BERLINO – La Germania rompe gli indugi e, con una presa di posizione netta, si dice pronta ad abbracciare la proposta di Donald Trump di innalzare al 5% del Pil l’obiettivo di spesa militare per i Paesi membri della NATO. Lo ha dichiarato oggi il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, a margine della riunione informale dei ministri degli Esteri dell’Alleanza Atlantica, in corso in vista del vertice ufficiale di luglio.
“Seguiamo Trump in questo”, ha affermato Wadephul, confermando che Berlino è favorevole all’aumento degli stanziamenti per la difesa. “Ne discuteremo ancora oggi, ma il punto è guardare al risultato: e il risultato, oggi, è il 5% richiesto dall’ex presidente degli Stati Uniti. Personalmente, sono d’accordo con la sua valutazione: serve una svolta radicale nella nostra politica di sicurezza”.
Berlino volta pagina: da riluttanza a leadership
La posizione tedesca segna un netto cambio di passo rispetto al passato. Berlino, per anni accusata da Washington – soprattutto durante la presidenza Trump – di non contribuire a sufficienza agli impegni dell’Alleanza, ora sembra pronta ad assumere un ruolo guida nel rafforzamento della deterrenza europea.
Il riferimento di Wadephul alla proposta di Trump è tutt’altro che casuale: non solo perché il tema della spesa militare è tornato centrale nel dibattito euroatlantico, ma anche perché le elezioni presidenziali USA del prossimo novembre potrebbero riportare proprio l’ex presidente repubblicano alla guida della Casa Bianca. In quel caso, la pressione sugli alleati NATO per un maggiore impegno finanziario sarebbe destinata a crescere esponenzialmente.
Dalla soglia del 2% a quella del 5%: un cambio di paradigma
L’attuale obiettivo concordato in sede NATO prevede che ogni Stato membro destini almeno il 2% del proprio Pil alla difesa, una soglia che ancora oggi molti Paesi, Germania inclusa, faticano a raggiungere stabilmente. L’ipotesi di un innalzamento al 5%, pur considerata finora provocatoria, riflette il mutato scenario geopolitico, con la guerra in Ucraina che ha riacceso in Europa il dibattito su sicurezza e riarmo.
Secondo Wadephul, “la sicurezza non ha prezzo, e le minacce che incombono sull’Europa richiedono risposte straordinarie. La NATO ha bisogno di essere forte, credibile e pronta. E ciò significa investimenti maggiori e più costanti”.
Una mossa che divide l’Europa
L’annuncio tedesco rischia tuttavia di aprire una frattura all’interno dell’Unione Europea, dove non tutti i Paesi sono in grado – o disposti – a sostenere un impegno di questa portata. Diverse cancellerie, pur favorevoli a un rafforzamento delle difese comuni, temono gli effetti dirompenti sui bilanci pubblici e chiedono che l’eventuale revisione degli obiettivi NATO venga discussa in modo collegiale e realistico.
