Dopo le visite estive della Guardia di finanza nella sede centrale di Agea, ora l’inchiesta si allarga al territorio con una mega-operazione che, il 2 ottobre scorso, ha coinvolto più di 1.000 finanzieri che hanno ispezionato centinaia di centri di assistenza agricola (Caa) in tutta Italia, portando via migliaia di fascicoli aziendali. Il giro d’affari della potenziale truffa ai danni dello Stato e dell’Unione europea potrebbe superare il miliardo di euro. Giusto quanto stimato dal governo Letta per assicurare la copertura finanziaria necessaria a evitare l’aumento (ormai scattato) dell’aliquota ordinaria Iva dal 21 al 22%. Sotto la lente della Guardia di finanza soprattutto quelle posizioni, considerate sospette, di contratti di affitto o comodati d’uso sottoscritti, magari con anziani e proprio nell’imminenza della domanda Pac o Psr, da persone che svolgono tutt’altro lavoro.
Riforma tribunali, legali al bivio
Avvocati al bivio: se lo studio ha sede in un comune che, dopo la riforma giudiziaria, ha cambiato tribunale, o spostano il domicilio o spostano l’iscrizione all’ordine, che ha sede presso il nuovo tribunale. Lo ha precisato il Consiglio nazionale forense (Cnf), che con tre pareri, trasmessi agli ordini territoriali connota 21-C-2013 del 7 ottobre 2013, ha illustrato le ricadute della nuova geografia giudiziaria (dlgs n. 155/2012) sulla posizione degli avvocati.
Gli avvocati, con domicilio professionale situato in un territorio attribuito, dopo l’attuazione della riforma, ad altra circoscrizione giudiziaria, debbono regolarizzare la propria iscrizione. L’articolo 7 della legge n. 247/2012 di riforma della professione forense, in vigore dal 15 gennaio 2013, prescrive, infatti, che l’avvocato debba iscriversi all’albo del circondario dove ha il domicilio professionale, «di regola coincidente con il luogo in cui svolge la professione in modo prevalente». Quindi se il luogo del domicilio professionale ora appartiene a un nuovo tribunale, l’avvocato dovrà chiedere l’iscrizione all’ordine presso il tribunale accorpante, a meno che non preferisca variare i domicilio professionale. Il Cnf, per attuare l’operazione, detta alcuni adempimenti. È opportuno che gli ordini diffondano una circolare con l’invito agli iscritti interessati a dichiarare un nuovo domicilio nel circondario (se vogliono rimanere nell’albo d’origine); o, in alternativa, a chiedere il trasferimento ad altro ordine. In sostanza o si rimane nell’ordine precedente, ma si deve cambiare domicilio professionale; oppure si rimane nello stesso domicilio professionale, ma bisogna cambiare l’ordine.
Tra l’altro la regolarizzazione influenza anche i procedimento di elezione dei consigli dell’ordine: gli avvocati iscritti all’albo tenuto da un consiglio dell’ordine, aventi però domicilio professionale nel territorio di altro circondario di tribunale (a seguito della riforma), non costituiscono elettorato attivo e passivo per il primo albo, finché non si provvederà all’iscrizione degli avvocati che hanno maturato il requisito necessario (domicilio professionale nel territorio conferente) a seguito della riforma della geografia giudiziaria.
Più guadagni più paghi per le multe
Sanzioni più alte in proporzione al reddito e alla cilindrata del veicolo per chi trasgredisce al limite di velocità imposto nel tratto di strada. Ma anche estensione del limite di 30 km/h alle aree urbane con particolare tutela per pedoni e ciclisti. Sono queste le ultime indicazioni espresse dal sottosegretario alle infrastrutture e trasporti Erasmo D’Angelis del ministero dei trasporti circa la riforma del codice stradale (ddl 1588) presentata ufficialmente alla camera il 17 settembre e che si prevede possa vedere la luce entro la fine del prossimo anno. L’obiettivo principale della riforma è quello di snellire il codice stradale, conferma il portavoce governativo, nell’ottica di un codice breve con il rinvio di tutte le complesse disposizioni tecniche al regolamento di esecuzione che tra l’altro è anche una fonte normativa secondaria più facilmente adeguabile al progredire della scienza e della tecnica.
Pensioni alte congelate
Nessuno tocchi la riforma Fornero: le proposte (parlamentari) per rendere «flessibile» il pensionamento, infatti, non solo sono «incompatibili» con l’idea del governo di ridurre il costo del lavoro, ma amplierebbero in modo insostenibile per le casse dello stato le prestazioni da erogare nel 2014. Confermato lo stop alla rivalutazione, nel prossimo anno, degli assegni di importo più alto di sei volte il minimo (circa 3 mila euro), mentre nell’imminente legge di stabilità saranno inserite nuove misure per favorire l’occupazione. Enrico Giovannini, ministro del welfare, affronta i capitoli più delicati del sistema previdenziale mettendo in risalto, nel corso dell’audizione di ieri mattina in commissione lavoro a Montecitorio, sia luci, sia ombre della legge 214/2011 grazie alla quale, dichiara, «si risparmieranno, soltanto per la parte dell’inasprimento delle regole per l’accesso alla pensione, 93 miliardi fino al 2021». Per tutelare, invece, gli esodati (ex dipendenti senza stipendio, né assegno, per aver aderito ad accordi aziendali per abbandonare il posto, prima che entrasse in vigore la disciplina), sono stati stanziati 10,4 miliardi, però se adesso «la bolla è in gran parte coperta ed esaurita dalle varie salvaguardie», l’attenzione va convogliata su chi ha perso l’impiego dopo il 2011.
