29 Giugno 2026, lunedì
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Sanità pubblica in affanno, il Pd attacca: “Tagli mascherati, Meloni chieda scusa”

Marina Sereni cita i dati Gimbe e accusa il governo: “Il finanziamento cala rispetto al Pil. Basta propaganda, servono risposte concrete”

ROMA – “I numeri parlano chiaro, e questa volta non si possono ignorare”. A dichiararlo è Marina Sereni, responsabile Salute e Sanità del Partito Democratico, che interviene con decisione nel dibattito sulle risorse destinate alla sanità pubblica, rilanciando le parole della segretaria dem Elly Schlein e chiamando direttamente in causa la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Nel mirino ci sono i dati diffusi dalla Fondazione Gimbe, l’osservatorio indipendente che da anni monitora la spesa sanitaria in Italia. Dati – afferma Sereni – che “mettono la parola fine alla discussione politica con numeri certificati e imparziali: il finanziamento della sanità pubblica, in rapporto al Pil, è ai minimi storici”.

Un taglio nascosto dietro i numeri assoluti

Secondo Sereni, la narrazione del governo che rivendica un aumento del Fondo Sanitario Nazionale non tiene conto di due fattori determinanti: l’inflazione crescente e l’impennata dei costi energetici e delle forniture mediche. “Quello che a prima vista sembra un incremento nominale, in realtà si traduce in un taglio effettivo del potere di spesa del sistema sanitario”, sottolinea.

Una tendenza che rischia di avere conseguenze concrete sulla vita quotidiana dei cittadini: “Sarà sulle Regioni che ricadrà il peso di questo definanziamento – spiega la dirigente dem – costringendole a ridurre i servizi o ad aumentare la pressione fiscale locale. E a pagare il prezzo saranno, come sempre, i più fragili”.

“Gimbe dà ragione al Pd. Ora il governo agisca”

La Fondazione Gimbe, già in passato critico osservatore delle politiche sanitarie, ha confermato che nel 2025 il finanziamento pubblico scenderà sotto la soglia del 6,2% del Pil, una delle più basse degli ultimi decenni. “Numeri impietosi – afferma Sereni – che confermano quanto Schlein ha portato ieri in Parlamento, smentendo chi ancora tenta di camuffare i tagli con giochi contabili”.

L’attacco al governo è diretto e senza sconti: “Meloni chieda scusa ai cittadini e ai professionisti della sanità, e inizi finalmente a correggere la rotta. Dopo tre anni di scelte sbagliate e promesse non mantenute, è il momento di passare ai fatti”.

Le proposte del Pd: più risorse, meno liste d’attesa

Sereni ricorda anche che il Partito Democratico ha già depositato in Parlamento un pacchetto di proposte concrete: più investimenti per la sanità territoriale, un piano straordinario per ridurre le liste d’attesa, stabilizzazione del personale sanitario e nuove risorse vincolate per i servizi essenziali.

“La verità – conclude – è che non si può difendere la sanità pubblica a parole e poi svuotarla nei bilanci. Chi governa ha il dovere di garantire il diritto alla cura a ogni cittadino, ovunque viva. E oggi quel diritto è a rischio, perché la sanità non si taglia: si difende, si finanzia, si migliora”.

La denuncia del Pd si unisce a una crescente preoccupazione tra operatori sanitari, amministratori locali e cittadini. E mentre il dibattito si accende, la sfida resta aperta: salvare il Servizio Sanitario Nazionale da una lenta ma inesorabile erosione.

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