27 Ottobre 2026, martedì
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Fantascienza per le forze armate Usa

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Siamo alla fantascienza. Iron Man, il primo guerriero veramente bionico potrebbe arrivare tra meno di un anno. Il Comando delle Forze Speciali americane ha aperto una gara tra aziende della difesa, universita’ e laboratori del governo per la produzione di un’armatura hi-tech destinata a soldati d’elite e armata di arti bionici, esoscheletro a prova di proiettili e schegge, batteria per l’auto-alimentazione e un sistema di caricamento dati ricevuti da droni e proiettati su un display trasparente montato all’interno dell’elmo.

Lo hanno battezzato Iron Man, dal personaggio dei fumetti di Marvel Comics, Tony Stark, l’industriale che diventa supereroe grazie a una corazza totale munita di razzi e alimentata autonomamente. Nessun contratto e’ ancora stato firmato e il Pentagono sta ancora selezionando le idee. Ma l’obiettivo e’ chiarissimo: affidandosi a micro-motori, l’esoscheletro, la struttura cibernetica esterna, permetterebbe al soldato di correre e saltare senza fatica pur portandosi addosso un carico di decine di chili. Exoskeleton XOS 2 di Raytheon ad esempio puo’ sollevare 77 chili con uno sforzo percepito dal soldato che lo indossa pari a 4,5 chili.

Almeno in teoria, questo cybersoldato sarebbe in grado di curarsi da solo le ferite sul campo applicando tourniquet gonfiabili nel raro evento che l’indistruttibilità dell’armatura venisse violata. A bordo della nuova corazza dovrebbero esserci anche scorte di ossigeno in caso di attacco con gas, un sistema di raffreddamento per mantenere la temperaura a livelli accettabili e una serie di sensori per trasmettere ai quartier generali i segnali vitali del combattente. “Vogliono una corazza alla Iron Man: sono stati chiarissimi”, ha riferito al Los Angeles Times Adarsh Ayar, un ingegnere di Bae Systems, uno dei colossi contattati per lavorare sul tipo di armatura chiesta dalle Forze Speciali.

Anche il nome ufficiale del progetto e’ un omaggio a Iron Man: si chiama “tactical assault lihght operator suit”, o Talos, il guerriero gigante di bronzo della mitologia greca che difese, non sempre con successo, l’isola di Creta dagli invasori. Non tutti gli esperti di cose militari sono convinti d’altra parte che i soldi per Talos sarebbero spesi bene.

F.A.R.E. PROFESSIONISTI – WORK IN PROGRESS

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L’attività organizzativa di F.A.R.E. PROFESSIONISTI prosegue attivamente! Numerose le iniziative in programma che si articoleranno su tutta la giornata. Un talk show su Lavoro, Formazione, Previdenza, Fiscoe poi ancora workshop, presentazioni, seminari, convegni, spazi espositivi e dimostrativi delle associazioni professionali aderenti al CoLAP.

DIBATTITO POLITICO-ECONOMICO
ORE 10:00>13:00

Interverranno personalità di spicco del Governo, delle Istituzioni ed esperti del settore. Hanno già confermato la loro presenza (in ordine alfabetico):

  • Ignazio Abrignani, Vicepresidente Commissione Attività Produttive Camera dei Deputati;
  • Stefano Cordero di Montezemolo, Presidente Comitato Scientifico CoLAP;
  • Fabiana Di Porto, Giurista – Stefano Fassina, Vice Ministro – Ministero dell’Economia e delle Finanze;
  • Davide Imola, Responsabile Lavoro Professionale CGIL;
  • Angelo Paletta, Economista e Professore Università di Bologna;
  • Maurizio Sacconi, Presidente Commissione Lavoro Senato;
  • Guido Traversa, Filosofo, Professore Università Europea;
  • Gianfrancesco Vecchio, Dirigente Direzione generale per il mercato, la concorrenza, il consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica – Ministero dello Sviluppo economico.

Modera Antonio Polito, editorialista de Il Corriere della Sera

Per il programma provvisorio clicca qui.

EVENTI ASSOCIATIVI
ORE 10:00>18:30

Tante le professioni associative presenti con spazi e espositivi e attività convegnistiche: Consulenti tributari, project manager, fotografi, interpreti, counselor, esperti in discipline del benessere e bio-naturali, grafologi, statistici, esperti di sicurezza, guide ambientali, amministratori condominiali e immobiliari, psicomotricisti e altre ancora avranno l’occasione di farsi conoscere, fare rete e proporsi nella loro capacità innovativa, creativa, occupazionale e di sviluppo.

Per conoscere le attività promosse dalle associazioni clicca qui.

INTERVISTA ALLA PRESIDENTE DEL CoLAP

L’impatto della legge sulle professioni associative e i primi mesi di attività della nuova Presidenza e del nuovo Direttivo.

 

La legge è stata approvata 10 mesi fa ed entrata in vigore da Febbraio. Cosa è cambiato per le professioni associative e per il CoLAP ?

