26 Ottobre 2026, lunedì
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Il camaleonte giapponese

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Rifiuto totale della guerra e del militarismo. Questa la politica adottata dal Giappone con la Costituzione del 1947 (Nihonkoku Kenpō) che stabilisce chiaramente, ancora più fermamente dell’articolo 11 della Costituzione italiana, non solo il divieto tassativo della “minaccia/ricorso all’uso della forza come mezzo per la risoluzione delle controversie internazionali”, ma pure il “non riconoscimento del diritto di belligeranza del paese”.

Svolta
Ciononostante, dal 2007 le forze di autodifesa giapponesi (Jieitai) fanno capo a un Ministero della difesa che, per mezzo dell’esclusivo National Institute for Defense Studies (Nids), è responsabile della creazione e messa a punto di un nuovo tipo di strumento militare.

Centrale è la nuova dottrina giapponese dell’indipendenza marittima. La Forza di autodifesa marittima (Kaijō Jieitai) fa infatti la parte del leone nella nuova politica estera giapponese. Si tratta di un leone marino iperattivo nella difesa degli interessi geostrategici del paese, dall’Oceano Pacifico all’Oceano Indiano, passando per il Mar della Cina.

Nel Mar della Cina il premier conservatore-nazionalista Shinzō Abe corre sul filo del rasoio di una serie di assi economico-politici concorrenti. Tra questi emerge la difesa della sovranità giapponese sulle isole Senkaku o Diao/Tiaoyutai, una questione su cui Repubblica popolare cinese, Giappone e Repubblica di Cina si stanno scontrando in senso lato e letterale.

Due anni fa la Cina, scavalcando il Giappone, è diventata la seconda più grande economia del mondo. Rispondendo indirettamente a questo balzo in avanti, e in seguito alle recenti dispute territoriali, il Nids e il Ministero della difesa del Giappone hanno elaborato nuove linee guida. Le si ritrova, in particolare, nel terzo documento “revisionista” del periodo post Guerra Fredda del 2010 e nel Libro bianco della difesa del 2012.

In questi due documenti si evince che nuove<i< jieitai<=”” i=””>, flessibili e dinamiche (i.e., con un’acquisita o potenziata forza di proiezione anfibia) dovranno occuparsi della protezione delle linee di comunicazione marittime e delle operazioni difensive a medio e lungo raggio.

Asia pivot
La scommessa del Nids è quella di ottenere che questa nuova dottrina venga adottata come essenziale alla sopravvivenza del paese anche grazie all’appoggio degli Stati Uniti e della loro marina che ne sono i principali sostenitori.

Infatti, il cosiddetto “Asia-pivot” di Washington non significa che ora gli Stati Uniti guardino all’Asia come l’unico e più importante asse della loro politica estera. In realtà, vogliono semplicemente rilanciare la solida alleanza Usa-Giappone, dando a Tokyo un ruolo maggiore e molto più autonomo.

La grande flessibilità e la capacità operativa della nostra Marina – si veda a proposito l’operazione umanitaria di Nave Cavour in occasione del terremoto a Haiti nel 2010 o l’impiego del Garibaldi e dei suoi caccia ognitempo AV-8B Plus nelle operazioni di no-fly zone della recente crisi libica – potranno rappresentare non solo la chiave di volta della trasformazione giapponese, ma anche uno stimolo ulteriore al cambiamento della sua politica estera. Inoltre, le due marine potranno beneficiare di uno scambio di know-how e personale militare che corroborerà l’amicizia italo-giapponese.

