Almeno 13 persone sono morte in Giappone al passaggio del potente tifone Wipha, che ha provocato piogge intense e forti venti sulla costa del Pacifico dell’isola di Honshu, nella regione di Tokyo. “Possiamo confermare la morte di 13 persone e il numero delle vittime potrebbe aggravarsi”, ha detto un agente della polizia locale alla France presse. Secondo l’emittente Nhk, la maggior parte dei corpi è stata rinvenuta tra i resti delle case di legno spazzate via dal tifone, mentre due vittime sono state recuperate in un fiume in piena. Le autorità stanno ora cercando di rintracciare 50 persone, le cui case sono state distrutte da una serie di frane e piene.
Greco (Generali) semplifica la struttura creando sette aree geografiche
In poco più di un anno l’amministratore delegato delle Generali, Mario Greco, ha impresso una completa rivoluzione negli assetti della compagnia, sia a livello di portafoglio sia sul piano della governance. Ieri è stato annunciato l’ultimo passaggio-chiave, che dà ulteriore impulso al percorso, ossia la semplificazione dell’organizzazione territoriale del gruppo con la nascita di sette aree.
Venerdì sciopero per i sindacati di base; allarme per trasporti, sanità, scuola
Venerdì prossimo ci sarà uno sciopero generale nazionale di 24 ore con manifestazione nazionale a Roma, indetto dai sindacati di base (Usb, Confederazione Cobas, OR.S.A. Scuola Università e Ricerca, Sindacato Siae, Usi e Unicobas). La protesta è stata indetta per un «serio piano nazionale sull’occupazione» e «contro ogni forma di precarietà».
Lo sciopero coinvolgerà tutta la Pubblica amministrazione (Università, Ricerca, Ministeri, Enti Locali, Parastato, Agenzie Fiscali, Presidenza del Consiglio, Scuola) per l’intera giornata, con i servizi minimi essenziali previsti dagli accordi di settore. Per la sanità, si svolgerà da inizio del primo turno del giorno 18 a fine dell’ultimo turno dello stesso giorno.
Garantiti i soli servizi essenziali. Per i Vigili del fuoco, stop del settore operativo dalle ore 10.00 alle ore 14.00; amministrativo e informatico, per l’intera giornata.
In particolare per il trasporto aereo, si asterrà dal lavoro tutto il personale navigante, turnista e addetti settori operativi, dalle ore 00.00 alle ore 23.59 con il rispetto delle fasce di garanzia e dei voli garantiti; lavoratori normalisti o non operativi, intero turno di lavoro. Per quello ferroviario, gli addetti agli impianti fissi ed uffici, intera giornata del 18 ottobre.
Gli addetti al trasporto pubblico locale sciopereranno infine per l’intera giornata. La protesta sarà articolata a livello territoriale col rispetto delle fasce di garanzia, che variano da città a città. Roma, per favorire la partecipazione alla manifestazione nazionale, il personale della metro A e B sciopererà a partire dalle ore 20.
Spese condominiali: derogabile dal contratto il criterio legale di ripartizione
Il criterio legale di ripartizione delle spese condominiali, prescritto dal combinato disposto degli artt. 1123 cod. civ. e 68 disp. att. cod. civ., può essere derogato, essendo disponibile il diritto di contribuzione o riparto, relativo a dette spese, mediante convenzione che, per la suanatura contrattuale, presuppone il consenso di tutti i condomini.
Il principio è stato enunciato dalla Sesta Sezione Civile della Suprema Corte di Cassazione in una ordinanza depositata il 7 ottobre scorso. In conformità con quanto già espresso in precedenti decisioni (vedi, Cass. civ. n. 3944/2002, cit.), il giudice di legittimità ha ribadito espressamente che in materia di condominio, è valida la disposizione del regolamento condominiale, di natura contrattuale, secondo cui le spese generali e di manutenzione delle parti comuni dell’edificio vanno ripartite in quote uguali tra i condomini. Infatti, il diverso e legale criterio di ripartizione di dette spese in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascun condomino, fissato nell’art. 1123 cod. civ., è liberamente derogabile per convenzione – quale è appunto ilregolamento contrattuale di condominio – nè siffatta deroga può avere alcuna incidenza sulla disposizione inderogabile dell’art. 1136 cod. civ. ovvero su quella dell’art. 69 disp. att. cod. civ. in quanto, seppure con riguardo alla stessa materia del condominio negli edifici, queste ultime disciplinano, segnatamente, i diversi temi della costituzione dell’assemblea, della validità delle deliberazioni e delle tabelle millesimali.
