30 Ottobre 2026, venerdì
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Masterpiece, il talent letterario per autori in cerca di «personaggi»

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Muoia l’autore, viva l’opera. Gli antichi romani – gente che se ne intendeva – la pensavano esattamente così: ciò che è scritto vale più di chi l’ha scritto, tanto più che gli sopravvivrà. Devono pensarla diversamente gli autori di Masterpiece, primo talent show per aspiranti scrittori che ha esordito domenica notte su Rai3.

E la sanno lunga: in un’Italia che ha smesso di leggere da qualche decennio, i libri che funzionano meglio sono quelli pensati per un pubblico di non lettori. A un romanziere, prima che abile creatore di personaggi, tocca essere lui stesso personaggio, altrimenti non ti spiegheresti lo scouting selvaggio di «penne» con un vissuto forte dietro le spalle, prodigiosi affabulatori televisivi, fulminanti battutisti da talk show. Succede nelle grandi case editrici, succede a Masterpiece: il primo concorrente ad accedere alla finale è il 34enne Lilith Di Rosa, stesso nome del demone femminile della tempesta delle antiche leggende mesopotamiche che molto più modestamente fa l’operatore televisivo. Ha scritto un «Russian Roulette» che è un diario di esperienze vissute «sulla strada» prima che un romanzo vero e proprio. Ha debiti fin troppo evidenti con i vari maledettismi novecenteschi, a partire dall’esplicitamente citato John Fante che, a detta sua, «aveva toccato gli inferi ma non ci si era seduto come modestamente mi ci sono seduto io». Se non altro non ha deficit di autostima, questo Bukowski de noantri. Arriva in finale dopo aver superato, prova dopo prova, Romina Questa, 43enne livornese operaia che scrive in pausa pranzo e concepisce l’autobiografico «Il segreto della Quercia», nel quale una pianta si reincarna in una ragazza e finisce in catena di montaggio (sic). Ancora più dietro Marta Zanni che in «Vittoria!» ha raccontato la sua battaglia vinta contro l’anoressia e Antonio Landino, disoccupato 53enne palermitano autore de «Il premio finale», reduce da 13 anni trascorsi in carcere. Tutti curricula che avrebbero fatto impallidire un modesto impiegato tutto scartoffie e immaginazione come Franz Kafka. Nessuno di loro ha stupito per le proprie doti di narratore, ma anche nel prosieguo della competizione abbiamo ragione di credere che varrà fino a un certo punto: qui chi scrive deve valere di più di quel che scrive.

Proprio quest’idea di mescolare l’arte col mestiere, la letteratura con la televisione, l’alto col basso deve aver fatto infuriare la sfera dei social network – in larga parte popolata da potenziali concorrenti del programma – che ha sparato a zero contro il format. In casa Rai però se ne preoccupano il giusto: secondo il comunicato di scuderia, il debutto della trasmissione «è stato seguito con estremo interesse anche dalla stampa internazionale come “The New York Times” e “The Guardian”: 5,14% di share e quasi 700mila spettatori in una fascia particolarmente ricca di proposte – sport, informazione e intrattenimento – come la seconda serata di domenica». Tocca vedere se l’entusiasmo sarà lo stesso nelle domeniche in cui giocherà la Serie A. E se i toni enfatici e la sintassi televisiva del programma, a tratti farraginosa, terranno botta fino in fondo. Nessuno prima d’ora ha fatto un talent letterario, probabilmente perché un libro è meglio leggerlo che farselo raccontare dalla Tv. Ma nell’Italia post letteraria del 2013 possiamo riuscirci: qui il libro ci interessa meno dell’autore. Sempre meno.