Con l’approvazione della legge 4/2013 il CoLAP ha raggiunto un grande obiettivo, dando dignità ai milioni di professionisti e predisponendo strumenti efficaci per la tutela dell’utenza. Ma questo per noi non è una meta raggiunta, è un passaggio importante che ci porta verso la crescita del settore professionale associativo. La legge ha uno spirito fortemente liberale e pertanto funziona solo se vigilata, supervisionata, applicata con serietà e rigidità. Pertanto la consideriamo un punto di inizio: siamo convinti che la legge abbia bisogno ancora di una forte spinta per poter realizzare gli obiettivi di tutela dell’utenza e promozione della qualità che si è prefissata. Una valutazione più precisa, soprattutto sull’impatto sul mercato del lavoro la potremmo fare orientativamente tra un paio d’anni; ad oggi posso dire, vedendo Statuti di associazioni tutti i giorni, che la legge ha dato uno spinta propulsiva alla crescita, strutturazione, organizzazione delle Associazioni; le Associazioni si sono messe in discussione, stanno rafforzando i processi interni di verifica deontologica e della formazione del professionista, stanno lavorano sulla messa a punto degli standard qualitativi, si stanno rafforzando da un punto di vista scientifico, tecnico, anche epistemologico. La legge ha avviato così un sistema di implementazione del sistema associativo e di standardizzazione di processi interni, da questo usciranno associazioni più forti, maggiormente rappresentative e in grado davvero di garantire l’utenza sia essa cittadino o impresa. Un altro fenomeno che ho osservato è l’avvio da parte delle associazioni che rappresentano una stessa professione o professioni afferenti a stessi campi professionali, di interessanti processi di dialogo e collaborazione, questo “lavorare insieme” aiuterà la crescita professionale del settore, renderà più chiara la comunicazione e l’informazione, andando a tutelare così, maggiormente, l’utenza.

Quante ad oggi le associazioni CoLAP iscritte nell’elenco ? Quante in attesa di valutazione ? E quante stanno lavorando per presentare la domanda ?

Il CoLAP offre un importante servizio di preparazione per le associazioni che intendono presentare domanda al MISE, è stato creato un ufficio ad hoc fatto di consulenti legali ed esperti di processi associativi. Lavoriamo nella logica di far iscrivere solo le associazioni realmente in possesso dei requisiti previsti dalla legge, il nostro obiettivo è di stringere le maglie, se mantenessimo le maglie larghe e passassero tutte le associazioni il registro non riuscirebbe a svolgere la funzione di avviare un processo di tutela dell’utenza e la legge si vedrebbe svuotata del suo motivo d’essere. Ma non vogliamo lasciare indietro nessuno. Chi non è in possesso dei requisiti viene accompagnato a strutturarsi, organizzarsi, rispondere nei documenti, ma anche nella pratica alle richieste della legge. E noi non lavoriamo con uno Statuto che va bene per tutti, non funzionerebbe. Ogni realtà associativa ha la sua peculiarità, il lavoro che va fatto è di comprendere quella realtà e trovare soluzioni procedurali, organizzative, deontologiche per quella realtà; quello che facciamo è un lavoro certosino che sta portando i suoi risultati. Le associazioni CoLAP iscritte nell’elenco attualmente sono 8. Ne abbiamo circa altre 20 in attesa di valutazione. E stiamo lavorando con oltre 50 associazioni.

Quale è stato l’atteggiamento degli ordini professionali?

Gli ordini professionali dall’entrata in vigore della legge si sono ulteriormente irrigiditi, si sentono minacciati e avvertono di non poter proteggere più il loro fortino, continuano a provare ad occupare spazi che non possono essere a loro solo riservati, il tentativo è sempre lo stesso: tentare di allargare le riserve. La legge 4/2013 li ha fatti uscire dall’illusione che il mercato professionale italiano sia chiuso e protetto, infatti con questa legge si è sancito il sistema duale e rafforzato il concetto che l’esercizio della professione in Italia è libero, fatte salve le riserve per legge. Ci attendiamo ancora attacchi, ma siamo pronti ad affrontarli.

Visto che Lei dice che la legge è solo un punto di partenza, quali sono gli obiettivi del CoLAP 2.0 e le prossime sfide del CoLAP ?

Oggi pensiamo ad un CoLAP molto più vicino alle associazioni e ai professionisti. Vorrei che questo diventasse il CoLAP delle Associazioni e per le Associazioni, dei professionisti e per i professionisti.

Molte volte vivo la solitudine della “sola in trincea”, per la difficoltà che abbiamo nel coinvolgere le associazioni ed anche i professionisti nelle battaglie che intraprendiamo e che riguardano trasversalmente tutti i nostri professionisti, professionisti che sono talmente concentrati nel lavoro che delegano con troppa poca partecipazione attiva i fattori di rilevanza politica e quindi poi economica, finanziaria e sociale a noi. Troppe volte ancora partecipo alle assemblee delle associazioni aderenti e al presentarmi vedo facce smarrite di chi si domanda chi sia il CoLAP e poi alla fine della relazione trovo gente che mi ringrazia e mi stringe la mano. Ecco vorrei che il processo fosse inverso che il CoLAP fosse conosciuto dai professionisti anche attraverso le associazioni perché la nostra è una battaglia che non si può delegare e che per vincerla dobbiamo essere in molti, anzi tutti in trincea.

E’ chiaro che oltre al fattore aggregativo stiamo lavorando su temi specifici a supporto del professionista e delle professioni associative.

Un primo successo del nuovo CoLAP è stato sicuramente quello di essere riusciti ad allargare la fruibilità del Fondo di Garanzia per le PMI anche i Professionisti, mettendo a disposizione così uno strumento che potrebbe incidere positivamente sulla nascita di nuovi studi professionali, sulla loro crescita e implementazione con positive ricadute occupazionali.

La Previdenza, in particolare per i soggetti afferenti alla Gestione Separata dell’INPS, è un tema di rilevante importanza perché incide sulla competitività, sulla concorrenza, sull’emersione del lavoro sommerso, sul senso di sicurezza e di fiducia verso il futuro.