La decisione in epigrafe, avente ad oggetto una controversia insorta a seguito della attivazione dellaprocedura monitoria per il pagamento di oneri condominiali nel quadro di una locazione immobiliare e definita dalla Suprema Corte nelle forme camerali di cui all’art. 380-bis cod. proc. civ., suscita interesse anche per l’enunciazione di altri due principi.
Cosa cambia artigiani e commercianti
Le definizioni di produttori di 3° e 4° gruppo dettate dal contratto collettivo del 25 maggio 1939 devono essere tenute ferme, ai fini dell’obbligo assicurativo di cui all’articolo 44 del D.L. 269/2003. In particolare, ai fini previdenziali ciò che rileva è unicamente lo svolgimento dell’attività, restando irrilevanti i profili dell’instaurazione del rapporto con l’impresa assicurativa anziché con l’agente o sub agente. In merito poi allo svolgimento dell’attività con le caratteristiche dell’abitualità e della prevalenza, l’Istituto (INPS, circ. 12/2004; INPS, circ. 78/2010), ha fornito indicazioni utili all’individuazione degli elementi che determinano l’iscrizione alla gestione commercianti; detti requisiti vanno accertati caso per caso. Un elemento per la qualificazione del produttore occasionale è indubbiamente quello dell’assenza della lettera di autorizzazione (INPS, msg. 016291/2013). Diversamente, l’espressione testuale del contratto “produttori di agenzie di assicurazioni” di cui al contratto collettivo del 1939, è da intendersi in senso lato, in quanto riferita a tutti coloro che, comunque denominati, prestano attività di intermediazione nella stipula di contratti di assicurazione per conto di una agenzia di assicurazioni o di una impresa di assicurazione. Infatti la diversa struttura organizzativa della compagnia di assicurazioni non assume valore ai fini dell’obbligo assicurativo, rilevando a tal fine esclusivamente l’attività lavorativa di natura autonoma prestata dal singolo in favore della società madre. Inoltre, ai fini previdenziali, non rileva la presenza o meno della c.d. piazza entro cui i produttori svolgono la loro attività ed i limiti, relativi al potere di concludere o meno i contratti di assicurazione, eventualmente previsti nella lettera di autorizzazione. Un ulteriore elemento fornito dal contratto del ‘39 è quello ravvisabile nell’art. 7 che, nel riconoscere per i produttori occasionali l’impossibilità di provvedere ad una qualsiasi regolamentazione, prevede che agli stessi saranno corrisposte provvigioni comunque inferiori a quelle dei produttori liberi.
Priebke ancora fa parlare di sè
di Rita Occidente Lupo
Lui, Erich Priebke, ex capo SS , autore della strage alle Fosse Ardeatine, senza pace da morto. La sua salma, da giorni crea dissidi e scontri: ancora
sangue nel suo nome, che non cessa di suscitare indignazione e terrore.
Anche da morto! Il ricordo, scolpito non solo nella memoria di quanti ne conobbero la ferocia, dalle ingiallite pagine dei manuali post bellici, ma anche di chi
ebbe modo di scorgerne il tratto somatico, in sintonia con l’indole. Questo l’identikit che più di qualcuno ha ravvisato nell’ex killer
antisemita. Nessuna meraviglia dunque, che proprio quanti ingiustamente pagarono in termini di vite umane, l’olocausto alla storia etnica del nostro tempo, abbiano
irrigidito la muscolatura, sollevati i pugni…Nessuna misericordia, per l’autore di sangue senza pietà! Questo l’odio, che ha reso i funerali, che nella cappella
San Pio X i padri lefebvriani intendevano celebrare ad Albano, impossibili.
Contro il negazionismo, anche il Senato si è spaccato sul voto. Ma Priebke, soltanto un
cadavere ormai! Una salma che, come tale, deve pur trovare allocazione e subire una sorte. Fa specie che anche da ambienti inclini alla religiosità, non
sia stato graziato l’ex SS! Anzi, come emulandone il tratto, la legge del taglione a muover decisioni. La pietà cristiana, bandita, come la capacità di
credere che anche per i più gravi crimini, esiste la misericordia divina! Il buon ladrone sulla croce…l’agonìa accanto al Cristo “Ricordati di me
nel Tuo Regno!” “Oggi stesso sarai con me in Paradiso!” Gli ultimi istanti della vita di Priebke, chi può sapere in quale stato d’animo si siano consumati?