Un incredibile libro presentato a Taranto

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A L ‘Università per l’Europa
prof. Francesco Gui

Ringrazio per le info e gli  aggiornamenti che ricevo che seguo e  inoltro ad alcuni iscritti della sez.mfe di Martina Franca. Colgo l’occasione per informarvi  che martedì 15 presso l’elegante sala riunioni del centro storico di Taranto: Poseidon, è stato presentato un libro incredibile dal titolo : ” Come Risanare il Debito Pubblico Senza Chiedere un Euro ai Cittadini” scritto da un avvocato penalista di Taranto Michele Imperio e dal prof. Giuseppe Catapano, quest’ultimo laureato in Economia Aziendale e in Giurisprudenza, certificate of Award del giugno 2004, Rettore dell’Università Popolare di Milano, Presidente dell’ Osservatorio Parlamentare Europeo. Il titolo del libro farebbe  supporre soluzioni utopistiche, in realtà come emerso dalla presentazione, qualora  l’Unione Politica Europea non dovesse realizzarsi, le proposte ivi contenute potrebbero rappresentare un’alternativa coraggiosa e sperimentale per tentare di riportare il paese ai livelli economici precedenti l’adozione dell’Euro. I catastrofisti purtroppo parlano con i dati alla mano e con fatti quotidianamente osservabili. Il libro scritto con un linguaggio semplice e comprensibile non è fatto solo per gli addetti ai lavori ma per tutti i cittadini che vogliano capire come e perchè l’Italia stia rotolando verso livelli, probabilmente irreversibili, di povertà. La sezione di Martina Franca ha partecipato all’evento culturale ritenendo doversoso ascoltare le diverse voci su tale impotante questione. Un commento generale mi è impossibile perchè ho solo letto i primi tre capitoli.
Tuttavia,  trascrivo solo alcuni  titoli dei  27 brevi capitoli di cui si compone il libro per dare un idea dei temi che affronta.

1-Il fiscal compact e l’Organizzazione intergovernativa per la gestione del debito pubblico.
2-Esegesi Storica della Moneta
3-La degenerazione dei meccanismi di formazione della moneta
4-L’eccessiva espansione della moneta e la gita sul Britannia
5-La svendita delle privatizzazioni
6-La grande crisi delle banche americane
7-I rapporti fra la Cina e i Paesi occidentali
8-Il problema dell’emissione della nuova moneta
9-La svalutazione della  moneta
10-Che cosa avviene quando un paese debole non può più svalutare la propria moneta
11-Il problema del debito pubblico
12-L’aggressione di Francia Germania e Stati Uniti contro i paesi mediterranei
13 La divisione dell’Italia in 4 macroregioni a diverso regime normativo e monetario
14-Il maggior sviluppo degli stati di piccole dimensioni. Importanza del settore bancario
15-L’analisi dei sistemi dei piccoli stati a maggior sviluppo economico
16-I guru della grande finanza internazionale speculativa george Soros e MarkRich
17-Lo strano interesse per l’euro di alcune lobby statunitensi. Goldman Sachs Group
18-Monete nazionali e sistemi monetari internazionali. Corsi e ricorsi storici…e  così via……………………………………….

IL libro è stato già premiato al festival Art di Spoleto. Il prof. Catapano e l’avv. Imperio sono in contatto con importanti network televisivi fra cui Porta a Porta con cui stanno concordando una trasmissione televisiva . Il capitolo 15 tratta anche delle problermatiche di Taranto e della sua provincia e in particolare di quelle relative al mancato sviluppo del porto e alla mancata riapertura dell’aeroporto, denunciandone le azioni ostili che le hano determinate

per Contattare gli Autori
Prof. Giuseppe Catapano : email: giucatap@gmail.com  cell. 3772520256
Avv. Michele Imperio : email:avvo.micheleimperio@alice.it  cell.3358199147
ringrazio

Elena Quidello
segretaria sez mfe Martina Franca

Nasce la newsletter CoLAP 2.0: F.A.R.E. PROFESSIONISTI!

