronaca più recenti, e approfitta del taglio prezzi sulle opere di Doris Lessing, autrice che ha raccontato l’esperienza femminile con scetticismo, passione e potere visionario.

Tutti i nuovi numeri delle riviste dedicate alle donne!
L’edicola di Cubolibri è sempre aggiornata con i magazine femminili più letti. Qualche anteprima di questa settimana? Su Oggi, Vittoria Puccini racconta cos’è la felicità; Hearst Home dedica alle donne una galleria fotografica speciale sul guardaroba. Su Gente, Elisabetta Piqué racconta il suo amico Papa Francesco. Scopri tutti i nuovi numeri delle riviste più cool del momento e approfitta degli sconti sugli abbonamenti digitali!

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Addio al maestro della “scuola sgarrupata”

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di Rita Occidente Lupo

Marcello D’Orta,E lui, non se l’è cavata. Marcello D’Orta, il maestro partenopeo
che riuscì a mettere nero su bianco, pubblicando “i capolavori letterari” dei
suo iallievi della Scuola Elementare di Scanzano, ha chiuso gli occhi a 60 anni. La
penna, non un vezzo, ma una vera e propria passione, ad accompagnarlo in un anno
di sofferenze col cancro. Tra le sue produzioni, la scoppiettante prima fatica
“Io speriamo che me la cavo” segnante il passo di una produzione tra il
faceto ed il semiserio. Lui, che cercava di sbriciolare lingua italiana, tra
infarciture dialettali e costumi del popolino dei quartieri: che viveva l’afa delle 
abitazioni, come l’asfissìa di certi perbenismi. Marcello, una guida
per i suoi scolaretti, un punto referenziale, come avviene in certi ambienti in cui o
si assurge a leader o si finisce per essere annientati. La scuola di trincea, 
qualla che ancora resiste in molte zone dell’hinterland partenopeo, che
non ha i mezzi per sopravvivere. Che deficita di suppellettili, per la sua sfida 
millenaria. Orfana d’infrastrutture, per poter reggere il passo con la 
formazione sociale, impone ogni volta ai suoi alfieri, eroici sacrifici,
per poter gettare semi culturali. Tra mancato raccordo familiare o antitetico
alle linee guida di un iter formativo, mirato alla legalità della cosceinza
sociale ed assenza di correttivi, atti a reggere il processo culturale con tanto di 
supporti necessari almeno all’alfabetizzazione, gli educatori, i
docenti, i maestri, più assistenti sociali, che dispensatori di cultura. Più baby
sitter, che detentori di sapere. Più guardie del corpo, che fari informativi. Eh
sì, perchè l’istruzione, in certi spaccati sociali, sottovalutata,
dribblata…solo un onere, per non evadere l’angosciante obbligo! La scuola
“sgarrupata” di Marcello, quella che purtroppo ancora fa acqua da molte parti. Con falle
anche nella gestione didattica, per chi non avvezzo a saper vivere in guerra, si 
ritrova a dover usare il paravento della fragilità, per non sentirsi 
protagonista. Sopravvivere in certi contesti, vera e propria crociata 
quotidiana! Ma quando la sfida alta, allora si distinguono i migliori! E si 
assurge a leader, del gruppo! A capo, a cui guardare! Gli adolescenti, 
provenineti spesso da contesti sociali in cui anche la figura genitoriale, 
compromessa spesso dalle maglie della legalità, ancora con parametri 
referenziali: il rispetto, in certi contesti, per l’individuo che sa 
meritarselo! Ebbene, Marcello è riuscito a saper essere protagonista del 
piccolo, facendo assurgere i suoi piccoli, ad “eroi” di una
pagina letteraria del nostro tempo. A lui, maestro dalla penna rossa, nel correggere gli 
strafalcioni ortografici, il ricordo di tanti, il sorriso di chi ha letto
le sue pagine…il grazie dei suoi allievi, che da lui hanno ricevuto un 
testamento di vita.
RIta Occidente Lupo