Rita Ocidente Lupo
Verso una stangata su redditi e capitali finanziari
Stangata su redditi e capitali finanziari. Dal 1° gennaio 2014 gli interessi su conti correnti, depositi e obbligazioni saranno tassati al 22%, contro il 20% attuale. Dalla stessa data rincara anche l’imposta di bollo che colpisce praticamente tutti gli strumenti detenuti in un dossier titoli (a cominciare da titoli di Stato e azioni), oltre che conti deposito e polizze: dallo 0,15% vigente per il 2013 si salirà allo 0,165%, da calcolare sul valore indicato nel rendiconto al termine del periodo di riferimento. Come già avvenuto nel 2011, torna la possibilità di affrancare le plusvalenze latenti sugli stock finanziari presenti alla data del cambio di aliquota (31 dicembre 2013). È quanto prevede la bozza della legge di stabilità per l’anno 2014.
Deduzione Irap nuovi assunti. Dal 2014 le imprese potranno dedurre ai fini Irap il costo di ciascun nuovo lavoratore assunto a tempo indeterminato, fino a un massimo di 15 mila euro.
Potenziamento Ace. Ampliata la portata dell’incentivo al rafforzamento patrimoniale delle aziende istituito dal dl n. 201/2011. Il rendimento del capitale nozionale del nuovo capitale investito, fiscalmente deducibile, dall’attuale 3% salirà al 4,5% nel 2014 e al 6% nel 2015.
Deducibilità leasing immobili. In caso di beni immobili la deduzione dal reddito sarà ammessa in un periodo non inferiore a 12 anni. Novità applicabile ai contratti in vigore dal 2014.
Congresso Pd, Epifani in cerca di identità
Manovre di avvicinamento al congresso del Pd. «Il congresso è partito con il piede giusto e sta andando avanti come abbiamo voluto. Lo svolgimento di un congresso resta un elemento insopprimibile di democrazia». Così il segretario del Pd Guglielmo Epifani Pd nel corso della conferenza stampa di presentazione delle candidature ufficiali alla segreteria del Pd. Presentazione che segna l’avvio del percorso congressuale. Illustrate anche le tappe di avvicinamento al Congresso a partire dalla collocazione dei nomi dei 4 candidati sulla scheda con cui si voterà alle primarie dell’8 dicembre. Epifani ricorda che al primo posto della lista, nel posto in alto a sinistra che fu la posizione preferita dal Pci, ci sarà Gianni Cuperlo, quindi Matteo Renzi, poi Gianni Pittella e quindi Pippo Civati. Intanto sa oggi e per due settimane, fino al 6 novembre, si terranno i congressi di circolo e provinciali del Pd per rinnovare gli organismi territoriali. “Sono state depositate le liste dei candidati a segretario provinciale”, spiega Epifani, “i congressi si terranno ovunque a eccezione delle province in cui è imminente una scadenza elettorale: in Basilicata, a Trento e Bolzano e in Sardegna”. Il 20 ottobre si procederà con l’assegnazione dei delegati di ciascuna provincia alla convenzione nazionale di domenica 24 novembre. Il 6 novembre, poi, saranno assegnati i seggi per la nuova assemblea nazionale. Il 25 novembre saranno presentate le liste per l’assemblea nazionale collegate ai quattro candidati a segretario. La nuova assemblea si riunirà entro dieci giorni dopo le primarie dell’8 dicembre.
Epifani chiama a raccolta i militanti democratici: «Tracciamo insieme la carta d’indentità del Pd. Sul mio sito chiederò a chi lo vuole di dare un contributo di cosa debba essere il Pd, una specie di identify Pd. Vuole essere un modo nuovo per comprendere meglio le diverse ansie, i diversi propositi di tutti i candidati», una sorta di consultazione online di iscritti e simpatizzanti, “una piattaforma web, collegata con facebook e twitter, che consente di registrare un breve video ed esprimere la propria idea”, spiega Epifani.