 

Cure dentali low cost, un decalogo per la tutela dei consumatori

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Con la crisi economica sono già 600.000 gli italiani che si sono affidati al dentista low cost, spesso anche all’estero. L’accademia italiana di odontoiatria protesica ha pertanto elaborato un decalogo che spiega ai cittadini come riconoscere una protesi eseguita a regola d’arte e tutelarsi da prestazioni a basso costo, il cui risparmio è solo apparente. Attenzione anche ai necessari tempi biologici, ordine e pulizia degli studi, certificazioni e assistenza post intervento.  Anche nell’ambito della salute dentale, quindi, sembra valere la vecchia regola del “Chi più spende meno spende”: un lavoro eseguito con materiali di alta qualità e metodiche innovative, durerà sicuramente di più nel tempo, evitando al paziente di doversi sottoporre a futuri interventi correttivi e consentendogli così un risparmio nel lungo termine. Inoltre, valgono poi le regole dettate dal buon senso. I pazienti devono, infatti, prestare particolare attenzione ai tempi: gli interventi, specialmente quelli più complessi, richiedono diversi passaggi, nel rispetto dei cosiddetti tempi biologici dei tessuti su cui si opera e delle caratteristiche dei materiali. Occorre esigere le dovute attestazioni, perché l’assistito ha diritto a richiedere sempre garanzia, certificazione dei materiali impiegati e lotti di provenienza per accertarsi che siano prodotti di qualità. Anche pulizia, ordine e sterilità dello studio, elementi imprescindibili per l’esecuzione di interventi a regola d’arte, possono aiutare il paziente a farsi un’idea di come il professionista approcci il lavoro. Infine, informarsi sull’assistenza post intervento: il paziente protesico inizia, al termine del lavoro, un nuovo percorso in cui si sottoporrà a sedute di igiene orale periodiche e a controlli del decorso dell’intervento.

Dati fiscali trasparenti nella Ue

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Scambio automatico e obbligatorio di dati fiscali nei paesi Ue per combattere l’evasione internazionale. Si partirà nel 2015 con cinque categorie di informazioni, relative all’anno 2014: redditi da lavoro, compensi corrisposti ai dirigenti, polizze vita, pensioni e proprietà immobiliari (con i rispettivi redditi). Se un manager residente in Francia lavora in Italia, quindi, l’amministrazione finanziaria dovrà inviare ai «colleghi» transalpini l’ammontare dei redditi percepiti dal soggetto. La stessa cosa che farà il fisco tedesco con Roma se un contribuente italiano detiene un immobile locato in Germania. In nessun caso potrà essere opposto il segreto bancario alla tax authority che procede alla raccolta di elementi da trasmettere all’amministrazione estera. E dal 2017 toccherà anche a dividendi, plusvalenze e royalty. Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri uno schema di decreto legislativo in materia di cooperazione amministrativa nel campo fiscale. Il provvedimento dà attuazione della Direttiva 2011/16/UE che abroga la direttiva 77/799CEE e stabilisce le norme e le procedure relative allo scambio con le autorità competenti degli Stati membri dell’Unione europea delle informazioni rilevanti in materia di imposte di qualsiasi tipo riscosse da o per conto dell’amministrazione finanziaria. In base alla direttiva (si veda ItaliaOggi del 18 dicembre 2012) ogni stato membro, su richiesta dell’autorità richiedente, sarà obbligato a trasmettere le informazioni pertinenti in suo possesso relative a casi di presunta evasione fiscale. Per procurarsi le informazioni o condurre l’indagine amministrativa richiesta dall’estero, l’autorità dello stato interpellato dovrà procedere come se agisse per conto proprio o su richiesta di un’altra autorità del proprio paese.