In particolare, abbiamo già diffuso un appello al Governo per il blocco degli aumenti contributivi dei professionisti soggetti alla gestione separata dell’INPS previsti a partire dal 01.01.2014 e procederemo formulando proposte per una Riforma più complessiva del modello contributivo. Ma vogliamo parlare non solo della Gestione separata, ma anche dei rendimenti legati al PIL, che hanno tassi in negativo da anni. Quale futuro per i nostri professionisti sia essi liberi o dipendenti? E’ il momento di trovare risposta a questa domanda, di farla risuonare e di trovare una strategia per risolvere il problema.

Provvedimenti anticrisi: tutto il settore professionale associativo è fuori qualsiasi provvedimento di supporto, sostegno, fronteggiamento della crisi, noi paghiamo da soli il costo della crisi, delle difficoltà legate alla solvenza, dell’assenza di liquidità. Vorremmo che l’economia, la politica valorizzassero anche il nostro settore e considerassero lavoratori di serie A anche i professionisti associativi, soprattutto quelli liberi che pagano il costo dello Stato Sociale senza ricevere indietro quello che necessiterebbero.

L’attestazione di qualità rilasciata dalle Associazioni professionali richiede un lavoro di strutturazione interna alle associazioni, per farlo divenire uno strumento serio di tutela dell’utenza, e un lavoro di comunicazione e informazione esterno di rilevante importanza. Dobbiamo parlare con tutti gli stakeholder per promuovere il ruolo e l’importanza dell’attestazione per andare a selezionare il professionista giusto. Dobbiamo lavorare con le associazioni affinché l’attestazione diventi un reale strumento di verifica delle competenze, degli standard qualitativi e degli aspetti deontologici e di condotta che sono sempre più importanti nelle nostre professioni. Queste sono le frontiere delle professioni associative…

Il CoLAP 2.0 ha visto l’elezione di una nuova Presidente e di un rinnovato direttivo, come state lavorando ? Si sente soddisfatta del lavoro fatto finora e delle premesse per il futuro ? E quale il rapporto con la parte che si è staccata ?

Sì, sono molto soddisfatta di questa nuova squadra, è un giusto mix tra continuità e innovazione. Fin dal primo incontro del Consiglio Direttivo ho potuto rilevare l’entusiasmo, l’energia e la propositività che mi aspettavo, a volte un po’ eccessive, sarà mio compito arginarle ed organizzarle. Il nostro è un Consiglio del “FARE” che vuole esporsi e assumersi gli oneri di una classe dirigente responsabile che lavora per tutti e mai per il proprio individualismo. Abbiamo una gestione collegiale delle decisioni e questo ci rafforza e unisce. Certo abbiamo anche una bella varietà di professioni, di caratteri, di stili sarà mio compito far sì che questa diversità diventi la leva del nostro successo. Devo dire che come Presidenza e Consiglio Direttivo ci sarebbe piaciuto poter iniziare il nostro lavoro per le associazioni del CoLAP tuffandoci subito nelle proposte, negli incontri, nell’operatività, lo abbiamo fatto certo, ma abbiamo dovuto spendere anche molte energie per arginare tentativi inutili e dannosi di concorrenza interna poi divenuta esterna; trovarsi degli storici soci, partner, collaboratori di rilievo che fondano un’associazione concorrente, senza evidenziare differenze, distinzioni, ma per soddisfare chiaramente un’ esigenza personale di visibilità e gestione del potere non è stato facile da accettare e poi da superare. Il tentativo di scisma è fallito, poche associazioni, molte delle quali dormienti, hanno aderito al nuovo coordinamento, la politica della nuova associazione è di inutile rincorsa alle nostre attività, autorevolezza, iniziative; noi andiamo avanti e faremo come Usain Bolt, corriamo veloci andiamo avanti e solo al traguardo ci giriamo per vedere che siamo soli, gli altri sono rimasti troppo indietro!

Se dovesse scegliere un aforisma per rappresentare il suo futuro nel CoLAP e il futuro del CoLAP quale userebbe?

Visto che a volte mi accusano di essere femminista, io mi difendo dicendo che riconosco nelle donne delle capacità superiori che però non sono ancora ben utilizzate. Proprio perché la mia è anche una Presidenza di genere per fare una battuta direi “Per vedere dove è il successo guarda dal lato dove guardan le donne”.

 

Eugenio Rambaldi
Presidente ASSIREP – Associazione Italiana Responsabili ed Esperti di Gestione Progetti

SIAMO TUTTI PROJECT MANAGER… O QUASI ?

Non possiamo sapere come andrà a finire la crisi economica e lavorativa che attanaglia già da troppo tempo la nostra amata Nazione. Le ipotesi sono le più disparate: chi sostiene che la crisi è momentanea e si intravede già la luce in fondo al tunnel e chi invece ritiene che parlare di crisi passeggera è solo una illusione e che occorrerebbe invece prendere atto di un mutato scenario globale, di una nuova era, rispetto alla quale confrontarci seriamente per i diversi decenni futuri. In effetti la parola “crisi” deriva dal greco “separare in modo nette” (il grano dalla spiga) e quindi dovrebbe di per se rappresentare un evento momentaneo, come una crisi cardiaca, matrimoniale, bellica. Una crisi che si protragga per anni e anni non è più tale: è probabilmente un nuovo scenario, una nuova e mutata situazione socio-economica.

Ma una cosa invece è certa e la possiamo affermare forse tutti insieme e con convinzione: fermi non si può restare e occorre, con coraggio, determinazione, un pizzico di incoscienza e, soprattutto, tanta speranza …. provare a cambiare!!! E non è detto che il cambiamento sia per se foriero di una situazione migliore. Cambiare comporta infatti dei rischi.