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Un notiziario ricco di spunti e riflessioni da e per il mondo delle professioni associative. Un informazione puntuale che a partire da oggi avrà cadenza quindicinale.
Sarà il luogo virtuale del dialogo dove affrontare temi di interesse per l’intero sistema professionale italiano e per la sua utenza. Parleremo di innovazione, di crisi, di formazione, di qualità, etc e lo faremo grazie al contributo di professionisti ed esperti del settore.
Su ogni numero scopriremo una nuova professione!
La newsletter grazie ad una struttura snella e di facile lettura consente di visualizzare subito gli argomenti trattati e di scegliere.
IL 12 Dicembre 2013 il CoLAP promuove un grande evento e questa newsletter vuole essere uno strumento in più per avviare fin da oggi la discussione, il confronto, la promozione proposte dalle nostre associazioni. Il nostro ringraziamento va alle Associazioni Partner di F.A.R.E. PROFESSIONISTI che crescono giorno dopo giorno e che rendono questa idea un progetto.
La rete CoLAP è la nostra forza! Oggi questa rete diventa un veicolo per crescere ed innovarsi.

Buona lettura!

I premiati del premio Italia Diritti Umani 2013

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Premio Italia diritti umani 2013 al giornalista Marcello Ugolini per il libro Retroscena di un inviato speciale (Fontana di Trevi edizioni)

Rischiando spesso la propria vita per il suo lavoro pluridecennale di inviato, anche con questo volume Marcello Ugolini testimonia i retroscena di guerre che hanno martoriato il nostro pianeta nell’ultimo ventennio. Incontri con personalità forti come Madre Teresa di Calcutta, scuotono il lettore imponendo un momento di riflessione su ciò che veramente è accaduto e soprattutto su come, a volte superficialmente, ci viene raccontato dai mass-media.

Premio Italia diritti umani 2013  a Frontiere News, portale web
Per la passione e la costanza con cui racconta ogni giorno storie di diritti umani, privilegiando il punto di vista e l’esperienza umana, di sofferenza e di lotta, di chi non ha voce, di chi non ha potere e lotta quotidianamente per la riaffermazione dei suoi diritti e della sua dignità.

Premio Italia diritti umani 2013 a Doriana Vovola.
Doriana Vovola svolge da anni una preziosa operazione culturale volta a restituire al teatro la sua forza, il suo perché originario in quanto efficace amplificazione dell’ attualità, contrastando lo scollamento degli autori teatrali stessi dalle tematiche di carattere sociale, ambientale e civile, invogliandoli ad utilizzare il mezzo e la poetica teatrali per favorire l’ascolto dell’Altro ed ampliare lo sguardo, oltre i tanti strappi e le tante zone d’ombra, verso una reale consapevolezza della rete di interdipendenza di diritti e doveri di tutti gli individui e di tutti i popoli.
Particolarmente degna di nota è poi la sua ferma volontà di salvare dall’oblìo la figura e l’opera di Antonio Russo, da lei   suggestivamente definito “un essere umano senza serrature”, una “gola instancabile” che “non poteva non gridare insieme ai bambini o ricordare insieme ai vecchi” o “non sperare insieme a madri e padri”. A lui Doriana ha voluto dedicare il Premio di drammaturgia  Etica in Atto da lei stessa creato, giunto quest’anno alla sua quinta edizione.

Lourdes-Medjugorje: la fede esiste ancora! di Rita Occidente Lupo

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di Rita Occidente Lupo

MEDJUGORJEMedyugorje sembra risuscitata dopo un apparente letargo. Non che si sia mai
spenta la sua voce, attraverso le carovane di pellegrini, che a migliaia
addensano la collina, visitano il santuario, incontrano i veggenti. La
Vergine, ultimamente pare proprio non far segreto delle Sue apparizioni, lasciando
segni e lanciando segnali. Anche se non ancora riconosciuta come fonte
autorevole, resta pur sempre un luogo benefico, di fede tale terra: un bagno di
spiritualità e di segni. Che tanti scorgono nel cielo, fissando a lungo il
sole o vedendo le figure più strane, che a volte inseguono le nuvole, altre
illuminano albe e tramonti. I miracoli, altra cosa! Quelli visibili, che
fanno gridare al prodigio, ancora filtrati oculatamente al Bureau Medical di
Lourdes, 69 in oltre 150 anni. In Jugoslavia, non si contano: nel senso che manca
ancora un organismo specifico, preposto a ciò, ma le conversioni a raffica in
entrambi i luoghi di culto, sfuggono alle certificazioni sanitarie! E così si
centellinano le testimonianze, si va cauti nell’affermare che sia vera
anche l’illusione ottica, laddove il fanatismo prende il sopravvento sulla
razionalità.

