3 Ottobre 2026, sabato
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Starship prova a conquistare l’orbita: per SpaceX è il test della svolta

Dopo tredici voli suborbitali, il sistema composto da Super Heavy e Ship affronta per la prima volta una missione orbitale. A bordo anche satelliti Starlink operativi. Il volo dovrebbe durare circa dieci ore, con sei orbite attorno alla Terra prima del rientro nell’Oceano Pacifico.

È il momento della prova più ambiziosa. Starship, il gigantesco sistema di lancio sviluppato da SpaceX per aprire la strada alle future missioni verso la Luna e, in prospettiva, Marte, affronta per la prima volta un test orbitale. Il lancio è previsto per lunedì 28 settembre e segna un passaggio importante nel programma della società di Elon Musk: fino a oggi, infatti, tutti i tredici test precedenti erano rimasti nell’ambito dei voli suborbitali.

La missione porta così Starship a un livello diverso di complessità. Il sistema è composto dal booster Super Heavy e dalla navetta Ship, destinata a diventare il vero protagonista delle future missioni nello spazio profondo. Per la prima volta, l’obiettivo non sarà soltanto raggiungere una quota elevata e verificare il comportamento del veicolo durante il volo, ma entrare effettivamente in orbita.

La quota prevista è di circa 275 chilometri. Una volta completata la fase di lancio e raggiunta la traiettoria orbitale, Ship dovrà proseguire la propria missione per diverse ore. Il programma prevede sei orbite intorno alla Terra, per una durata complessiva di circa dieci ore, prima della conclusione del volo con un possibile ammaraggio nell’Oceano Pacifico.

C’è poi un altro elemento che rende questa missione particolarmente significativa. A bordo non ci saranno soltanto strumenti destinati a raccogliere dati sul comportamento del veicolo. Starship trasporterà anche satelliti Starlink autentici, che dovranno essere rilasciati durante il volo. È un ulteriore passo verso l’utilizzo del sistema come piattaforma spaziale capace non soltanto di raggiungere l’orbita, ma anche di trasportare e mettere in servizio carichi reali.

Il test rappresenta quindi un banco di prova cruciale per SpaceX. Le missioni precedenti hanno permesso di accumulare esperienza sul funzionamento di un sistema estremamente complesso, affrontando progressivamente problemi e difficoltà. Il passaggio al volo orbitale introduce però nuove variabili e soprattutto richiede che le diverse componenti della missione funzionino in sequenza, dal lancio all’inserimento in orbita, fino al rilascio dei satelliti e al rientro.

È proprio questa concatenazione di operazioni a trasformare il nuovo volo in qualcosa di più di un semplice test. Se le diverse fasi procederanno secondo programma, SpaceX avrà compiuto un ulteriore passo verso l’obiettivo di fare di Starship un sistema di trasporto spaziale riutilizzabile e ad alta capacità.

Il traguardo finale resta molto più lontano. Starship è stata concepita per missioni che vanno ben oltre l’orbita terrestre, con un ruolo centrale nei futuri programmi lunari e nelle ambizioni di esplorazione di Marte. Prima di arrivare fin lì, però, il veicolo dovrà dimostrare di saper operare nello spazio in modo affidabile.

Le circa dieci ore previste per questo primo volo orbitale racchiudono dunque una sfida decisiva. Non si tratta soltanto di arrivare nello spazio, ma di rimanerci abbastanza a lungo da verificare il comportamento della navetta, completare le operazioni previste e tornare sulla Terra. Per Starship, la vera partita comincia adesso.

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