E, poiché di routine non si può cambiare, occorre avviare e gestire al meglio dei nuovi “progetti” (dal latino pro iacere = essere protesi, proiettati verso qualcosa), intendendo qui con il termine progetto non l’accezione più utilizzata di disegno ma bensì “uno sforzo limitato nel tempo teso al raggiungimento di obiettivi desiderati, con vincoli di tempo, costo e qualità”. I nostri progetti saranno dunque una delle principali leve al cambiamento, sia esso un cambiamento innovativo o meno. Poi, dove realmente questi sforzi profusi verso mete gli obiettivi desiderati ci porteranno è cosa che scopriremo solo vivendo, come cantava il grande Lucio.

Proprio partendo da tali considerazioni, i futuri progetti pubblici e privati, profit e non-profit, dovranno, e direi anche per motivazioni di carattere etico, essere gestiti con la massima qualità possibile, ma soprattutto dovranno essere affidati alle cure di persone in grado di condurre tali progetti, con adeguate conoscenze, competenze e abilità, laddove i mandatari e/o committenti degli stessi avranno indicato. E gestire al meglio un progetto significa avviarlo, pianificarlo, eseguirlo, controllarlo e concluderlo nel modo migliore, possedendo adeguate conoscenze e competenze nell’utilizzo di metodi, tecniche e strumenti specialistici.

In tutto il mondo civilizzato alle persone in grado di gestire con competenza un progetto viene attribuito il titolo di “project manager” o, come è meglio definirle in Italia, di “Responsabili di Progetti” (di seguito solo RP).

Ebbene, non esistendo a mio avviso nessuna organizzazione pubblica o privata che non agisca, in modo più o meno frequente, per progetti, non esiste di conseguenza nessuna organizzazione che non debba individuare e nominare, al proprio interno o come collaboratori esterni, dei Responsabili di Progetto.

Ora, essendo tutti noi degli “esseri progettuali” si potrebbe dire che più o meno siamo tutti RP, almeno per quanto riguarda i nostri progetti di vita. Organizzare una cerimonia di matrimonio, trasferirsi in una nuova casa, cercare lavoro, avere un figlio, ecc. sono di certo dei progetti che per millenni l’umanità ha gestito basandosi solo su esperienza personale e buon senso. Ma quando i progetti assumono, rispetto alle variabili temporali, economiche e di utilizzo risorse, dimensioni notevoli, il solo buon senso personale non basta e occorre essere in possesso si conoscenze, competenze e abilità molto più evolute e professionali.

Per cause ataviche di natura culturale, sindacale, contrattuale, ecc. (cause che non intendo qui affrontare), per troppo tempo in Italia decine e decine di migliaia di persone hanno svolto de-facto, a livello lavorativo, il ruolo del RP, ma lo hanno svolto non vedendo riconosciuta tale propria importante e strategica professionalità, rientrando di certo la figura professionale del RP fra le professioni fino a pochi mesi fa definibili come non ordinistiche.

Ma finalmente tali professioni sono state sdoganate e riconosciute dalla recente legge 04-13 , dando vita alla nascita di Associazioni Professionali che potranno definire un proprio elenco di professionisti riconosciuti ed iscriversi ad un apposito registro gestito dal MISE.

Tali associazioni professionali potranno inoltre rilasciare ai propri associaci un “Attestato di qualificazione professionale” che avrà finalmente un valore legale, o per lo meno lo si potrà definire come attestato riconosciuto dalla Stato Italiano. Alle tradizionali professioni ordinistiche si andranno così ad affiancare le nuove “professioni associative”. E in alcuni casi, più che di professioni in senso tradizionale, con riferimento soprattutto ai professionisti intesi come lavoratori autonomi, si potrà parlare più propriamente di “professionalità” associative, nel senso che alcuni ruoli come il RP sono da considerarsi come ricopribili a pieno titolo da persone in possesso di una qualificazione o specializzazione aggiuntiva rispetto al proprio ruolo lavorativo o professionale, magari già ricoperto da anni (es. Ingegnere, architetto, analista programmatore, medico, ecc..). Questo anche considerando che la qualifica e il ruolo di RP sono, per loro stessa natura, momentanei, in quanto legati alla conduzione di un progetto che, in quanto tale, ha per definizione un inizio ma anche una fine. Quindi si può ricoprire il ruolo di RP anche per un limitato periodo di tempo durante il proprio percorso lavorativo e di carriera.

E proprio con riferimento alla sfidante legge 04-13, che nascono associazioni come Assirep (Associazione Italiana dei Responsabili ed Esperti di Gestione Progetto), con lo scopo di dare corpo agli elenchi professionali dei RP; così tutti coloro che, avendone i requisiti, ne faranno parte, potranno ambire a veder riconosciuta dai datori di lavori, dai committenti o dai clienti, la propria professionalità (in termini di conoscenze, competenze ed abilità) nella gestione dei progetti (project management).

Per quanto sopra specificato l’Attestato di qualificazione professionale come RP potrà valorizzare, e verrebbe da dire anche energizzare, trasversalmente, molti ruoli o professioni già da tempo riconosciute dal mercato e dai contratti nazionali del lavoro, andandosi a posizionare più come una specializzazione professionale di tali ruoli tradizionali che non come creazione di nuova famiglia professione di lavoratori autonomi o a partita iva.