Il Pianeta non può attendere

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downloadLa conferenza sui cambiamenti climatici (COP19) che si sta tenendo a Varsavia, si è rivelata un momento interessante, per lo scambio di informazioni e la conoscenza reciproca tra attori istituzionali e con le ONG, ma l’aspetto della negoziazione registra un fallimento che potremo misurare nella sua gravità solamente alla conclusione.
Molti grandi paesi industrializzati si stanno sfilando dagli impegni per il futuro e addirittura da quelli presi a Kyoto. La stessa UE non si muove compatta sul piano negoziale. Abbiamo membri di paesi con posizioni negazioniste sulle responsabilità dell’uomo rispetto ai cambiamenti climatici e alcuni paesi (sviluppasti e in via di sviluppo) che hanno nelle corde una strategia che punta sul carbone per il rifornimento di energia. Assistiamo ad un’ampia maggioranza di discorsi che valutano i cambiamenti climatici e l’ambiente dal punto di vista prettamente finanziario. Si discute su compensazioni e adattamento monetizzandoli e lasciando a un piano del tutto marginale le questioni di sopravvivenza del nostro pianeta e delle specie che lo abitano. I tempi della politica sono troppo larghi, gli interessi economici sono troppo forti e le lobby di potere ben radicate nella politica per far si che si riesca ad agire in tempo utile per fare qualcosa di concreto. I soldi fanno muovere tutto e l’ambiente è il pretesto. La COP19 per ora si sta rivelando un contenitore vuoto utile per visitare il mondo con la delegazione del proprio paese. Un luogo dove le uniche parole di senso, gli unici concetti concreti sono venuti dalle associazioni non governative, le stesse che schifate dall’andamento dei lavori hanno deciso di abbandonare la conferenza.
I dati presentati alla conferenza, dai vari comitati scientifici, sono inequivocabili: l’uomo sta mutando il clima del pianeta e mettendo a repentaglio la sua stessa sopravvivenza. L’uomo può agire per fermare questo disastro e salvare se stesso e il pianeta ma deve agire subito.
XVI I Legi slatura
Massimo De Rosa
Vice Pre sident e VI I I Commi ss ione Ambi ent e, Te r ri tor io e Lavor i Pubbl ic i
PALAZZO MARINI IV – Via de l Poz z e t to 1 0 5 , 0 0 1 8 7 ROMA
te l 0 6 .6 7 6 0 .8 2 57 – fa x 0 6 .676 0 .2 82 0
Questo non lo abbiamo capito, non lo capisce la politica non lo capiscono alcune grandi imprese che capiscono solo il tintinnio dei soldi. I soldi e la finanza non ci salveranno e quando scarseggeranno i terreni fertili e le zone abitabili ci accorgeremo che i soldi non si possono mangiare e che sono solo pezzi di carta senza un vero valore.
Eppure, come i dati forniti ad esempio dalla fondazione Enrico Mattei dimostrano, anche dal punto di vista finanziario si tratta di un falso problema. Gli interventi aggressivi di mitigazione, cioè di prevenzione, sono gli unici che hanno il potere di avere ricadute benefiche in termini di finanza pubblica.
I paesi in via di sviluppo sono sul piede di guerra perchè vorrebbero potersi sviluppare senza freni, come abbiamo fatto noi paesi sviluppati nei decenni passati. Questa possibilità non esiste più e dobbiamo assicurare un indennizzo a questi paesi per aver basato la nostra crescita anche su disponibilità che non avevamo. Se vogliamo che paesi ancora ricchi di natura la conservino, per compensare anche quella distrutta da noi, allora dobbiamo aiutarli a concretizzare uno sviluppo sostenibile sul loro territorio ridando loro un pò di quel benessere che ci siamo presi senza diritto. Una compensazione etica morale ambientale e anche monetaria è il nostro dovere.
Speriamo che entro la fine dei lavori qualcosa cambi e si arrivi a un qualche accordo con la consapevolezza che sarà comunque troppo tardi e che questa COP19 è stata un sostanziale fallimento per l’umanità intera.

Portavoce Massimo De Rosa e Carlo Martelli
Membri della delegazione parlamentare italiana alla Cop19 di Varsavia

Trasmesso e pubblicato

Ufficio Stampa

on. Massimo De Rosa

L’Europa, i Rifiuti urbani e noi.

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download (1)Colgo l’occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, per fare una riflessione sulla situazione italiana. Naturalmente, come spesso accade, siamo molto indietro negli appuntamenti europei, specie in materia di Raccolta Differenziata (RD) e di conseguenza siamo ad attendere una multa per non avere rispettato condizioni condivise. Di certo però potremmo trasformare questo ritardo in un vantaggio, com’è capitato alla nostra Regione. A suo tempo non ci siamo accodati alle “avanguardie” emiliane e toscane nella corsa all’incenerimento poiché eravamo lontani da una centralizzazione della gestione dei rifiuti solidi urbani (RSU) e così oggi , proprio al contrario di Toscana ed Emilia, ci ritroviamo una Regione FVG virtuosa, con elevati livelli di RD (tranne Trieste) e con una quota molto ridotta di secco indifferenziato da incenerire, relegata proprio in quel di Trieste.

