26 Ottobre 2026, lunedì
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E’ fatta, l’Inter passa agli indonesiani

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È fatta. Erick Thohir è ufficialmente il nuovo azionista di maggioranza dell’Inter. Massimo Moratti ha confermato stamattina che sono arrivate finalmente le firme, col magnate indonesiano che dovrebbe rilevare il 70% del club nerazzurro.

La rivolta dei medici contro il fisco

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Faccio seguito all’articolo «Studi di settore, professionisti al palo» pubblicato sul suo giornale il 10 ottobre u.s. per testimoniare il rifiuto da parte di tutta la nostra categoria di Medici di medicina generale verso un sistema fiscale inefficiente, iniquo e incapace perfino di elaborare indicatori per il riconoscimento del regime premiale alla categoria dei professionisti.

Siamo ormai stufi di accettare passivamente i soprusi di uno Stato che continua a considerare, tutti e indistintamente, i contribuenti come evasori fiscali, che pretende di determinare, attraverso gli Studi di settore, i redditi in maniera forfettaria e che obbliga i medici di famiglia a trascurare, giocoforza, la propria attività, volta alla salvaguardia della salute pubblica, per interessarsi di materie fiscali al fine di non veder continuamente corroso il proprio potere di acquisto da questo meccanismo, ormai perverso, di imposizione fiscale.

Siamo, dunque, venuti a trovarci, nostro malgrado, in una condizione non ulteriormente sopportabile sul piano morale, oltre che insostenibile su quello economico, al punto che si è deciso di sottoporre al giudizio del Tar del Lazio l’applicabilità degli studi di settore alla nostra categoria, sul presupposto che :

a) quello dei Medici di medicina generale è un reddito certo e certificato dal Servizio sanitario nazionale e, come tale, non può essere frutto di presunzioni, più o meno qualificate (così come avviene per gli altri soggetti autonomi), a meno che non si voglia sostenere la prevalenza delle presunzioni sulla effettiva capacità contributiva;

b) i rapporti convenzionali tra i medici di medicina generale e le Asl «_hanno natura privatistica ad evidenza pubblica di rapporti di prestazioni d’opera professionale, svolta con i caratteri della parasubordinazione e che il medico convenzionato con il Ssn_ svolge i predetti compiti in esecuzione di un vero e proprio rapporto di servizio» – Corte dei Conti, Sez. I, n. 121 del 13/4/2006.

Se il nostro è ancora uno stato di diritto, se le imposte sono ancora ancorate al fondamentale principio di capacità contributiva sancito dall’art. 53 della Costituzione, allora, abbiamo ragione di ritenere che il giudice amministrativo non potrà che condividere le nostre ragioni sancendo l’inapplicabilità degli studi di settore alla categoria dei Medici di medicina generale e imponendo la tassazione sulla base dei soli redditi certi e certificati dal Ssn.

Legge di stabilità, Saccomanni: c’è accordo

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Sulla legge di stabilità “l’accordo già c’è e ora al ministero dell’Economia sono alla fase di stesura dei testi perché la legge di stabilità è un articolato disegno di legge molto complesso”. Così il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni. “Le trattative erano state fatte prima della mia partenza, domenica sera siamo stati al lavoro fino a tardi e ieri mattina dal presidente della Repubblica con il presidente Letta”, il timing illustrato da Saccomanni. Questo pomeriggio, alle 17, il testo sarà esaminato dal consiglio dei ministri e quindi “in serata sarà senz’altro inviato a Bruxelles dove è atteso entro la scadenza di mezzanotte, come previsto dalla nuova governance europea di prevenzione delle crisi. Siamo dunque in pieno clima di partita. I giocatori sono tutti in campo. Ancora poche ore di attesa, dunque, e saranno ufficiali i contenuti della legge di stabilità. 2014-2016 che a dire del ministro dell’Economia, “dà un forte sostegno alle imprese e ai lavoratori” e “mantiene gli obiettivi di rimanere nei limiti dell’Europa che è per noi fondamentale perché porterà alla riduzione del costo del debito e ci permetterà di affrontare altre esigenze in maniera più generosa”.

