12 Maggio 2021, mercoledì
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Legge di stabilità, meno tagli alla Sanità

“Stiamo lavorando alacremente, ma ancora non abbiamo trovato la quadra. Comunque i tagli saranno meno del previsto”. Le parole del ministro degli Affari Regionali, Graziano Delrio all’Ansa, sui tagli alla sanità previsti dalle prime bozze della legge di stabilità, dovrebbero servire a dare tranquillità in una vigilia di consiglio dei ministri (convocato per le 17) piena di tensioni. A dare man forte a chi è impegnato a costruire serenità scende in campo anche il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni: Sia i fabbisogni standard sia i costi standard soprattutto in campo della sanità saranno individuati attraverso una spending review che consentirà di trovare spazi per economie in questo campo: così il ministro Saccomanni a margine dell’Ecofin commentando la legge di stabilità. Resta prudente il ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin. “Nella sanità ci siano ancora sprechi che vanno assolutamente tagliati, ma ciò non può avvenire con tagli lineari”, dice nel corso di Tg2 Insieme, “la spesa è sotto la media Ue  e fare tagli senza un intervento chirurgico significa entrare nella carne viva, cioè tagliare assistenza e ospedali”. Dichiara Lorenzin che “l’atteso patto per la salute potrebbe portare ad un recupero di 30 miliardi sull’arco di cinque anni”. “Ci sono margini di possibilità che sto studiando con il ministro Saccomanni, perché anche lui ha detto che cercherà di fare un lavoro equo”. In caso contrario “rischiamo problemi di salute pubblica se si pensa, ad esempio, di tagliare ancora soprattutto in regioni come Calabria o Campania”.

Le preoccupazioni sulle conseguenze dei tagli attanagliano tutte le regioni. Anche quelle cosiddette virtuose. “Continuando così si portano tutte le Regioni, comprese quelle virtuose come il Veneto che da tre anni ha i conti in attivo verso il default e si rischia di smantellare l’assistenza universalistica che è il fiore all’occhiello di questo paese. E in un momento di crisi economica e sociale come questo sarebbe da irresponsabili”, reagisce l’assessore regionale alla sanità del Veneto Luca Coletto.

“Il Governo si starebbe accingendo ad approvare la Legge di stabilità che produrrebbe ulteriori e pesanti tagli al Fondo nazionale per la sanità. Siamo davvero stanchi di decisioni assunte da burocrati e consulenti dell’amministrazione dello Stato, pagati anche sei volte più di un giovane medico che presta la sua opera nelle corsie degli ospedali!”, è la reazione sdegnata afferma della presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, coordinatrice vicaria dell’area Sanità della Conferenza delle Regioni italiane.

Alla domanda se è a rischio la firma del patto per la Salute, Errani risponde deciso: “Non c’e’ dubbio che lo è se cambia la base dell’accordo. E’ chiaro che molto dipende dal rispetto dell’accordo sulle risorse per il 2014 che abbiamo fatto col Governo”. Avverte quindi Errani: “Non ci sono più le condizioni per altri tagli”.

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