Ciò permetterà di creare, per fare solo degli esempi, la figura professionale dell’Ingegnere-RP, del Medico-RP, del Ufficiale dell’Esercito-RP, del Rup (Responsabile Unico di Procedimento) -RP, ecc. Questo darà anche modo ad una associazione professionale dei RP di collaborare con altre associazioni, soprattutto con quelle già iscritte al Colap, per la definizione di Attestati di Qualificazione “congiunti” (es. Il Consulente RP, il Formatore RP, l’Archeologo RP) che non potranno che dare ancora più enfasi e professionalità a determinati ruoli. E anche la collaborazione con Ordini e Collegi potrà dare ottimi frutti, sempre che gli Ordini e Collegi cambino atteggiamento nei confronti di una legge (la 04-13) che inizialmente, durante i lavori di approvazione nell’iter parlamentare, hanno fortemente e, a mio modesto avviso, ciecamente osteggiato.

Termino ricordando che J.P.Sartre sosteneva che alla fine della fiera l’uomo altro non sarà che i propri progetti. Cerchiamo quindi questi nostri progetti di gestirli al meglio e soprattutto, per farlo, affidiamoci con fiducia a persone qualificatesi professionalmente nella gestione progetti.

 

Franco Del Conte
Vice Presidente AIPROS – Associazione Italiana Professionisti della Sicurezza

MA QUALE PROFESSIONISTA ?

Dal gennaio 2013, con l’approvazione della legge 4, il mondo delle professioni così come lo conoscevamo non esiste più!
L’uso indiscriminato di parole come professionalità, professione, professionista hanno contribuito a definire un modo di lavorare troppo spesso autoreferenziale e quasi sempre auto celebrativo: sono un professionista…, la mia sì che è un’attività professionale… gli spot promozionali più diffusi per riempirsi la bocca e promuoversi sul mercato del passaparola.
Ecco ci siamo: il mercato! Pochi sanno che la più che ventennale questione italiana della riforma duale delle professioni prende origine proprio per l’esigenza di affrontare e ridurre, se non proprio risolvere, la “asimmetria informativa” che da sempre caratterizza il rapporto tra il cliente ed il professionista o sedicente tale. Quest’ultimo infatti, in posizione dominante per conoscenza, abilità e competenza, troppo spesso ha indirizzato a suo favore lo stato di necessità del cliente. È a tutti nota la sudditanza psicologica indotta di fronte ad un avvocato, ad un medico ad un ingegnere a cui ci affidiamo, con fiducia assoluta garantita dallo Stato tramite il Ministero della Giustizia, per la tutela di diritti primari, beni costituzionali, quali la libertà, la salute, la sicurezza.
Ma allora tutte le altre professioni? Tutte le altre professioni non avevano ancora trovato una precisa collocazione giuridica fino a quando la potestà legislativa è passata dal Ministero della Giustizia al Ministero dello Sviluppo Economico.
Ma ancora oggi, l’entrata in vigore della L.4/2013 che purtroppo – con poca attenzione o per eccessiva fretta – ha un titolo Disposizioni in materia di professioni non organizzate a dir poco infelice, continua a suscitare non poche legittime perplessità nel cliente/consumatore/cittadino che cerchi di comprendere quali siano gli effettivi vantaggi nell’avere disciplinato le cosiddette “professioni non riservate”.
Abbiamo già visto che il cittadino/cliente per tutelare i propri diritti costituzionali sa di dover dare la propria fiducia solo a professionisti iscritti negli elenchi ed albi riservati agli ordini e collegi ed anche questi, per il DPR 137/2012, si sono fatti carico di alcune novità, tra le quali l’abolizione delle tariffe minime, la formazione continua per il professionista, l’obbligo di definire e preventivare la propria prestazione, l’obbligo di attivare una assicurazione RC. Fino a ieri superare l’esame di stato, voleva dire abilitare il professionista ad esercitare e stare sul mercato vita natural durante.

LE PROFESSIONI OGGI
1. ORDINISTICA (DPR 7 agosto 2012, n. 137)
2. ASSOCIATIVA (Art. 2 – Legge 14 gennaio 2013, n. 4)
3. AUTOREGOLAMENTATA (Art. 6 – Legge 14 gennaio 2013, n. 4)
4. CERTIFICATA (Art. 9 – Legge 14 gennaio 2013, n. 4)

Da gennaio scorso, anche le professioni non ordinistiche sono dunque normate: possono finalmente essere svolte da PROFESSIONISTI riconosciuti sul mercato perché agiscono ai sensi della Legge 4/2013 che ne disciplina il comportamento.
Non si può negare che una legge innovativa e così liberale avrebbe meritato una migliore comunicazione e maggiore visibilità: una certa confusione deriva dal fatto che tale professionista può decidere autonomamente come stare sul mercato e svolgere la propria attività in tre modi assai diversi tra loro: associato, certificato, autoregolamentato. Certo il mercato lo deve sapere e deve sapersi orientare nella scelta, alcune opportunità possono diventare effettivi vantaggi solo se a tutti note.
Al primo posto la tutela del consumatore!
Il professionista che intende esercitare richiamandosi alla legge 4, dichiara di lavorare nel rispetto del Codice del Consumo (Decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206), adottando, non potendo per legge essere altrimenti:
1. codici di condotta e di comportamento
2. un processo organico di controllo,
3. regole di autodisciplina in caso di contenzioso con il cliente.

Una prima possibilità è quella di affidarsi, con regole certe, alle associazioni professionali e ai professionisti associati; queste infatti, oltre a poter rilasciare un attestato relativamente agli standard qualitativi e di qualificazione professionale dei propri soci, devono:
1. promuovere la loro formazione permanente,
2. adottare un codice di condotta secondo il Codice del Consumo,
3. vigilare sulla loro condotta professionale,
4. stabilire ed applicare le eventuali sanzioni disciplinari
5. attivare uno sportello di riferimento per il cittadino consumatore in caso sorga un contenzioso con i propri soci.