Una “legge pluriennale perché vogliamo intervenire sul lungo periodo, per tre, anni per dare certezze a imprenditori e lavoratori”, aveva detto ieri il capo del governo, Enrico Letta. L’intervento, che sarà messo a punto questo pomeriggio dal consiglio dei ministri, sarà per un totale compreso tra 13 e 15 miliardi. A leggere le bozze in circolazione in queste ore si scopre tra l’altro che valgono un totale di 4,150 miliardi i tagli previsti sulla sanità pubblica: 2,650 miliardi sul finanziamento alla spesa sanitaria, 660 miliardi come tetto ai farmaci; 840 miliardi sulla spesa ospedaliera. Il risparmio annuale è di 1 mld nel 2014, 1,540 mld nel 2015, 1,610 nel 2016. Potrebbe essere stabilito anche l’estensione del blocco dei contratti nel pubblico impiego relativo al triennio 2010-2012 fino al 31 dicembre 2014. Sarebbe ridotta anche la spesa per le prestazioni di lavoro straordinario per le amministrazioni statali, compresa la Presidenza del Consiglio dei ministri. La nuova legge di stabilità introdurrà la Service tax. Da gennaio sostituirà Imu e Tassa sui rifiuti solidi e non aggraverà il carico fiscale sulla casa, perché la somma delle imposte tra patrimonio, servizi e rifiuti, non potrà superare il 7,6 per mille per le prime case e il 10,6 per le altre abitazioni. Percentuali corrispondenti appunto all’aliquota Imu massima. L’aliquota di base della Tasi (cioè della tassa sui servizi indivisibili della casa) è fissata all’1 per mille.

Comunque, i contenuti restano tutti da definire. Avverte il ministero dell’Economia, infatti, che “le bozze di provvedimenti di finanza pubblica in circolazione presso gli organi di informazione, sulla base delle quali vengono pubblicati resoconti preventivi, non corrispondono al disegno di legge di stabilità che verrà discusso dal Consiglio dei ministri”. Più chiaro il premier: “La vera manovra sarà quella che esce da palazzo Chigi”.

Riforme, Quagliariello: istituzioni deboli

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“Il tema delle riforme è uno degli snodi centrali del programma sul quale il governo ha ottenuto la fiducia dal Parlamento. La Commissione ha svolto i suoi lavori nella consapevolezza della gravità e del carattere per molti versi non congiunturale della crisi italiana e dell’intreccio indissolubile, e sempre più evidente, tra la solidità e la qualità dell’assetto istituzionale e il perdurare di una recessione che incide sulla stessa coesione sociale”. E’ quanto detto dal ministro per le Riforme, Gaetano Quagliariello, nel corso di un’informativa urgente alla Camera sulla relazione finale della Commissione per le riforme costituzionali. “Alle difficoltà del Paese non è estranea la debolezza delle nostre istituzioni, concepite in una fase storica molto diversa da quella attuale e risultate progressivamente inadeguate a fronteggiare con efficacia tanto le sfide derivanti dal mutato contesto economico mondiale, tanto quelle connesse al processo di integrazione europea”, ha aggiunto Quagliariello. Ma “a differenza delle altre grandi democrazie dell’Occidente, da tempo interessate da incisivi processi di riforma” l’Italia si è trovata “priva di strumenti all’altezza delle decisioni da assumere in un contesto globale sempre più competitivo”. Ed è per questo che a detta di Quagliariello “il tema delle riforme non è più eludibile”. Il ministro ha poi sottolineato che “la Commissione ha approfondito le ragioni sottese alla fragilità del nostro sistema politico-istituzionale, rinvenendo nell’incapacità di esprimere nel lungo periodo un indirizzo politico stabile e radicato nel consenso del corpo sociale uno dei più rilevanti elementi di criticità, che è apparso a sua volta direttamente connesso a un processo di indebolimento del sistema dei partiti politici che in Italia ha assunto caratteristiche assai più marcate che in altri paesi europei”.