Il Notariato: il mattone traino della ripresa

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«La priorità, in questo momento, per la nostra categoria è la ripresa economica della nazione, e tutte le nostre ultime iniziative vanno in questa direzione. Perché ovviamente la ripresa economica riguarda tutti e tutte le categorie professionali. E riguarda in particolare il Notariato, il quale sta subendo le conseguenze di una crisi senza precedenti del settore immobiliare, che costituisce una parte importante della nostra professione. Negli ultimi cinque anni la nostra attività, in termini di volumi di affari, è calata del 50%». Così Maurizio D’Errico, da pochi mesi alla guida del Consiglio nazionale del Notariato, presenta il 48° Congresso nazionale, in programma oggi o domani presso lo Sheraton Roma Hotel & Conference Center e dedicato proprio al tema della «Proprietà dell’abitazione: risparmio familiare, tutela dei diritti e ripresa economica». Per la categoria centrale è la propria funzione di sussidiarietà anche nel settore immobiliare: «Stiamo lavorando su proposte», spiega, «che vanno nella direzione di sostenere l’edilizia, cercando di privilegiare meccanismi di trasferimento dove si parte dal godimento di un bene per arrivare poi alla titolarità, dando certezza a chi subentra in questo meccanismo contrattuale («rent to buy», ndr). Questo per far sì che si possa immediatamente riattivare il mercato immobiliare, dando la possibilità a tutti di entrare in casa, ma anche facendo ripartire l’attività economica dell’imprenditore-costruttore, che oggi ha moltissimo invenduto». A Roma, dove oggi interverrà anche il ministro della giustizia, la categoria si confronterà anche al suo Sul fronte della riforma delle professioni, il presidente del Consiglio nazionale del Notariato sottolinea che «un grande percorso è stato fatto». «Per esempio», ricorda, «dal punto di vista dell’assicurazione siamo stati i primi a partire. A questo si unisce il nostro impegno per i praticanti: abbiamo chiesto una riduzione della pratica, ci è stata accordata a 18 mesi e negli ultimi 6 mesi durante i corsi universitari, e questa la riteniamo una conquista. Poi, c’è il discorso forse più importante della formazione, che noi facciamo da gennaio con un nuovo regolamento, che tiene conto di tutti gli aspetti della professione, con migliaia e migliaia di ore l’anno a livello nazionale, e questo è pure un aspetto molto importante».

Ryanair lancia i posti pre-assegnati e i biglietti a orario flessibile

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Biglietti a orario flessibile e posti pre-assegnati. Ryanair risponde alla sfida del rallentamento della crescita ispirandosi alla sua concorrente più temibile: easyJet. Ieri, durante una conferenza stampa a Londra, Micheal O’Leary, direttore generale della compagnia low cost irlandese, ha annunciato il lancio, nel corso del primo trimestre del 2014, del biglietto a orario modificabile all’ultimo minuto, rivolto alla clientela d’affari. Un’iniziativa che si ispira direttamente a quella lanciata con successo un anno fa dalla compagnia britannica easyJet e che prevede tariffe flessibili per chi viaggia per lavoro e affari. Sempre ispirandosi a easyJet, Ryanair proporrà dal prossimo febbraio dei posti preassegnati e introdurrà un forfait famiglia, che garantirà ai bambini il diritto a un bagaglio senza supplemento. Novità che si aggiungeranno al ritocco al ribasso dei supplementi tariffari più invisi ai clienti della compagnia, come il costo di registrazione dei bagagli da stiva, che sarà portato da 60 a 30 euro.

Hugh Jackman, cerotto sul naso e annuncia: “Ho un cancro alla pelle”

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“Ho un cancro alla pelle”. Hugh Jackman, attore australiano e interprete di Wolverine, personaggio di X Men, ha annunciato su Instagram con un cerotto sul naso di avere un carcinoma basocellulare. Un semplice controllo a cui l’ha obbligato la moglie Debora Lee Furness e che ha permesso una diagnosi per l’attore ed un trattamento.
La star di film d’azione, nominato all’Oscar per il ruolo di Jean Valjean nel musical Les Miserables, ha raccomandato ai suoi follower di farsi controllare segni sospetti sulla pelle e di usare crema solare, scrivendo su Twitter:
“Deb mi ha imposto di farmi controllare il segno sul naso. E aveva davvero ragione! Avevo un carcinoma basocellulare non siate incoscienti come me”.
L’attore non precisa tuttavia quando ha avuto la diagnosi, quando ha ricevuto il trattamento, né in quale fase di trattamento si trova. Il carcinoma basocellulare è la forma più comune di cancro alla pelle, con quasi 300 mila casi diagnosticati ogni anno nella sola Australia. Di solito si sviluppa sulla pelle esposta al sole, come la testa, il collo e il dorso delle mani, è particolarmente comune sul viso e sul naso. Le persone che usano lettini abbronzanti sono quelle a più alto rischio.