Visto che, per legge, tali attestazioni non rappresentano un requisito necessario per l’esercizio dell’attività, ecco una seconda possibilità: il professionista autoregolamentato. Egli si presenta sul mercato semplicemente dichiarando che l’esercizio dell’attività professionale si svolge in conformità della Normativa Tecnica UNI applicabile nel caso di specie. In Italia, in cui la presenza attiva sul mercato ordinistico di millantatori che espongono titoli falsi è cosa nota, cosa mai potrà avvenire in un regime che si autoregolamenta da sé e con la sola minaccia sanzionatoria del Codice del Consumo???!!!
Ecco quindi la terza possibilità per il professionista del bricolage, quella del professionista certificato: correggere l“asimmetria informativa” del faidate con una bella certificazione: un bollino di tutela che gli Organismi di Certificazione possono rilasciare a qualunque professionista, anche non iscritto ad alcuna associazione.
Quale professionista, tra l’associativo, l’autoregolamentato e il certificato, fornisce la maggiore e migliore tutela per il consumatore/cliente?
Da decenni sono un accanito sostenitore del ruolo proattivo delle associazioni professionali ma oggi ancor di più con la L.4!
Intanto perché le associazioni professionali e le forme aggregative sono tenute a pubblicare nel proprio sito web, secondo criteri di trasparenza, correttezza e veridicità, gli elementi informativi che presentano utilità per il consumatore e che, con assunzione di responsabilità dei rappresentanti legali, le medesime informazioni sono comunicate al Ministero dello sviluppo economico e da quest’ultimo pubblicate nel proprio sito internet.
Se il valore aggiunto delle associazioni professionali è, da sempre, la capacità di cogliere anche i segnali deboli provenienti dal mercato che, messi a fuoco dal dialogo continuo con i propri soci, vanno oltre la cogenza di legge, sanno cogliere le best practice senza trascurare le bad practice, scovano i punti di forza per inseguire il miglioramento continuo e l’eccellenza, oggi, assistono ed accompagnano il socio nelle forme previste dalla Legge, possono inoltre ricorrere a forme aggregative a cui, con atto volontario di grande trasparenza, delegano i requisiti di terzietà richiesti da un mercato che vuole essere meno asimmetrico per il consumatore.
A mio parere sono questi gli argomenti vincenti del professionista associativo: una filiera organica e strutturata di vigilanza e controllo argomentata, credibile e super partes. Il professionista si affida alla propria associazione di riferimento con un atto di fiducia iniziale, la credibilità dell’associazione e la sua autorevolezza sul mercato si fonderà quindi sulla trasparenza e correttezza dei comportamenti associativi.

Menu Mangiapresto

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Buongiorno amici ed amiche,
oggi come primi piatti vi delizieremo con Pasta e Fagioli, Pasta al Forno, Tagliatelle alla Donna Carmela e Zuppa Cicoria e Ceci, come secondi piatti potrete gustare Spezzatino con Patatine Novelle e Bocconcini di Pollo all’Arancia, alla piastra Hamburger, Petto di Pollo, Arrosto e Salsicce e, se non vi basta, anche Caprese,Mozzarella Fresca, Provola Fresca di Agerola e Fiordilatte Fresco di Agerola, il tutto accompagnato da contorni di Patatine Novelle, Friarielli e Contorni Lessi e dalle nostre immancabili Insalatone e, per concludere il pranzo in bellezza, da non perdere la nostra Frutta fresca.

Vi aspettiamo numerosi e vi auguriamo una buona giornata :-DDDDD

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L’ Associazione Sofia al Convegno sulla terra dei fuochi

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L’ Associazione S.O.F.I.A. Onlus, statutariamente ispirata anche alle
gravi tematiche forti della salute pubblica,
ha partecipato al Convegno “ SICUREZZA, ECOLOGIA E LEGALITA’ “
,tenutosi in data 30 Ottobre, presso l’ Istituto Comprensivo “A. Custra” di Cercola.
Il Convegno è stato organizzato dal Dirigente Scolastico Prof. Domenico
Toscano il quale ha rivolto i saluti all’ Amministrazione Comunale di Cercola nella persona del Sindaco Avv. Vincenzo Fiengo , nonché alle numerose Associazioni e Fondazioni intervenute.Affidati i compiti in qualità di moderatore, allo stesso Dirigente
Scolastico, si sono succeduti gli innumerevoli
interventi tra cui il Prof . Giulio Tarro Virologo, noto per i suoi libri
sulla Campania Terra dei Veleni, dott. Antonio Marfella, Tossicologo-Oncologo, Istituto Nazionale Pascale di Napoli , componente del Consiglio
Direttivo ISDE , dal dott. Vincenzo Palumbo ,Università Federico II di
Napoli , delegato del lavoro sommerso,contraffazione e danni ambientali, dott. Gennaro Sguro, Presidente A.I.A.C.