Purtroppo l’Italia, invece di guardare al FVG ed al programma che si è dato con la gestione Serracchiani, cerca di risolvere le emergenze perenni di una cattiva e inadeguata gestione degli RSU bruciandoli e quindi riducendoli di volume ma spargendo la medesima quantità in polveri e ceneri sul territorio già molto provato. Noi infatti produciamo procapite il 50% in meno di rifiuti della Toscana e dell’Emilia, piene di inceneritori e se non fosse per Trieste avremmo da tempo bellamente superato i limiti prefissati dall’UE. Abbiamo dato nome di “Rifiuti Zero” all’obiettivo di programma ed in funzione di questo dobbiamo spingere per ulteriori riduzioni della produzione di rifiuti alla fonte. Ciò potrà avvenire promuovendo meno imballaggi e detassando prodotti riciclabili e recuperabili, sostenendo gli spazi dedicati alla distribuzione “alla spina”, migliorando la già buona RD e invitando i triestini a fare altrettanto. E’ d’obbligo una verifica degli impianti e stimolare la ricerca e anche i privati a sperimentare soluzioni di chiusura del ciclo che non brucino quel poco che resta del nostro secco indifferenziato.

L’Italia però, invece di approfittare di questa partenza ritardata per favorire la RD e promuovere le quattro R (riduzione, riutilizzo, riciclo e recupero), trasforma i cementifici in inceneritori (abbiamo il più elevato numero di cementifici d’Europa) che, non cementificando più città e coste, trovano nei rifiuti un’alta fonte di reddito. Premesso però che non esistono tecnologie in grado di ridurre le emissioni dei cementifici a quelle degli inceneritori, come questi ultimi sono industrie insalubri di I^ classe che rappresentano una  soluzione antieconomica e poco salubre per l’ambiente, le piante, gli animali  e i cittadini che lo popolano. Arriviamo quindi all’assurdo che una provincia virtuosa (Pordenone), di una regione virtuosa, si trova ben due cementifici con voglia di diventare inceneritori. Rischiamo quindi di superare l’80% di RD e bruciare rifiuti che provengono da altri, meno attenti alle buone pratiche per una corretta gestione dei RSU.

Come tranquillizzare i cittadini di Fanna, Travesio, Sequals e di Maniago, che vivono già in un contesto fortemente industrializzato, che il CSS, ormai un rifiuto mascherato da combustibile, non diventi per gran parte polvere contaminata da respirare, bere e mangiare?

Bisognerà aspettare che il decreto, che trasforma i rifiuti in combustibili liberi di circolare, diventi legge ma dobbiamo batterci tutti, amministratori e amministrati, affinché sia una legge che dia modo alle regioni virtuose di difendere il proprio operato e la salute dei propri abitanti.

Trasmesso e pubblicato

Ufficio Stampa

On. giorgio Zanin

Carceri: On. Bueno – Approvazione trattato rafforza rapposti Italia – Brasile

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images1“L’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri di ieri del Trattato sul trasferimento delle persone condannate nei Paesi d’origine per l’espiazione della pena, siglato dall’Italia e il Brasile il 27 marzo del 2008 e atteso da ben 5 anni, contribuisce a rafforzare i rapporti bilaterali di cooperazione italo-brasiliani. La ratifica di questo Trattato si inserisce in una fase non facile delle nostre relazioni come conseguenza del caso Battisti”.

Lo dichiara la deputata italo-brasiliana Renata Bueno, sottolineando che “scontare la pena nel Paese di appartenenza genera un risparmio sia allo Stato, in termini di sussidi consolari e di lavoro di Ambasciate e Consolati, sia alle famiglie, considerate le gravose spese a cui esse vanno incontro per viaggi, soggiorni e assistenza legale.

I detenuti italiani nelle carceri brasiliane risultano essere attualmente 70, mentre il numero di cittadini brasiliani presenti negli istituti di detenzione italiani a giugno del 2013 era pari a 168.

“Ho sollecitato con convinzione l’approvazione del Trattato anche con azioni rivolte ai Ministri degli Esteri e della Giustizia – dice in conclusione la Bueno – perché le condizioni in cui vivono gli italiani reclusi nelle carceri brasiliane sono disumane e intollerabili. Senza dimenticare i tanti detenuti brasiliani, come quelli di altre nazionalità, che stanno scontando la pena nelle sovraffollate carceri italiane lesive del rispetto dei diritti umani”.