Bankitalia, ad agosto il debito cala di 14 mld

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Nei primi otto mesi dell’anno, rende noto la Banca d’Italia nel supplemento al Bollettino statistico, le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello stato sono state pari a 257,1 miliardi, sostanzialmente stabili rispetto a quelle dello stesso periodo del 2012. Mentre ad agosto segnano una netta flessione a 32,1 miliardi di euro, rispetto ai 35,3 miliardi dell’agosto 2012. Inoltre, si legge ancora nel Bollettino di Bankitalia, ad agosto il debito pubblico italiano è diminuito di 13,9 miliardi, portandosi a 2.060 miliardi di euro.

La riduzione è riconducibile al significativo decremento (21,8 mld) delle disponibilità liquide del Tesoro che ha più che compensato il fabbisogno del mese (7,6 mld). Alla fine del mese di agosto le disponibilità liquide del Tesoro erano comunque ancora superiori a quelle del corrispondente periodo del 2012 (46,4 mld contro 37,4). L’incremento del debito nei primi otto mesi dell’anno è pari a 70,6 miliardi e ha riflesso principalmente il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche (57,8 mld) e l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (12 mld). Sul fabbisogno ha inciso per 8,7 mld il sostegno finanziario ai paesi dell’area dell’euro in difficoltà (comprendente la quota di competenza dell’Italia dei prestiti erogati dall’Efsf pari a 5,8 mld e il versamento effettuato in aprile della terza tranche per la sottoscrizione del capitale dell’Esm per 2,9 mld).

Shutdown, accordo vicino negli Usa

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Schiarite negli Stati Uniti. Sembra, infatti, sempre più vicino un accordo al Senato per porre fine alla paralisi del governo federale e alzare il tetto al debito pubblico. Dettagli ufficiali ancora non ce ne sono, ma dalle stanze del Congresso sono trapelate le prime indicazioni di un’intesa in tre punti. Dunque dovrebbe terminare quanto prima il cosiddetto shutdown iniziato il primo ottobre scorso a seguito della mancata approvazione della legge di bilancio per l’anno fiscale 2014. La boccata d’ossigeno per il governo federale arriverebbe grazie a 986 miliardi di dollari l’anno garantiti fino al 15 gennaio prossimo, il giorno in cui tagli automatici alla spesa da 21 miliardi di dollari entreranno in vigore dopo quelli scattati il primo marzo scorso. Non soltanto. Il dipartimento del Tesoro avrà il tempo necessario per ricorrere a “misure straordinarie” per posticipare un potenziale default grazie all’innalzamento del tetto al debito, attualmente pari a 16.700 miliardi di dollari,  fino a metà febbraio.

Alitalia, via libera all’aumento da 300 mln

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L’assemblea dei soci Alitalia ha deliberato all’unanimità, su proposta del cda, un aumento di capitale di massimi 300 milioni di euro da offrirsi in opzione ai soci in proporzione alla quota di capitale posseduta. I soci avranno 30 giorni di tempo, a partire dal 16 ottobre, per sottoscrivere le azioni di nuova emissione. Ai soci che avranno sottoscritto tutte le nuove azioni di loro spettanza verrà concesso un ulteriore breve periodo di tempo, che verrà stabilito da un apposito cda, per sottoscrivere eventuali azioni rimaste inoptate. Subordinatamente all’approvazione dei propri organi deliberanti, è previsto che Poste Italiane garantisca la sottoscrizione di complessivi 75 milioni di euro dell’aumento capitale rimasti eventualmente inoptati, e Intesa Sanpaolo e UniCredit garantiscano la sottoscrizione di massimi 100 milioni di euro dell’eventuale ulteriore inoptato. I consiglieri di Alitalia, in previsione del possibile mutamento degli assetti proprietari conseguente alla realizzazione dell’operazione di aumento di capitale, hanno manifestato l’intenzione di rassegnare le loro irrevocabili dimissioni dalla carica con effetto dalla data dell’assemblea.