(Associazione Internazionale Apostolato Cattolico),Sofia Bianco, Presidente Associazione S.O.F.I.A. Onlus (Sostegno Operativo Famiglie Italiane Assistite),
Prof Antonio Turco,Presidente Fondazione Ibsen, Gabriele Ottaiano,
Presidente Accademia “Paduano” di Cercola,
dott. Nicola Di Frenna, Coordinatore Problematiche Ambientali, Prof.
Iasevoli Gennaro, psicologo, docente presso
la Facoltà Parthenope, Avv. Gianluca Iaione, Presidente della Sicurezza.-
Questo incontro è il primo di un percorso di “educazione” ambientale, a
seguito di un ciclo di incontri , a cadenza mensile,
svolti su indicazione del Prof. Gennaro Sguro, sulla drammatica vicenda dei
roghi e dello sversamento illegale dei rifiuti
industriali e tossici, legata all’ inammissibile aumento dei tumori sul
territorio tra Napoli e Caserta.
La scelta di pianificare il convegno è dettata dalla precisa volontà di
dedicare il tempo necessario alla comprensione,
all’ approfondimento e alla elaborazione di una risoluzione su questi
annosi e dannosi avvenimenti.
Ci interessiamo al problema solo quando scoppia “l’emergenza rifiuti” o
quando vediamo la nostra spazzatura che riempie le strade delle città, ben poco immaginando che questa “emergenza” è quasi ventennale e rappresenta
solo la parte visibile del problema, la meno rilevante.

Data la complessità dell’argomento, mentre il dott. Vincenzo Palumbo ha
illustrato l’annoso problema della
contraffazione del cibo e dei danni ambientali, il Prof. Giulio Tarro si è
dedicato alla comprensione delle effettive
dimensioni del fenomeno, i suoi punti critici e le sue origini, molte
regioni
del nord Italia sono pulite” perché le scorie
sono sepolte nelle nostre campagne o nei nostri fondali marini.
L’Avv. Gianluca Iaione ha esaminato gli aspetti patologici che la pratica
di sversamento e rogo comporta sull’ ambiente, sulle persone e sulla salute pubblica.
La Sig. Sofia Bianco, Presidente dell’ Associazione S.O.F.I.A. Onlus, non
solo ha voluto sensibilizzare tutti i cittadini presenti
a partecipare e prendere coscienza di un problema che, se non risolto,
lasceremo in eredità ai nostri figli, ma anche e
soprattutto a sviluppare azioni concrete di difesa e di denuncia di questa
pratica delinquenziale che, a noi campani,
coinvolge maggiormente, indirizzando a questo scopo tutte le energie
virtuose del nostro territorio.
Ed infine il dott. Antonio Marfella, oncologo del Pascale, studioso della
Terra dei fuochi e in prima linea nella battaglia contro
i roghi tossici, ha esortato la platea a stare attenti in quanto la
situazione è molto più grave al punto di fare attenzione a ciò che
mangiamo. E il fatto che ora quei prodotti, coltivati su quelle terre non sono
prodotti sicuri. Ora il problema della Terra dei fuochi, grazie a don Maurizio Patriciello,
alle centinaia di volontari che si stanno battendo
per salvare la Terra dei fuochi, sta emergendo in tutta la sua gravità e se
ne
parlerà finalmente in Senato in quanto è stata disposta un’inchiesta.
Ora c’è la fuga dalle responsabilità. Inoltre c’è chi vuole la botte piena
e la moglie ubriaca. Ossia i terreni adibiti a coltivazione
nonostante l’alto tasso di inquinamento. La verità è che la moglie,
parafrasando il proverbio, di questo passo non è più ubriaca ma avvelenata.
E di veleni si muore,come si evince dalle migliaia di persone che soffrono
e
che vedono da un giorno all’ altro spegnersi un proprio familiare con il
cancro”.

Germania, da oggi sul passaporto anche il “terzo sesso”

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Da oggi il passaporto dei tedeschi avrà una terza designazione, oltre a quella classica di M per maschio e F per femmina: la X per intersessuale. È in vigore  infatti la nuova legge, varata il 7 maggio scorso, che riconosce ufficialmente l’esistenza del terzo sesso, in altri termini gli ermafroditi, il cui genere non sarà più lasciato in bianco nel certificato di nascita bensì rilevato nella nuova categoria «sesso indeterminato». La norma prevede che l’intersessuale possa, in qualsiasi momento, scegliere di farsi classificare ufficialmente come maschio o femmina.

Carrelli elevatori, targa obbligatoria

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Per uscire dall’area privata di una ditta per le comuni operazioni di carico e scarico della merce i carrelli elevatori dovranno essere immatricolati e muniti di targa. Per quelli già autorizzati alla circolazione saltuaria, invece, arriva una procedura ad hoc molto semplificata. Lo ha chiarito il Ministero dei trasporti con la circolare n. 26363 del 25 ottobre 2013.
La questione della circolazione stradale saltuaria dei muletti a forca abilitati al carico dei mezzi pesanti risente delle vicende di un codice stradale ormai irriconoscibile per le troppo modifiche intervenute nel tempo. L’utilizzo del carrello elevatore nelle strade fino a qualche mese fa risultava disciplinato dal decreto del Ministero dei trasporti 28/12/1989. In pratica, la motorizzazione poteva autorizzare una circolazione saltuaria di queste macchine operatrici, previa verifica di una serie di condizioni tecniche. A differenza di tutti gli altri veicoli, quindi, anche senza immatricolazione, il muletto poteva impegnare certe strade in presenza di traffico ed operare nel rispetto del codice stradale. Dal 10 giugno scorso, con la circolare n. 14906 il Ministero ha, invece, cambiato orientamento.

Cure garantite agli stranieri

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Assistenza sanitaria piena agli stranieri in attesa di regolarizzazione. Infatti, si potranno iscrivere al servizio sanitario nazionale con il codice fiscale provvisorio in attesa che venga definita la domanda di sanatoria ed esibendo all’Asl (azienda sanitaria locale) la ricevuta della domanda di emersione ricevere un certificato sostitutivo della tessera sanitaria. Lo precisa il ministero dell’interno nella nota prot. 6635/2013 sciogliendo la riserva formulata un anno fa nella circolare n. 6561/2012, in cui aveva escluso l’iscrizione all’Ssn di questi lavoratori stranieri in attesa di regolarizzazione.