Dl Imu, scongiurato il fantasma della prima rata
Archiviata la prima rata Imu. Durante la giornata di ieri, infatti, sono stati ritirati tutti gli emendamenti al dl 102 aventi ad oggetto una possibile riformulazione del pagamento della rata di giugno. A scatenare la reazione a catena, il ritiro dell’emendamento Pd che prevedeva la reintroduzione del pagamento anche della prima rata per tutte le abitazioni con rendita catastale pari e superiore a 750 euro.
Nonostante l’adesione quasi unanime di tutti gli schieramenti politici all’appello di Boccia e Capezzone, resta sul tavolo la proposta di Scelta civica, in base alla quale raddoppiando le detrazioni già previste, il 70% dei proprietari sarebbe comunque esentato dal pagamento dell’imposta, mentre il restante 30% la pagherebbe con l’applicazione di un ampio sconto. «Terremo sul tavolo la nostra proposta fino a che il governo non ci assicurerà che i 2,5 mld necessari per coprire anche la seconda rata Imu non deriveranno da altri aumenti di imposte già esistenti», ha spiegato a ItaliaOggi il vicepresidente della Commissione finanze Enrico Zanetti (Sc), «il governo, per ora, ha solo garantito che le coperture verranno trovate, senza spiegare né come né perché».
Obama ai Republbicani: approvate il bilancio
Il default per gli Stati Uniti sarebbe una bomba nucleare. Lo ha detto il presidente degli Usa, Barack Obama, citando il finanziere miliardario Warren Buffett. “Se non si alzasse il tetto sul debito gli Usa non sarebbero in grado di rispettare i loro impegni finanziari e per la volta in 225 anni andremmo in default: sarebbe insano, catastrofico, il caos”. Obama ha aggiunto che per quanto “irresponsabile” possa essere lo shutdowun, il default sarebbe “drammaticamente peggiore”. Il presidente degli Usa ha in sosstanza lanciato un ultimatum ai Repubblicani, che con la loro opposizione all’innalzamento del tetot del debito hanno in pratica provocato la paralisi dell’amministrazione statunitense: “I membri del congresso e i Repubblicani della camera in particolare, cessino di chiedere un riscatto, invece di fare il loro lavoro: due dei loro compiti fondamentali sono approvare il bilancio e fare in modo che l’America paghi i suoi conti.
Carceri, da Pd e Pdl sì a Napolitano
“Impegno totale”, promette Renato Schifani, capogruppo del Pdl in senato. “Subito amnistia e indulto”, sostiene Luigi Manconi (Pd). Popolo della libertà e Partito democratico accolgono così il messaggio rivolto alle camere dal presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, e assicurano che presto le parole del capo dello stato saranno tradotte in leggi. Rispondono con meno entusiasmo il Movimento 5 Stelle, che sottolinea come “si tenti di salvare il caimano” e Idv, che attraverso Tonino Di Pietro parla di “tempistica sospetta” (chiaro il riferimento alle grane giudiziarie di Silvio Berlusconi e alla sua imminente decadenza da senatore).
Tanto più che ormai il dado sembra tratto. Perché il premier, Enrico Letta, ha assicurato che “per quanto di sua competenza, nel pieno rispetto delle prerogative del parlamento come richiamate dallo stesso presidente della Repubblica, il governo continuerà a fare di tutto per recepire indicazioni e sollecitazioni giunte dal capo dello Stato”, ha concluso. Ma per capire quanto il problema carceri sia sentito da Napolitano basta ascoltare le parole aspre rivolte dal capo dello stato conto le insinuazioni del M5S: «Quelli che, come i grillini, mi accusano di volere un’amnistia pro-Berlusconi sono persone che fanno pensare a una sola cosa, hanno un pensiero fisso e se ne fregano dei problemi della gente e del Paese», ha risposto da Cracovia. «E non sanno quale tragedia sia quella delle carceri. Non ho altro da aggiungere».
Alitalia: governo al lavoro, il cda resta aperto
Il cda di Alitalia confida in un veloce riequilibrio della situazione finanziaria. Al termine della riunione del consiglio di amministrazione, che è rimasta aperta ed è stata aggiornata a giovedì prossimo alle 17, la compagnia in una nota ha sottolineato che il cda “è confidente, vista la disponibilità manifestata dai soci e dal sistema bancario, che la situazione finanziaria possa essere presto riequilibrata”. Un riequilibrio indispensabile per evitare che nelle prossime due settimane l’azienda sia costretta a portare i libri in tribunale. La compagnia aerea è alla ricerca di 500 milioni di euro di capitali freschi dopo aver accumulato perdite per più di 840 milioni e debiti per circa un miliardo da quando nel 2009 è stata rilevata da un gruppo di imprenditori italiani e al 25% da Air France-Klm.
