23 Ottobre 2026, venerdì
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Attacco hacker all’Fbi, rubati i dati personali di migliaia di dipendenti

L’agenzia federale americana indaga sulla violazione del portale utilizzato per le candidature di lavoro. Nel mirino sarebbero finiti indirizzi privati, numeri di Social Security e informazioni relative agli incarichi. Gli hacker minacciano di pubblicare i dati online

È una falla che rischia di trasformarsi in un caso di enorme portata per la sicurezza del governo americano. Un gruppo di hacker criminali avrebbe sottratto una vasta quantità di dati personali sensibili riconducibili a dipendenti, ex dipendenti e candidati dell’Fbi. A riferirlo è il New York Times, secondo cui le informazioni compromesse potrebbero riguardare decine di migliaia di persone.

Tra i dati finiti nelle mani degli aggressori ci sarebbero indirizzi di abitazione, numeri di Social Security, informazioni personali e dettagli relativi agli incarichi ricoperti all’interno dell’agenzia federale. Un insieme di informazioni particolarmente delicato, soprattutto perché riguarda un apparato investigativo che opera in prima linea nella sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

La violazione sarebbe avvenuta attraverso il portale utilizzato dall’Fbi per raccogliere le candidature di chi aspira a entrare nell’agenzia. Il gruppo ShinyHunters, che ha rivendicato l’attacco, sostiene di essere riuscito ad accedere ai dati delle persone che hanno presentato domanda per lavorare all’Fbi. Gli hacker hanno inoltre minacciato di diffondere il materiale sottratto sul web.

A quasi una settimana dalla rivendicazione, tuttavia, l’Fbi non ha ancora concluso la ricostruzione dell’attacco. Gli investigatori stanno cercando di stabilire con precisione come sia avvenuta l’intrusione, quali sistemi siano stati effettivamente compromessi e soprattutto quale sia il numero reale delle persone coinvolte. Anche la consistenza del materiale nelle mani degli hacker resta quindi da verificare.

In un memorandum interno diffuso venerdì, i vertici dell’agenzia hanno definito l’accaduto un incidente di cybersicurezza e hanno riconosciuto il furto di informazioni personali relative al proprio personale. Una formulazione che fotografa la gravità della situazione senza ancora fornire un quadro definitivo dell’operazione.

La preoccupazione non riguarda soltanto la possibile pubblicazione dei dati. Informazioni come un indirizzo di casa, un numero di Social Security o dettagli sull’attività professionale possono infatti essere utilizzati per campagne di phishing, furti d’identità, truffe mirate o forme più sofisticate di ingegneria sociale. Nel caso di dipendenti di un’agenzia come l’Fbi, il rischio assume una dimensione ulteriore: dati apparentemente ordinari possono diventare strumenti per individuare, avvicinare o intimidire persone che lavorano per l’apparato federale.

Per questo l’Fbi ha invitato il proprio personale a mantenere la massima attenzione, sia sul luogo di lavoro sia nella vita privata. Ai dipendenti è stato chiesto di segnalare eventuali contatti o minacce inattese, di evitare di rispondere a chiamate provenienti da numeri sconosciuti e di adottare ulteriori precauzioni per proteggere le proprie comunicazioni.

Tra le indicazioni figura anche quella di utilizzare caselle vocali con messaggi generati dall’intelligenza artificiale. Una misura che riflette un problema sempre più attuale nella sicurezza informatica: la disponibilità di dati personali può rendere più credibili i tentativi di impersonificazione e facilitare attacchi costruiti su misura per la vittima.

L’agenzia ha annunciato inoltre una serie di briefing virtuali nelle prossime settimane per fornire al personale ulteriori informazioni sulla violazione e sulle misure di sicurezza da adottare.

L’episodio riporta così al centro una delle questioni più delicate della sicurezza digitale americana: la protezione dei dati non rappresenta più soltanto un problema tecnico, ma una componente essenziale della sicurezza delle istituzioni. E quando nel mirino finisce un’agenzia come l’Fbi, anche un portale apparentemente periferico, come quello dedicato alle candidature, può diventare una porta d’ingresso verso una quantità di informazioni estremamente preziose.

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