3 Ottobre 2026, sabato
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Carburanti, Appendino attacca il governo: «Sconti tardivi, servono price cap ed extraprofitti»

La deputata M5S contesta i ribassi annunciati da Eni e IP: «Non è una misura strutturale, ma una delega alle compagnie». Nel mirino anche le differenze tra distributori e il rischio di nuove tensioni per tassisti e autotrasportatori.

La riduzione dei prezzi dei carburanti annunciata da Eni e IP non basta a chiudere la partita sul caro benzina. È questa, in sintesi, la posizione di Chiara Appendino, deputata del Movimento 5 Stelle, che contesta l’entusiasmo con cui il governo ha accolto i ribassi e chiede invece interventi strutturali per contenere il costo dei rifornimenti.

«Il governo esulta per i ribassi decisi da Eni e IP, ma c’è poco da ringraziare», sostiene Appendino in una nota. Il punto, secondo la parlamentare, è soprattutto temporale: se per ottenere una riduzione dei prezzi è stato sufficiente fare leva su una grande partecipata statale, perché, si chiede, sono trascorsi mesi prima di arrivare a questo risultato?

Un’attesa che, nella ricostruzione della deputata M5S, ha avuto un costo concreto per famiglie e imprese, costrette a fare i conti con prezzi elevati alla pompa mentre le misure annunciate dal governo procedevano tra rinvii e interventi giudicati insufficienti.

Per Appendino, dunque, la riduzione attuale non rappresenta una soluzione strutturale. Al contrario, sarebbe il segnale di una difficoltà del governo a intervenire direttamente sul mercato. «Una delega in bianco alle compagnie», la definisce la parlamentare, secondo cui sono ora i grandi marchi a determinare non soltanto l’entità degli sconti, ma anche dove applicarli e per quanto tempo.

Una situazione che, sempre secondo la deputata, rischia di produrre una nuova frammentazione dei prezzi sul territorio. Le differenze tra distributori potrebbero aumentare la pressione sui gestori indipendenti, mentre le categorie maggiormente esposte al costo dei carburanti, dai tassisti all’autotrasporto, continuano a chiedere risposte.

Il tema, per Appendino, non è quindi soltanto quello di ottenere qualche centesimo in meno al litro, ma di costruire un meccanismo capace di intervenire sul prezzo in maniera stabile. «Ogni centesimo risparmiato alla pompa è ossigeno per i cittadini», osserva, ma l’intervento attuale viene liquidato come una sorta di «saldi di fine stagione», destinati a non incidere sulle cause profonde del problema.

La proposta del Movimento 5 Stelle si muove lungo due direttrici. La prima è l’introduzione di un price cap, cioè un tetto al prezzo, sulla scia di quanto già sperimentato o annunciato in altri Paesi europei. La seconda riguarda la tassazione degli extraprofitti realizzati dalle aziende del settore energetico durante la crisi, con l’obiettivo di destinare quelle risorse alla riduzione del costo dei carburanti.

È soprattutto su questo secondo punto che Appendino invita il governo a non arretrare. La deputata rivendica una posizione sostenuta dal M5S da mesi e mette in guardia dall’eventualità che gli sconti annunciati possano diventare il pretesto per accantonare definitivamente il tema degli extraprofitti.

«Non devono neanche azzardarsi a trasformare questo sconto in un alibi per archiviare la tassa sugli extraprofitti», conclude la deputata pentastellata.

Lo scontro, dunque, resta aperto. Da una parte il governo rivendica l’effetto immediato dei ribassi annunciati dalle compagnie. Dall’altra, il Movimento 5 Stelle considera quelle riduzioni soltanto un intervento temporaneo e chiede regole più stringenti per incidere in modo permanente sul prezzo dei carburanti.

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