Terreni, restano le agevolazioni

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Le agevolazioni tributarie alla piccola proprietà contadina – soppresse dal 1° gennaio 2014 (per via dell’art. 10 del dlgs 23/2011, modificato dall’art. 26 del dl 104/2013) – non spariranno. Saranno ripristinate le imposte di registro e ipotecaria in misura fissa anziché in percentuale sul prezzo di acquisto dei terreni (da ultimo 168 euro ciascuna) e con imposta catastale nella misura dell’1%. L’imposta di registro salirà, invece, al 12% quando il trasferimento di terreni e pertinenze non sia a favore di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali. Arriveranno, inoltre, incentivi di favore per gli aspiranti imprenditori agricoli che intendono acquistare terreni e beni pubblici di proprietà dello stato, delle regioni e degli enti locali: operazioni che potranno essere oggetto di riordino fondiario finanziato dalla Cassa per la formazione contadina. Mentre, sono in cantiere aiuti ad hoc per gli under 40 che vogliono accedere con le proprie imprese agricole al mercato dei capitali o che intendono subentrare in contratti di locazione o concessione di beni del demanio. Per questi ultimi, in particolare, la locazione del bene pubblico avverrà con una sorta di equo canone: sarà decisa cioè per via prioritaria, al canone di affitto base previsto dall’avviso pubblico. O dal bando di gara. Infine, ma non per ordine di importanza, sarà rifinanziata la legge 499/1999 per la promozione agricola, agroalimentare, agroindustriale e forestale; normativa che era stata definanziata totalmente dal governo Monti.

Imu, seconda rata indipendente

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La copertura della seconda rata Imu non arriverà con aumenti di imposte già esistenti. Questo l’impegno formale che, ieri, il governo, , tramite la messa in programma di un ordine del giorno, si è assunto durante la discussione generale sul testo del dl 102 in Aula a Montecitorio, a seguito delle richieste avanzate già nei giorni scorsi da parte di Scelta civica. Ha dichiarare la propria soddisfazione in merito alla risposta del governo, il vicepresidente della Commissione finanze della Camera, Enrico Zanetti (Sc): «Riteniamo che la risposta del governo sia stata soddisfacente anche se non ci sono stati sbilanciamenti su quali potranno essere le voci di copertura della seconda rata», ha spiegato Zanetti, «abbiamo comunque ritenuto opportuno ritirare il nostro emendamento con il quale prevedevamo la rimodulazione delle detrazioni a fronte, però, del pagamento anche della prima rata». Trova, invece, accoglimento la proposta di Scelta civica a favore delle famiglie numerose. In particolare, è passata la proposta volta a garantire una corsia preferenziale per le famiglie numerose per l’accesso al Fondo di solidarietà per l’acquisto della prima casa.

Resta in programma per oggi, poi, il voto sull’emendamento presentato dal governo volto ad abassare fino al 20% la soglia del pagamento della multa utile per la chisura del contenzioso fra Corte dei Conti e concessionari slot.

La Trise al posto della Tares

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Sarà Trise la nuova, (e come al solito ostica) sigla con cui i contribuenti italiani dovranno familiarizzare dal 2014. Il nuovo tributo sui servizi comunali manderà in pensione, dopo un solo anno di vita, la Tares e si articolerà in due componenti: la prima, a copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani, denominata Tari; la seconda, a copertura dei servizi indivisibili dei comuni, chiamata Tasi. Lo pagheranno non solo i proprietari di immobili ma anche gli inquilini (in misura compresa tra il 10% e il 30% secondo quanto stabilito dai comuni con regolamento), visto che il presupposto di imposta è «il possesso, l’occupazione o la detenzione a qualsiasi titolo di unità immobiliari» (o di locali e aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti per quanto riguarda la Tari), con vincolo di solidarietà tra i componenti del nucleo familiare. Il versamento sarà in quattro rate trimestrali (16 gennaio, 16 aprile, 16 luglio e 16 ottobre) ma i comuni potranno variare la scadenza e il numero delle rate di versamento e sarà consentito il pagamento in unica soluzione entro il 16 giugno.