MEDJUGORJE 2Ma ora, pare proprio che si sia molto vicini al miracolistico: da un pezzo
in verità, da quando già le alluvioni e lo straripamento del Gave a Lourdes,
hanno segnato milioni di danni alla terra di Bernardette, scuotendo coscienze
assopite. In tanti, infatti, a stupirsi di una catastrofe che ha reso
inagibile perfino la Grotta di Massabielle per più giorni, mobilitando la solidarietà
di tutto il mondo. E mentre ancora si fa il punto della situazione francese,
ecco che l’altra fonte mariana del nostro tempo, Medjugorye, crea uno scossone
nello scetticismo popolare. In un momento in cui da troppi focolai si avverte
disagio per il laicismo imperante, per il sacro calpestato, per la fede annientata.
Medjugorye, che dalla statua della Madonna fluorescente, al miracolo di Sla
di Christian Felice, fa toccare il cielo con un dito, fa capire che esiste un’
altra vita, al di là di quella terrena, da guadagnarsi salvando la propria
anima, affogata in troppi vizi, senza caparra. Medjugorye oggi…Lourdes
ieri…la Vergine sempre la stessa, a venire in soccorso dell’umanità!

Rita Occidente Lupo

Giustizia italiana: altro indulto e amnistia?

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di Rita Occidente Lupo

carcere-torinoTempo di riforme, made Cancellieri, nel campo della Giustizia italiana! Dopo la ramazzata razionalizzante, ora la vanga del crimine, che spala reati fino a
4 anni…con grossi limiti.

Si sa per esperienza che l’amnistia e l’indulto non risolvono il problema del sovraffollamento delle carceri perché chi esce dalle prigioni, in assenza di valide alternative di lavoro, tende a commettere gli stessi crimini per i quali è entrato. Quindi la società si ritrova a corto tiro di schioppo con lo stesso problema di prima.

Per quanti vedono l’Italia troppo blanda, nell’amministrare la dura lex, questo è quindi un altro colpo di grazia, sferrato al cuore della legalità. Soprattutto
della Giustizia, che cubitalmente ancora resta in piedi sbiadita in qualche vetusta aula di tribunale, con scarso convincimento degli stessi togati,
inclini più ad alzare la manica della clemenza, che a sferrare il colpo della condanna. Troppa illegalità, a braccetto col malaffare, con la delinquenza
dietro l’angolo, inquieta ancora i sonni italiani. Ormai il tam tam cronachistico, tra femminicidi e stragi, resetta anche la curiosità di chi vorrebbe affondare il
naso nel gossip dell’ultim’ora, prima di dover voltare pagina o far scivolare il mouse velocemente, sull’ennesimo crimine insoluto. Troppa violenza,
intollerabile per giorni di crisi, imbastardisce la volontà di guardare oltre.

Perchè allora questo ritorno di fiamma del legislatore per l’amnistia e per l’indulto che sembravano istituti giuridici archiviati con la Prima Repubblica?

Il dubbio che la posta in palio non sia il sovraffollamento delle carceri, come sostiene con ardore il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ma l’eliminazione dei reati di cui è imputato o per i quali è stato condananto Silvio Berlusconi, onde evitare situazioni prodrome di guerre civili, è molto forte. Magari anche per pressioni internazionali.berlusconi carcere

Il governo appare spaccato, il P.D. anche. Il probabile futuro segretario politico del P.D. Matteo Renzi ha detto espressamente di essere contrario.

