Quattro giorni tra Parigi, Lourdes e l’Alsazia, poi il ritorno a Roma. Ma è sul volo che riporta il Papa in Vaticano che il viaggio apostolico in Francia trova una delle sue sintesi politiche e culturali più nette. Leone XIV affronta i temi che attraversano l’Europa, dalla crescita dei movimenti di estrema destra alla corsa al riarmo, dalla guerra tra Russia e Ucraina alle incognite legate all’intelligenza artificiale. E indica un criterio che torna nelle sue parole con insistenza: la centralità della persona, della sua dignità e della vita umana.
«L’estrema destra non è espressione del cristianesimo»
Il passaggio più diretto riguarda l’avanzata dell’estrema destra in Europa. Il Pontefice prende come riferimento anche la Germania e la crescita di formazioni come Alternative für Deutschland, sottolineando il rischio che determinate posizioni politiche vengano associate a una forma di religiosità.
«La crescita dei gruppi di estrema destra» in Germania e in altre parti dell’Europa e del mondo, osserva Leone XIV, ha portato alla comparsa di «espressioni che combinano tali posizioni politiche con una certa forma di religiosità». Una sovrapposizione che, aggiunge, «a giudizio non solo mio ma anche dei vertici delle Chiese cattolica e protestante in Germania, non rappresenta un’autentica espressione del cristianesimo».
Il richiamo del Papa è dunque al Vangelo come criterio di riferimento, al di là delle strumentalizzazioni politiche della fede. «Dobbiamo tornare ai valori del Vangelo», afferma, collocando il tema nel più ampio dibattito europeo sull’identità, sull’inclusione e sul rapporto tra religione e politica.
È un passaggio che si inserisce nella più ampia insistenza di Leone XIV sulla sacralità della vita e sulla dignità della persona, principi che, nel suo intervento, non vengono confinati alla dimensione religiosa ma diventano il punto di partenza per affrontare le grandi questioni del presente.
Intelligenza artificiale, «le preoccupazioni vanno prese sul serio»
Tra i temi affrontati durante il viaggio c’è anche quello dell’intelligenza artificiale, una delle trasformazioni tecnologiche destinate a incidere più profondamente sul lavoro, sull’economia e sulle relazioni sociali.
Il Papa invita a non liquidare le preoccupazioni espresse dagli esperti. «Ritengo che le preoccupazioni sollevate da molti esperti e specialisti di IA debbano essere prese sul serio», afferma. E aggiunge di non ritenere che si tratti di «fake news», come qualcuno avrebbe sostenuto «nel tentativo di ottenere vantaggi finanziari o di altro tipo».
Ancora una volta il punto non è il rifiuto della tecnologia, ma la necessità di governarne gli effetti. Per Leone XIV, l’innovazione non può essere separata dalle responsabilità che comporta e dalla tutela della persona.
Il riarmo e la guerra: «Sedersi e dialogare»
Il Pontefice torna poi su uno dei temi più insistenti del suo viaggio: la guerra e il crescente ricorso agli armamenti.
Dall’Alsazia aveva già rivolto un appello all’Europa a non affidare la propria sicurezza esclusivamente alla logica del riarmo. Nel volo verso Roma ribadisce quella posizione e individua nel dialogo l’alternativa alla spirale della tensione.
«Tutti stanno cercando una voce che possa offrire un altro cammino», spiega, indicando una strada diversa da quella di «investire più sulle armi», perché questa scelta «promuove più e più la tensione» e può condurre «all’esplosione di un’altra guerra, di un altro conflitto».
Il riferimento alla guerra in Ucraina è esplicito. La Chiesa, sostiene Leone XIV, ha la responsabilità di promuovere «i valori della dignità umana, dell’importanza della vita», sostenendo investimenti nella salute e nell’educazione invece che negli armamenti.
E soprattutto deve continuare a invitare al confronto. «Invitando continuamente i leader, come in Russia e in Ucraina e in altri Paesi, a venire, a sedersi, a dialogare, a cercare come risolvere i problemi senza continuare queste guerre che non hanno più senso», dice il Papa.
Non una formula diplomatica, dunque, ma una linea che Leone XIV presenta come coerente con la missione della Chiesa: creare spazi di dialogo anche quando il confronto politico appare bloccato.
Il saluto di Mattarella: «Rispetto, inclusione, solidarietà»
A chiudere idealmente il viaggio francese arriva anche il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Nel salutare il rientro del Pontefice, il Capo dello Stato sottolinea come, «dal cuore dell’Europa», Leone XIV abbia saputo «ravvivare nell’animo di donne e uomini di buona volontà da tutto il mondo» i propositi di «rispetto reciproco, inclusione, solidarietà e pacifica convivenza».
Mattarella richiama quindi la necessità di trasformare questi principi in un impegno concreto per il bene comune, con particolare attenzione alla dignità della persona e ai più fragili. Un messaggio che si intreccia con il filo conduttore delle parole pronunciate dal Papa durante il viaggio: in un’Europa attraversata da guerre, tensioni politiche e profonde trasformazioni tecnologiche, la difesa della dignità umana resta, per Leone XIV, il punto dal quale ripartire.