E mentre l’Enac guidato da Vito Riggio annuncia che nei prossimi giorni ci saranno incontri per valutare la capacità di Alitalia di garantire la continuità aziendale indispensabile per mantenere la licenza di volo, il vicepresidente della commissione Ue e commissario per l’industria, Antonio Tajani, si dice contrario al partner pubblico, “che rischia di far diventare di nuovo Alitalia una compagnia statale e potrebbe non essere lecito anche da un punto di vista degli aiuti di Stato” e si schiera per un accordo con un socio estero: “Credo che sarebbe la cosa migliore”, ha spiegato. Nel corso della riunione del cda il presidente, Roberto Colaninno, ha riferito ai soci che il governosta completando “l’analisi della situazione per definire idonei interventi per la definizione dei quali è stato chiesto un ulteriore e breve lasso di tempo”.
Riforma Fornero e Legge di stabilità 2013 riducono i limiti della deducibilità dei costi dei canoni di leasing
E’ definito contratto di leasing un accordo atipico di finanziamento, formato da un contratto di compravendita e uno di locazione del bene. Infatti la società di leasing acquista il veicolo e lo concede in uso ad un’azienda dientro il pagamento di un canone periodico, e per un determinato periodo di tempo. Al termine del quale l’azienda può riscattare il bene, mediante l’opzione di acquisto.
A secondo del soggetto utilizzatore e della destinazione del veicolo la percentuale di deducibilità del leasing auto varia in una percentuale dal 100% al 20%.
I canoni di leasing sono deducibili nella misura del 100% se il veicolo è adibito ad uso pubblico o se utilizzato esclusivamente nell’attività dell’impresa. E’ deducibile nella misura del 70% se il veicolo in leasing è concesso ad uso promiscuo ai dipendenti. Mentre la deducibilità del 20% è riconosciuta per i veicoli che non sono impiegati come beni strumentali, tale misura è elevata dell’80% per i veicoli utilizzati dagli agenti e rappresentanti di commercio.
Dal reddito d’impresa i canoni possono essere dedotti in proporzione al costo del bene che non ecceda un tetto massimo di €18.075,99= per autovetture e caravan.
Diversamente sono i limiti per gli agenti e rappresentanti di commercio:
– autovetture e caravan € 25.822,82=
– motocicli €4.131,66=
– ciclomotori € 2.065,83=.
Di seguito le tavole sinottiche della normativa vigente:
IMPRESE – UTILIZZO AZIENDALE
| Acquisto | Leasing | Noleggio | Costi di gestione | |
| NORMATIVA | 20% del valore di acquisto attraverso quote di ammortamento, su max € 18.075,99= | 20% del valore delle rate annue complessive su max € 18.075,99= | 20% del valore dei canoni su max € 3.615,00= | 20% dei costi effettivamente sostenuti e documentati |
IMPRESE – USO PROMISCUO AI DIPENDENTI
| Acquisto | Leasing | Noleggio | Costi di gestione | |
| NORMATIVA
|
70% del valore di acquisto senza limiti | 70% del valore delle rate annue complessive senza limiti. | 70% del valore dei canoni | 70% dei costi effettivamente sostenuti e documentati |
LAVORATORE AUTONOMO
| Acquisto | Leasing | Noleggio | Costi di gestione | |
| NORMATIVA | 20% del valore di acquisto attraverso quote di ammortamento, su max € 18.075,99= |
20% del valore delle rate annue complessive su max € 18.075,99= | 20% del valore dei canoni su max € 3.615,00= | 20% dei costi effettivamente sostenuti e documentati |
Rusciano Mariarosaria
Le stampanti 3D in crescita del 49%
Il 2013 sarà l’anno della grande diffusione delle stampanti 3D. Secondo Gartner le vendite dei modelli al di sotto dei 100 mila dollari quest’anno saranno in crescita del 49%, per raggiungere un totale di 56.507 unità (si parla delle consegne ai rivenditori). Per gli anni a venire le performance saranno ancora maggiori: nel 2014 si raggiungerà il +75% arrivando a 98 mila unità, e un raddoppio dovrebbe essere registrato nel 2015. L’incremento della qualità e delle performance di questi prodotti sta portando a un aumento della domanda da parte di imprese dei diversi settori. Le stampanti 3D consentono infatti di ottenere modelli tridimensionali a partire da un software di progettazione e sono utilizzate per costruire prototipi, generalmente in scala, che vanno dagli elementi per le costruzioni alla medicina. La stampa tridimensionale è inoltre utilizzata anche dai consumatori, per esempio dai modellisti.
Il prezzo delle stampanti 3D scenderà nei prossimi anni, secondo gli analisti a causa della pressione competitiva e dei volumi di vendita via via maggiori, sebbene cresceranno contemporaneamente la qualità e la performance di questi prodotti.