Questa proposta di amnistia sembra quindi una nebulosa che avanza zigzagando.

Impantanato nelle sabbie mobili dell’indecisione, un governo che riesce a stento a sopravvivere, per conservare privilegi di casta, senza aver prodotto nemmeno la più elementare delle riforme, l’agognata riforma elettorale, biascica laconici tentativi di larghe intese che hanno bisogno dell’amnistia. Su tutto si discetta e di tutto si filtra
il superfluo: giungendo anche a sognare, senza lampada d’Aladino, che il genio magico possa risolvere incancrenite problematiche come quella carceraria.

Ma se amnistia ha da essere, per evitare contrapposizioni politiche troppo accentuate, che essa sia mirata, che sia mirata la scelta dei reati da inserire nella legge clemenziale! Che non si saldino a poco prezzo le troppe violenze sulle donne, i reati frutto di violenza e terrore! Che non si consenta più che chi, sottratto ai giorni, ucciso dentro da stupro e barbarie, debba continuare a srotolare giorni, conscio che il suo killer se la caverà con una blanda punizione, in nome di attenuanti, profumatamente arringate, amnistie e condoni. Questo non lo vogliamo, non lo vuole nessuno!

Rita Occidente Lupo

Fondo Pesca Campania, ancora proroghe al bando che finanzia porti, punti di sbarco e ripari di pesca

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Con decreto dirigenziale n. 69 del 15 ottobre 2013 Regione Campania ha prorogato al 30 novembre 2013 i termini di presentazione delle istanze a valere sul Bando della Misura 3.3 del Fondo Europeo per la Pesca 2007/2013
Tale provvedimento, inoltre, rettifica il bando medesimo, il massimale di spesa ammissibile per il finanziamento di “Punti di sbarco”è pari ad € 150.000,00.

Come risanare il debito pubblico

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Procede con grande successo di pubblico e di adesioni la presentazione del libro “Come risanare il debito pubblico senza chiedere un euro ai cittadini” redatto dal dott. Giuseppe Catapano rettore della Università Popolare degli Studi di Milano e direttore dell’Osservatorio Europeo e dall’avvocato tarantino Michele Imperio.
Dopo la prima manifestazione di Brescia alla quale è intervenuto l’assessore al bilancio del comune di Montichiari Massimo Gelmini, il libro è stato nuovamente presentato alla fiera campionaria di Eboli alla presenza dell’assesore al bilancio del comune di Eboli Adolfo Lavorgna e a Taranto il 15 ottobre presso la sala-convegni del bar Poseydon. Ora il 18 ottobre alle ore 17.00 ci sarà la grande manifestazione di Napoli dove il libro sarà presentato ufficialmente presso la sala convegni del bar la Caffetteria (Piazza dei Martiri) alla presenza di 169 commercialisti e sotto la cinepresa di diverse emittenti televisive non solo locali ma anche nazionali. Poi nella stessa giornata il libro sarà presentato alle ore 20.00 anche a Pompei in via Lepanto (Ristorante Primo amore) dove gli autori offriranno ai loro ospiti un piccolo brek fast. Ancora il 26 ottobre 2013 alcuni sostenitori di Praia a mare (provincia di Cosenza). si sono prenotati per una nuova presentazione del libro.  Altre  manifestazioni sono in corso di organizzazione a Bari, a Lecce e a Milano.

 

Il 6 novembre p.v. gli autori saranno ascoltati a Roma dinanzi la Commissione Parlamentare per le riforme.

Il libro sta riscuotendo molto successo in quanto l’idea degli autori (perimetrare i territori più ricchi del paese e renderli indipendenti per un determinato numero di anni come si fece in Cina per Honk Kong, in modo da cominciare a contenere e ad abbattere almeno in quei territori il debito pubblico e la pressione fiscale) benchè originale viene giudicata fattibile e risolutiva dei gravi problemi connessi al debito pubblico e alla pressione fiscale.