Trasmesso e pubblicato

Ufficio Stampa

on. Renata Bueno

Mediobanca, Tronchetti Provera confermato vice presidente

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Il cda di Mediobanca di oggi, preso atto che l’assemblea del 28 ottobre scorso ha deliberato di reintegrare Marco Tronchetti Provera nella carica di amministratore, lo ha confermato vice presidente del consiglio di amministrazione. Il board ha inoltre deliberato una nuova composizione di due comitati: il comitato remunerazioni, composto da consiglieri non esecutivi, di cui la maggioranza indipendenti (Angelo Caso, presidente; Roberto Bertazzoni, Bruno Ermolli, Anne Marie Idrac, Vanessa Laberenne e Carlo Pesenti); e il comitato controllo e rischi, composto dai consiglieri indipendenti (Angelo Caso-presidente, Vanessa Laberenne e Elisabetta Magistretti).

Aiuti illegali alle imprese, Italia deferita alla Corte Ue. Rischia maxi-multa

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La Commissione europea ha deferito oggi l’Italia alla Corte Ue di giustizia per il mancato rispetto di una sentenza del 2011 in cui la stessa Corte imponeva il recupero di aiuti illegali (sotto forma di sgravi degli oneri sociali) concessi alle imprese nei territori di Venezia e Chioggia dal 1995 al 1997. Come rileva Bruxelles, 14 anni dopo la decisione della Commissione e 2 anni dopo la prima sentenza della Corte Ue, è stato recuperato solo circa il 20% degli aiuti considerati illegali. La Commissione propone una sanzione di 24.578 euro al giorno moltiplicata per il numero di giorni fra la prima sentenza e il recupero completo degli aiuti.

Ricorsi tributari solo in plico

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I ricorsi non vanno notificati in busta chiusa! Nel processo tributario il ricorso inviato a mezzo posta si intende formalmente notificato nei termini al momento della spedizione e non della ricezione, a patto però che venga spedito in plico, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, e non in busta chiusa. Qualora venga spedito in busta chiusa, ai fini della sua tempestività fa fede il timbro di ricezione dell’ufficio o la data di sottoscrizione della ricevuta di ritorno. Lo ha affermato la commissione tributaria regionale di Roma, sezione staccata di Latina (XXXIX), con la sentenza n. 697 del 14 novembre scorso.

L’Italia salva i fondi Ue

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Rien va plus, i giochi sono fatti. E i conti sono chiusi. In una settimana che finisce per riassumere tre anni di negoziati, il Parlamento europeo ha dato l’assenso al budget pluriennale 2014-2020 e varato le riforme della Politica agricola comune e delle politiche di coesione, vale a dire le rubriche più pesanti del bilancio dell’Unione. Un peso che si va alleggerendo, nel primo quadro finanziario al ribasso (oltre il 3% in meno di risorse in impegni) della storia europea in un’Europa che è profondamente diversa da quella della programmazione precedente, più grande per l’allargamento a Est, e più impegnata per nuove competenze. Le politiche agricole e della pesca diventano meno importanti (dal 42,3 al 38,9% del budget Ue), come quelle della coesione «tradizionale», mentre più risorse saranno destinate a capitoli sulla competitività e crescita (Galileo, Orizzonte 2020, reti di trasporto transfrontaliere). L’Italia tiene sui fondi per la coesione, 29,34 miliardi di euro nel prossimo settennio contro i 29,38 dell’esercizio corrente. Alla fine del periodo, Roma sarà la seconda capitale europea per quantità di finanziamenti Ue ricevuti dopo la Polonia, mentre ora è terza.

Patente edile bluff

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No alla patente a «punti in edilizia» per la qualifica di imprenditore o lavoratore edile. In quanto si duplicano in maniera costosa e inutile gli adempimenti già disciplinati nel Testo unico sicurezza (dlgs n. 81/2008).  Ed è assolutamente penalizzate per le pmi. La prevenzione dei rischi negli ambienti di lavoro non si ottiene  con la semplice duplicazione di costosi obblighi documentali a carico delle imprese ma solo con un serio impegno di tutto il sistema della prevenzione. Questa è la posizione espressa in una lettera del 14 novembre 2013 che Cna, Confartigianato e Casartigiani hanno inviato al ministero del lavoro.  In questa missiva le tre confederazioni hanno espresso la loro contrarietà alla patente a punti come sistema di qualifica delle imprese e dei lavoratori autonomi del settore. Sostenendo che la continua verifica dell’idoneità tecnico professionale delle imprese è già prevista e deve essere effettuata, sempre, dai committenti o dai responsabili dei lavori, con le modalità indicate dall’allegato XVII del dlgs n. 81/2008.