Il cambio di indirizzo è arrivato a seguito di una circolare del ministero della salute in cui è previsto che il cittadino straniero, in attesa della conclusione della procedura di regolarizzazione, si possa comunque iscrivere all’Ssn con il codice fiscale provvisorio (numerico di 11 cifre), attribuito dall’Agenzia delle entrate sulla base dei dati trasmessi dal ministero dell’interno e che sarà convertito in normale codice fiscale a conclusione della procedura di regolarizzazione presso gli sportelli unici per l’immigrazione.

All’asta diamante più grande del mondo (Orange) e il più caro (Pink star)

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Il 13 novembre Sotheby’s batterà all’asta il diamante rosa più costoso al mondo: la ‘Stella rosa‘ (Pink star). Il giorno prima Christie’s batterà all’asta il diamante arancione più grande del mondo: The Orange,  con un prezzo stimato tra 17 e i 20 milioni di dollari (14-16 milioni di euro).

Per quanto riguarda ‘Stella Rosa’ (Pink star) , invece, avrà un prezzo di partenza di 60 milioni di dollari (49 milioni di euro). Se la casa d’aste raggiunge il prezzo richiesto, la vendita farà guadagnare circa 5 milioni di dollari per grammo (o 1 milione per carato).

David Bennett, presidente della sezione gioielli di Sotheby’s per l’Europa e il Medio Oriente, ha detto che il diamante appartiene “ai più grandi tesori naturali della Terra”. Il diamante rosa, di forma ovale, montato su un anello, misura 2,69 cm per 2,06 cm e pesa 11,92 grammi; fa parte della sezione ‘Magnifici gioielli’ di Sotheby’s.

Kenya: stuprata a 16 anni resta paralizzata. 6 uomini condannati a tosare un prato

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Una ragazza di 16 anni, Liz, viene stuprata da sei uomini, che la picchiano. Lei finisce sulla sedia a rotelle con la spina dorsale spezzata, loro vengono condannati a tagliare l’erba del prato del commissariato di polizia.
Per questo centinaia di donne sono scese in strada a Nairobi, in Kenya, con tamburi, fischietti e sventolando biancheria intima: hanno chiesto giustizia per Liz.
E la mobilitazione si è fatta internazionale: con l’hashtag #Justice4Liz in tre settimane oltre un milione e 300mila persone da tutto il mondo hanno firmato la petizione lanciata online dagli attivisti del gruppo Avaaz, che chiede che gli assalitori siano processati e che sia avviata un’indagine sui poliziotti che li hanno liberati.

Legge stabilità, sos Cgia: “Nel 2014 pagheremo 1,1 miliardo in più di tasse”

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Con la legge Stabilità, nel 2014 gli italiani pagheranno 1,1 miliardi di euro di tasse in più. A dirlo è l’Ufficio studi della Cgia di Mestre che ha calcolato l’impatto economico riconducibile agli effetti di tutte le nuove voci fiscali introdotte. Nel 2015 e nel 2016, invece, secondo la Cgia le cose dovrebbero andare molto meglio se si eviterà la riduzione delle agevolazioni fiscali grazie al taglio della spesa.

A fronte di poco più di 6 miliardi di euro di nuove entrate tributarie a cui si aggiungono 65 milioni di entrate extra tributarie e altri 135 milioni di riduzione dei crediti di imposta, nel 2014 gli italiani saranno chiamati a versare allo Stato complessivamente 6,227 miliardi di euro di nuove imposte. Per contro, ‘godranno’ di una riduzione delle tasse e dei contributi da versare all’Erario per un importo pari a 5,119 miliardi di euro.

Pertanto, la differenza tra i 6,227 miliardi di nuove imposte e i 5,119 miliardi di minori tasse dà come risultato 1,108 miliardi di euro. “A nostro avviso – dichiara il segretario degli Artigiani di Mestre, Giuseppe Bortolussi – il risultato è sottostimato. Corriamo il pericolo che il saldo sia più pesante. Secondo i tecnici del Governo, la Trise, vale a dire il nuovo tributo sui servizi, dovrebbe farci risparmiare un miliardo di euro rispetto a quanto pagavamo di Tares e di Imu. Un vantaggio economico che, purtroppo, rischia di essere eroso dall’azione dei Sindaci. I Comuni, infatti, avranno un’ampia discrezionalità nell’applicazione della Trise ed è molto probabile che ne inaspriranno il prelievo per lenire le difficoltà economiche in cui versano, con evidenti ripercussioni negative per i bilanci delle famiglie e delle imprese”.

Analizzando le singoli voci si nota che tra le maggiori entrate spiccano i 2,6 miliardi di euro relativi alle svalutazioni dovute alle perdite dei crediti. Si tratta di maggiori entrate legate al mutamento delle regole che disciplinano il trattamento fiscale delle perdite e delle svalutazioni dei crediti delle banche e delle imprese che operano nel settore finanziario e assicurativo. Le novità normative permetteranno in futuro di ottenere dei risparmi di imposta, consentendo a queste imprese di dedurre le perdite in cinque anni. Altri 940 milioni di euro saranno incassati dall’incremento del bollo sul dossier titoli, mentre 804 milioni di euro saranno garantiti dalla rivalutazione dei beni delle imprese.