Non riusciva a pagare Imu: imprenditore toscano smantella capannone dell’azienda

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Non ce la faceva a pagare l’Imu, 80mila euro: per questo Alberto Rocchi, consigliere comunale a Cascina (Pisa) e imprenditore, ha smontato il capannone industriale a Ponsacco, sede della propria azienda ma ormai vuoto da anni.
“Le mie aziende sono ferme, ha spiegato Rocchi al Corriere Fiorentino. Sono in difficoltà economica, avevo un’attività in Romania che non posso più seguire. Non ho scelta, devo cercare di salvare il salvabile. Ho deciso di cominciare a risparmiare sull’Imu”.
“Ho smontato il capannone, Era costruito con materiali prefabbricati. Era molto grande, migliaia di metri quadri. Era affittato ad un’azienda che è fallita e così è rimasto vuoto per cinque anni. Cosa dovevo fare…Ho pensato di renderlo simile a una tettoia. Invece di spendere 80 mila euro ne pagherò un decimo”.
Solo che non tutto finisce qui. L’imprenditore ha stoccato i duecento pannelli del capannone in un’area non sua. Sono arrivati polizia municipale e carabinieri. Rocchi dice di aver presentato una Scia al Comune per comunicare il deposito temporanea dei materiali. Ma le verifiche sono in corso.

Conto corrente: vai a firmare prima di Natale. La banca te lo chiude

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Conti correnti: vai a firmare, prima di Natale. La banca te lo chiude. Telefonata mattutina a casa dalla banca. “Prego signor correntista – sollecita il cortese funzionario – deve venire in sede a mettere qualche firma e soprattutto fornire tutte le informazioni mancanti, dall’identità anagrafica al lavoro svolto. Faccia presto mi raccomando, non è una semplice formalità burocratica, diciamo entro il 20 dicembre, prima di Natale, altrimenti rischia che il primo gennaio 2014 non potrà prelevare contanti perché nel frattempo le abbiamo chiuso il conto. Lo dica anche a suo figlio e sua nuora perché sono cointestatari e ci servono anche le loro firme”.
Non si contano le telefonate di questo tenore in questi giorni: gli istituti di credito devono mettersi in regola con le leggi anti-riciclaggio, per questo devono aggiornare i data-base, raccogliere tutti i dati ed esser pronti a rispondere a eventuali richieste di accertamento tributario sui clienti. Entro e non oltre quest’anno. Per cui, compatibilmente con i tempi di lavoro di ciascuna banca, prima delle vacanze di Natale.
Ma perché questa improvvisa urgenza? Gli istituti, in effetti, sono obbligati già dal 2008 al controllo dell’identità, del titolare effettivo e della natura e scopo “dei rapporti continuativi”. Ovvero a chiedere tutti i dati all’intestatario e all’utilizzatore di un conto corrente e perché quel conto venga usato. Ma la norma ha prodotto di fatto una zona grigia: perché se tutti i controlli previsti sono stati fatti per i conti aperti dopo il 2008 la situazione è più complessa per i conti correnti aperti in precedenza.
Nel 2012 il governo Monti ha corredato la norma del 2007 con un’aggiunta, quella appunto della chiusura del conto corrente dal primo gennaio 2014 in caso di documentazione incompleta. In precedenza, invece, la norma si limitava a una generica richiesta a “mettersi in regola in tempi rapidi”.

