La pioggia di pacchi provenienti dall’estero ha un nuovo prezzo. La Commissione europea ha formalizzato la handling fee, una commissione di gestione di 2 euro per ogni pacco importato da un Paese extra Ue, nell’ambito della più ampia riforma del sistema doganale europeo.
La misura nasce dalla crescita esponenziale delle spedizioni legate all’e-commerce, con milioni di piccoli colli che ogni giorno attraversano le frontiere europee. Un flusso che ha messo sotto pressione le amministrazioni doganali e i sistemi logistici e che vede la Cina come principale origine delle spedizioni, alimentate dalla diffusione delle piattaforme di shopping online a prezzi particolarmente contenuti.
L’importo della nuova commissione è stato fissato nell’atto delegato adottato dalla Commissione europea e, secondo il calendario previsto, la misura dovrebbe entrare in vigore dal 1° novembre.
Una misura diversa dal dazio di 3 euro
La nuova commissione non va confusa con il dazio forfettario di 3 euro sui piccoli pacchi, introdotto dal 1° luglio con la fine dell’esenzione doganale per le spedizioni di valore inferiore a 150 euro.
Si tratta infatti di due interventi distinti, anche se destinati a incidere sullo stesso fenomeno: la crescita delle importazioni di beni acquistati online direttamente da venditori situati fuori dall’Unione europea.
Il dazio interviene sul valore della merce importata, mentre la handling fee è concepita come un contributo destinato a compensare i costi di gestione e trattamento delle spedizioni. Il risultato, per il consumatore che acquista prodotti di modesto valore da uno shop extra Ue, è però un ulteriore aggravio sul costo finale dell’ordine.
L’obiettivo: gestire il boom dei piccoli pacchi
Dietro la decisione europea c’è un cambiamento profondo nelle abitudini di consumo. Il commercio elettronico ha trasformato milioni di acquisti di valore ridotto in altrettante singole spedizioni internazionali. Un modello che, dal punto di vista logistico e doganale, presenta costi che non sempre risultano proporzionati al valore della merce trasportata.
La nuova commissione punta quindi anche a riequilibrare questo rapporto, facendo ricadere una parte dei costi della gestione sulle spedizioni che li generano.
Ma la misura ha anche una seconda conseguenza, destinata a pesare sulle strategie commerciali delle grandi piattaforme internazionali. L’aggravio può infatti ridurre il vantaggio di prezzo dei prodotti acquistati direttamente da venditori extra Ue, in particolare quelli provenienti dalla Cina.
Il dossier europeo si muove così su due piani paralleli: da una parte la necessità di rendere più sostenibile la gestione doganale dell’enorme quantità di merci che entra ogni giorno nell’Unione, dall’altra l’esigenza di affrontare la crescente concorrenza esercitata dall’e-commerce extraeuropeo nei confronti degli operatori del mercato interno.
Per i consumatori, invece, la conseguenza più immediata sarà semplice da misurare: acquistare un prodotto a pochi euro direttamente da un Paese extra Ue diventerà progressivamente meno conveniente, perché al prezzo indicato sulla piattaforma potranno sommarsi gli oneri legati all’importazione e alla gestione della spedizione.
La nuova handling fee si inserisce dunque in un processo più ampio di revisione delle regole europee sulle importazioni. E segna un passaggio significativo: nell’era dell’e-commerce globale, anche il piccolo pacco acquistato online diventa una questione di politica commerciale, controllo delle frontiere e concorrenza internazionale.

