Una revisione ampia, ambiziosa e destinata a incidere in profondità sulle abitudini degli automobilisti italiani. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha messo sul tavolo quindici proposte chiave per aggiornare il Codice della strada, avviando una consultazione con oltre cento tra associazioni e operatori del settore. L’obiettivo è dichiarato: coniugare esigenze di mobilità e sicurezza, rendendo le norme più aderenti alla realtà contemporanea.
Tra le novità più discusse emerge l’ipotesi di abbassare a 17 anni l’età per conseguire la patente B, in linea con le direttive europee da recepire entro il 2027. Il percorso sarebbe progressivo: già a 16 anni si potrebbe guidare accompagnati per fare pratica, mentre una volta ottenuta la patente si aprirebbe anche la possibilità di condurre veicoli commerciali leggeri. Una misura che si inserisce in un più ampio tentativo di affrontare la carenza di autotrasportatori, semplificando anche l’accesso alla professione: per guidare camion non sarebbe più necessaria la Cqc, ma basterebbe un corso di qualificazione iniziale.
Sul fronte delle sanzioni, il Mit punta a un sistema più equo e proporzionato. Le multe per eccesso di velocità verrebbero rimodulate secondo criteri di progressività: più si supera il limite, più cresce l’importo. In autostrada, ad esempio, si ipotizzano 10 euro per ogni chilometro orario oltre il limite: chi viaggia a 140 km/h su un limite di 130 pagherebbe 100 euro, mentre a 170 km/h la sanzione salirebbe a 400 euro. Nei centri urbani, con limiti a 50 o 30 km/h, la tariffa scenderebbe a 5 euro per chilometro in eccesso.
Particolare attenzione è riservata agli utenti più vulnerabili della strada. Si prevede un rafforzamento delle tutele per ciclisti, rider e motociclisti, insieme a nuove regole per i cicli a propulsione, che potrebbero essere soggetti all’obbligo di casco e contrassegno identificativo. Per i motociclisti si studiano anche soluzioni operative: in caso di traffico intenso o incidenti, potrebbe essere consentito l’utilizzo controllato della corsia di emergenza, senza mai ostacolare i mezzi di soccorso.
Un altro intervento significativo riguarda la lotta ai veicoli privi di assicurazione. Il sistema di controllo verrebbe potenziato attraverso l’incrocio delle banche dati della Motorizzazione, introducendo un vero e proprio “divieto di marcia digitale”. In caso di mancata regolarizzazione, al primo controllo scatterebbe il sequestro immediato del mezzo.
Tra le ipotesi più innovative figura anche l’introduzione del sorpasso a destra in autostrada, limitatamente alle arterie a tre corsie e nell’ambito della circolazione per file parallele. Una modifica che punta a fluidificare il traffico, allineando l’Italia a modelli già diffusi in altri Paesi europei.
Infine, cambia la destinazione delle risorse derivanti dalle sanzioni. Il 70% dei proventi verrebbe vincolato all’ente proprietario della strada per interventi di sicurezza e manutenzione, mentre il restante 30% andrebbe agli enti accertatori per finanziare le attività di controllo e notifica.
Il cantiere è aperto e il confronto con gli stakeholder sarà decisivo. Ma la direzione è chiara: costruire un Codice della strada più moderno, più giusto e soprattutto più sicuro.