Lo Stato vende quote del Tesoro per 12 miliardi: in Eni, Enav, Fincantieri…

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Dismissioni per 12 miliardi: il Tesoro mette in vendita le quote pubbliche in Eni, Stm, Cdp Reti, Tag, Grandi stazini, Enav, Fincantieri e Sace. Spera così di far cassa e mettere a tacere le critiche dell’Unione Europea alla Legge di stabilità, considerata da Bruxelles insufficiente per ridurre il debito pubblico e tagliare il deficit italiano.
Da subito queste privatizzazioni dovrebbero portare nelle casse dello Stato tre miliardi in più da destinare alla spesa per gli investimenti, scrive Enrico Marro sul Corriere della Sera.
Le otto società interessate sono, appunto, il colosso energetico Eni, di cui il Tesoro detiene il 30,1% e di cui Cassa depositi e prestiti gestisce il risparmio postale; Stm, holding italo-francese partecipata dal Tesoro al 50%; Grandi Stazioni, società che gestisce le stazioni italiane, per il 60% di proprietà di Ferrovie dello Stato; Fincantieri, tra i leader della cantieristica mondiale, per il 99,3% di Fintecna (Cdp); Cdp; Tag, società per l’89% di Cdp; Sace, società per l’assicurazione dell’export interamente nelle mani di Cdp; Enav, ente che controlla il traffico aereo, interamente nella mani del Tesoro; Cdp Reti, veicolo di investimento al 100% di Cdp.
Il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, ha parlato di “privatizzazioni che vedranno la vendita di quote di società pubbliche senza andare a toccare la quota di controllo delle stesse. Unica eccezione per il Gruppo Sace (assicurazione del credito e protezione degli investimenti) dato che non esistono in Europa gruppi assicurativi di crediti alle imprese che siano prevalentemente pubblici”.
Di Sace e Grandi stazioni il Tesoro metterà sul mercato il 60%, di Enav e Fincantieri il 40%, di Cdp Reti il 50%, di Eni il 3%. In Eni, però, il Tesoro manterrà una partecipazione pubblica complessiva superiore alla soglia Opa del 30%. Questo perché Eni, nel luglio 2012, ha deliberato un piano di riacquisto (buy-back) di azioni proprie fino a un massimo del 10% del circolante che, una volta portato a termine, porterà la quota pubblica dall’attuale 30,1% a poco più del 33%.

Valutazione paesaggistica su impianti eolici: rileva la visione complessiva del paesaggio

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Il giudizio di incidenza ambientale per opere che si manifestano nella loro imponenza (impianti eolici) deve considerare anche gli effetti che queste opere provocherebbero sulla visione complessiva del paesaggio.
Con la sentenza n. 2213 dell’11 novembre 2013, il T.a.r. Salerno ha riconosciuto la legittimità del parere negativo, rilasciato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali, alla realizzazione di un progetto per la realizzazione di un impianto da fonte rinnovabile.

In particolare la vicenda riguardava la costruzione di un impianto eolico di 9 aerogeneratori per un potenza complessiva pari a 27 Mw che ricadeva, per quanto riguarda le opere di connessione, in zone vincolate ai sensi dell’articolo 142 comma 1 lett. c), g), h), del d.lgs. 42/2004 (Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio).
La ricorrente riteneva viziato il parere poiché, tra l’altro, la Soprintendenza non avrebbe indicato i valori paesaggistici della zona tutelati ai sensi del d.lgs. 42/2004 che sarebbero stati compromessi dalla realizzazione di questo impianto.
Il T.a.r. non ha condiviso le censure della ricorrente sottolineando come in presenza di opere che si manifestano nella loro imponenza e per questo sono immediatamente percepibili e riconoscibili come corpi estranei al contesto territoriale al quale accedono, il giudizio di incidenza paesaggistica deve valutare (i) sia l’incidenza delle opere sulle aree direttamente soggette a vincolo; (ii) sia la potenzialità delle opere in questione di alterare la visione del paesaggio come si è consolidato nella storia e secondo natura.

Quindi ad avviso del T.A.R. il parere negativo della Soprintendenza era del tutto legittimo poiché ha correttamente valutato “… non solo il grado di incidenza che le opere assumerebbero su beni direttamente vincolati, sui quali le stesse insisterebbero, ma anche gli effetti che tali opere provocherebbero sulla visione complessiva del paesaggio. In definitiva, laddove le opere, sebbene non coinvolgano direttamente beni ed aree sottoposte a vincolo, sono tuttavia suscettibili – per natura, struttura e dimensioni – di interferire sulla visione di tali beni ed aree, la valutazione d’incidenza paesaggistica, per essere completa ed esaustiva, non può prescindere anche da un attento esame di questa circostanza”.

In conclusione, considerato che queste opere, per struttura e dimensioni, sono in grado di mutare la percezione visiva del paesaggio, vi è un elevato rischio di compromissione del vincolo, quantunque esso ricada su beni ed aree non interessate direttamente dal progetto.