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Dichiarazioni schok del Procuratore Aggiunto di Palermo Vittorio Teresi: Mafiosi! Rescindete i vostri legami con i politici! I politici non vi proteggono!

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di Michele Imperio

teresi Il procuratore aggiunto di Palermo, Vittorio Teresi, nel corso della conferenza stampa in cui si illustravano i particolari dell’operazione Nuovo Mandamendo 3 ha rilasciato dichiarazioni molto forti e schoccanti. Un appello rivolto non alle istituzioni ma ai capi di Cosa Nostra: “Voglio fare un appello diverso – ha detto Teresi – questa volta non mi rivolgo ai rappresentanti delle istituzioni per chiedere loro di recidere i legami con la mafia, ma mi voglio rivolgere ai vertici di Cosa nostra: recidete i legami con i vostri politici di riferimento. Voi siete sommersi da ergastoli e loro la fanno sempre franca e si arricchiscono alle vostre spalle!”.
Quindi, in terza persona, rimarca il concetto, unico nel suo genere: “Come fanno i mafiosi – sottintende il Procuratore – ad avere ancora rapporti con elementi dello Stato quando a pagare sono stati soltanto loro? Mentre i boss sono in carcere, i politici di riferimento restano liberi!
Ancora una volta ci troviamo di fronte a un magistrato siciliano che vorrebbe l’emersione della verità sui rapporti stato-mafia e – ritengo – sui nomi dei politici che hanno strumentalizzato e poi tradito Cosa Nostra nelle stragi del 1992.

Le stragi del 1992 – ormai è chiaro – furono l’epilogo di tante cose ma – fra queste – furono la conclusione di un conflitto asperrimo fra Sinistra democristiana e Partito Socialista. Questo conflitto era arrivato al suo culmine nel 1990 con l’omicidio da parte di agenti segreti affiliati alla Sinistra Democristiana di Simonetta Cesaroni, la giovane impiegata del Sisde assassinata da mani ignote a Roma in una sede di copertura del Sisde democristiano l’Ostello della Gioventù, il 7 luglio 1990. Simonetta Cesaroni era una giovane compiuterista molto abile infiltrata nel Sisde democristiano dal conte Francesco Caracciolo Di Sarno e dalla contessa Alberica Filo Della Torre vicina ai socialisti, assassinata l’anno dopo il 9 luglio 1991, per estrapolare dai computers di quell’ufficio materiale informativo compromettente a carico di agenti segreti democristiani e poi farne camapgne scandalistiche.alberica filo della torre

Alberica Filo della Torre era la public relation men di Michele Finocchi, numero 2 del Sisde di allora, referente dei socialisti nel Sisde e suocero del ministro Claudio Martelli, nonché imparentato per vie traverse con uno degli uomini più fidati di Gianfranco Fini quel Gennaro Mokbel che ritroviamo enormemente arricchito nello scandalo Saprkle- Fast-web e che – per telefono – si vanta di avere speso un milione di euro per corrompere i giudici romani onde risolvere il caso Mambro-Fioravanti, autori di 34 omicidi, chiaramente due agenti segreti deviati sotto copertura.

Si sa poi come andò. Nel contesto stragista del 1992 la Sinistra democristiana allora guidata dai noti Mancino Nicola, Rognoni Virginio Prodi Romano e Scalfaro Oscar Luigi ingaggiò, strumentlizzò e poi scaricò Cosa Nostra comissionandole le stragi del 1992, facendo poi votare dal parlamento sull’onda emotiva di quelle stragi l’introduzione del carcere duro per i mafiosi e quindi poi scaricando Cosa Nostra con l’arresto di Totò Riina il 15 gennaio 1993, e poi con la destituzione da ministro di grazia e giustizia di Claudio Martelli, il 12 febbraio 1993, al quale era stato fatto credere che i democristiani erano disponibili ad affidargli la premierschip e poi strumentalizzando di nuovo Cosa Nostra facendole eseguire le stragi del 1993 che servivano a mandare messaggi intimidatori ai giudici romani che indagavano sugli agenti segreti democristiani responsabili degli ammanchi dai fondi riservati del Sisde e quindi concedendo solo alla fine di tutte queste strumentalizzazioni la parziale revoca del carcere duro ex art. 41 bis.