Legge di stabilità, meno tagli alla Sanità
“Stiamo lavorando alacremente, ma ancora non abbiamo trovato la quadra. Comunque i tagli saranno meno del previsto”. Le parole del ministro degli Affari Regionali, Graziano Delrio all’Ansa, sui tagli alla sanità previsti dalle prime bozze della legge di stabilità, dovrebbero servire a dare tranquillità in una vigilia di consiglio dei ministri (convocato per le 17) piena di tensioni. A dare man forte a chi è impegnato a costruire serenità scende in campo anche il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni: Sia i fabbisogni standard sia i costi standard soprattutto in campo della sanità saranno individuati attraverso una spending review che consentirà di trovare spazi per economie in questo campo: così il ministro Saccomanni a margine dell’Ecofin commentando la legge di stabilità. Resta prudente il ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin. “Nella sanità ci siano ancora sprechi che vanno assolutamente tagliati, ma ciò non può avvenire con tagli lineari”, dice nel corso di Tg2 Insieme, “la spesa è sotto la media Ue e fare tagli senza un intervento chirurgico significa entrare nella carne viva, cioè tagliare assistenza e ospedali”. Dichiara Lorenzin che “l’atteso patto per la salute potrebbe portare ad un recupero di 30 miliardi sull’arco di cinque anni”. “Ci sono margini di possibilità che sto studiando con il ministro Saccomanni, perché anche lui ha detto che cercherà di fare un lavoro equo”. In caso contrario “rischiamo problemi di salute pubblica se si pensa, ad esempio, di tagliare ancora soprattutto in regioni come Calabria o Campania”.
Le preoccupazioni sulle conseguenze dei tagli attanagliano tutte le regioni. Anche quelle cosiddette virtuose. “Continuando così si portano tutte le Regioni, comprese quelle virtuose come il Veneto che da tre anni ha i conti in attivo verso il default e si rischia di smantellare l’assistenza universalistica che è il fiore all’occhiello di questo paese. E in un momento di crisi economica e sociale come questo sarebbe da irresponsabili”, reagisce l’assessore regionale alla sanità del Veneto Luca Coletto.
“Il Governo si starebbe accingendo ad approvare la Legge di stabilità che produrrebbe ulteriori e pesanti tagli al Fondo nazionale per la sanità. Siamo davvero stanchi di decisioni assunte da burocrati e consulenti dell’amministrazione dello Stato, pagati anche sei volte più di un giovane medico che presta la sua opera nelle corsie degli ospedali!”, è la reazione sdegnata afferma della presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, coordinatrice vicaria dell’area Sanità della Conferenza delle Regioni italiane.
Alla domanda se è a rischio la firma del patto per la Salute, Errani risponde deciso: “Non c’e’ dubbio che lo è se cambia la base dell’accordo. E’ chiaro che molto dipende dal rispetto dell’accordo sulle risorse per il 2014 che abbiamo fatto col Governo”. Avverte quindi Errani: “Non ci sono più le condizioni per altri tagli”.
Napolitano, avanti con le riforme
Chi si aspettava dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, un tradizionale discorso appropriato alla consegna delle onorificenze ai Cavalieri del Lavoro, nominati il 2 giugno scorso, si è trovato di fronte una sorta di bilancio del suo operato. Dalla legge di stabilità alla crescita economica, dalla riforma elettorale alla tenuta del governo, fino al più recente tema delle carceri: Napolitano non ha trascurato nulla. A ciascun capitolo ha dedicato un approfondimento, la propria visione. Quella più importante è dedicata alle riforme: “Al procedere delle riforme ho legato il mio impegno all’atto di una non ricercata rielezione a presidente. Impegno che porterò avanti finche sarò in grado di reggerlo e a quel fine”. Ecco perché Napolitano continuerà a ribadire, ogni volta che gli capiterà l’occasione, che occorre andare avanti, fare le riforme economiche e quelle “politiche e istituzionali da tempo riconosciute necessarie”.
Adesso “l’imperativo è mantenere i nervi saldi, portare avanti in tutti i campi lo sforzo indispensabile, che non può, non deve essere messo a rischio da particolarismi e irresponsabilità”. Quindi il governo deve portare avanti il suo programma, la legge di stabilità prima di tutto: “Questa inizierà il suo percorso europeo aperto a ogni valutazione, anche critica, che ci aspettiamo sia comunque responsabile cioé sostenibilmente propositiva, consapevole di condizioni oggettive complesse e di vincoli ineludibili”. Non c’è soltanto l’emergenza economica nei pensieri del capo dello stato. C’è anche “la dolorosa, umiliante, ineludibile emergenza carceraria, una delle sfide ed emergenze proprie dell’Italia che anche l’Europa con la Corte dei diritti umani ci chiede di affrontare.
