3 Ottobre 2026, sabato
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Omicidio Regeni, tre 007 egiziani condannati a dieci anni

A dieci anni dal sequestro e dalla morte del ricercatore italiano al Cairo, la Corte d’Assise di Roma riconosce la responsabilità di tre agenti dei servizi segreti egiziani. Assolto il quarto imputato. Per Magdi Ibrahim Abdelal Sharif la Procura aveva chiesto l’ergastolo

Dieci anni dopo, arriva una sentenza che riporta il caso di Giulio Regeni al centro dell’aula di giustizia. La Corte d’Assise di Roma ha condannato a dieci anni di carcere tre agenti dei servizi segreti egiziani ritenuti responsabili del sequestro del ricercatore italiano, rapito al Cairo nel gennaio 2016 e ritrovato morto giorni dopo, con sul corpo i segni delle torture.

La stessa pena è stata inflitta ai colonnelli Uhsam Helmi e Athar Kamel Mohamed Ibrahim e al maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif. Per quest’ultimo la Procura aveva sollecitato la condanna all’ergastolo. È stato invece assolto il generale Tariq Sabir, anch’egli appartenente ai servizi segreti egiziani e imputato nel processo celebrato in Italia.

La decisione arriva a dieci anni da quei giorni drammatici che hanno segnato non soltanto la storia personale di una famiglia, ma anche i rapporti tra Italia ed Egitto. Regeni, giovane ricercatore friulano impegnato in un dottorato all’Università di Cambridge e interessato al movimento sindacale egiziano, scomparve al Cairo il 25 gennaio 2016. Il suo corpo fu ritrovato il 3 febbraio lungo una strada alla periferia della capitale.

Le indagini condotte negli anni hanno

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