Ma tutto questo disegno politico non sarebbe stato possibile se la Sinistra Democristiana non avesse avuto l’apporto e il favore di alcuni alti e importanti Magistrati, alcuni massoni, sparsi per tutta l’Italia, altri appartenenti alla Procura della Repubblica di Milano, enfatizzata da noi pecore beanti.
Le stragi del 1992 politicamente ebbero l’effetto, in uno con le inchieste su Tangentopoli, di distruggere il partito socialista e la destra democristiana filo-vaticana per aprire uan nuova afse olitica e preparare sin da allora l’ascesa al potere e l’egemonia assoluta della Sinistra democristiana filo-americana, il segmento politico più vicino al Partito Democratico Americano, egemonia che si sta materializzando proprio in questi giorni con il premierato di Enrico Letta, con la probabile ascesa alla guida del P.D. di Matteo Renzi e –forse – con la prossima elezione a presidente della Repubblica di Romano Prodi, non ancora fuori dai giochi, con i laici che – come dice Renzi – possono solo spingere il carro del vincitore senza potervi salire.
simonetta cesaroni pierino vanacore

Indubbiamente farebbe bene agli italiani in questo contesto conoscere la verità sulle stragi come auspica il Procuratore Aggiunto di Palermo Vittorio Teresi, per disilluderli e per aprire loro gli occhi. Ma è convinto Teresi che i suoi colleghi Magistrati la vogliono questa verità? Che cosa pensa Teresi della sua collega Ilara Calò P.M. di Roma che si è inventata quella storia del fidanzato di Simonetta Cesaroni diventato improvvisamente e senza preavviso serial killer e dei suoi colleghi della Corte di Assise di Roma che lo hanno condannato in primo grado. Che cosa ne pensa?

Come disse giustamente l’ex Procuratore Aggiunto di Palermo Antonio Ingoria la magistratura può poco ridotta in queste condizioni, dove uno scopre e l’altro copre. Dovrebbe attivarsi la classe politica. Ma anche la classe politica è messa male. Gli imbelli che dissero all’epoca delle stragi non vidi, non parlai, non sentii, ora si accontentano di spingere il carro altrui anziché costituirne uno proprio. Che scaigurati!

Michele Imperio

Twitter snobba il Nasdaq e si quota al Nyse; ricavi raddoppiati

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Ricavi raddoppiati ma conti in rosso. Twitter continua la propria crescita e sceglie il Nyse per quotarsi, in quella che è una sconfitta per il Nasdaq, riuscito lo scorso anno a strappare la quotazione di Facebook. In una comunicazione alla Sec, Twitter annuncia ricavi in forte crescita nel terzo trimestre a 168,6 milioni di dollari, in aumento rispetto agli 82,3 milioni di dollari dello stesso periodo dell’anno scorso. A spingere la crescita la pubblicità sul mobile, che ha rappresentato il 70% del totale ricavi pubblicitari.

Le perdite, anche, sono però aumentate a 64,6 milioni di dollari dai 21,6 milioni dell’anno precedente, con il forte aumento delle spese per ricerca e sviluppo. Le nuove informazioni arrivano mentre Twitter si appresta ad aprire il road show che, secondo indiscrezioni, potrebbe iniziare già il 25 ottobre.

Twitter nel terzo trimestre ha avuto una media di 232 milioni di utenti attivi al mese, il 6% in più rispetto al secondo trimestre ma in rallentamento rispetto al 7% del periodo aprile-giungo e al 10% dei primi tre mesi dell’anno.