Per Andrea Sempio gli ultimi mesi non sono stati segnati soltanto dagli interrogatori, dalle nuove indagini sul delitto di Chiara Poggi e da un’attenzione mediatica ormai costante. Anche la sua vita quotidiana ha subito una brusca battuta d’arresto.
Nel giro di poco tempo, infatti, il 38enne si è ritrovato senza la casa in cui viveva e, a fine agosto, perderà anche il lavoro. Due vicende formalmente distinte dall’inchiesta sul delitto di Garlasco, ma che, secondo quanto riportato da diverse fonti di stampa, sarebbero state condizionate anche dal clima di pressione e notorietà che si è creato intorno alla sua figura.
Il lavoro che finisce con il cambio di gestione
Il prossimo 31 agosto Sempio dovrebbe essere licenziato insieme ad altri tre dipendenti del negozio di telefonia nel quale lavora. La ragione indicata è un cambio di gestione dell’attività, che comporterà una riorganizzazione del personale.
La situazione, tuttavia, potrebbe non essere definitiva. Sempio, secondo le indiscrezioni riportate dalla stampa, spererebbe infatti di poter essere riassunto dal nuovo proprietario. A pesare sulla decisione potrebbero essere anche le conseguenze dell’enorme esposizione mediatica legata al suo coinvolgimento nella seconda inchiesta sulla morte di Chiara Poggi.
Non si tratta, dunque, di un licenziamento formalmente motivato dall’indagine, ma il nuovo contesto potrebbe rendere meno semplice la sua permanenza nel negozio. La presenza di giornalisti e curiosi e l’attenzione concentrata sulla sua persona potrebbero spingere la nuova gestione a scegliere un organico diverso.
Prima il mancato rinnovo dell’affitto
Il lavoro non è l’unico punto fermo venuto meno. Qualche mese fa Sempio ha infatti dovuto lasciare anche l’appartamento che aveva preso in affitto a Voghera, in provincia di Pavia.
Il proprietario avrebbe deciso di non rinnovare il contratto. Anche in questo caso, secondo quanto riferito dalla stampa, il problema sarebbe stato soprattutto il clamore che si era creato intorno all’inquilino: giornalisti appostati nei pressi dell’abitazione e una presenza crescente di persone interessate alla vicenda avrebbero finito per creare disagi agli altri residenti.
Una situazione che avrebbe reso complicata la normale convivenza condominiale e portato alla scelta di non proseguire il rapporto di locazione.
Sempio è così tornato a vivere con i genitori. Una soluzione che, in questo momento, gli consente anche di restare vicino alla madre Daniela Ferrari, dimessa dall’ospedale circa due settimane fa dopo il ricovero avvenuto a metà giugno.
Il conto umano dell’inchiesta
Sul piano giudiziario, intanto, il calendario continua a scorrere. Il 28 settembre è fissato il termine ultimo per la chiusura delle indagini relative al nuovo filone investigativo sull’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007.
La scadenza potrebbe rappresentare un passaggio decisivo: qualora la Procura ritenga conclusi gli accertamenti e confermi l’impianto accusatorio, potrebbe chiedere il rinvio a giudizio di Sempio. A quel punto sarebbe il giudice dell’udienza preliminare a dover valutare gli sviluppi successivi del procedimento.
Nel frattempo, però, c’è una dimensione meno visibile dell’inchiesta: quella della vita di tutti i giorni. La casa persa, un lavoro che sta per finire, il ritorno nella famiglia d’origine e una quotidianità inevitabilmente condizionata dall’interesse pubblico.
A quasi vent’anni dal delitto di Garlasco, mentre la vicenda giudiziaria torna al centro dell’attenzione, per Sempio il peso dell’indagine sembra dunque riflettersi anche ben oltre le aule giudiziarie. Con una domanda, per ora senza risposta, che riguarda il prossimo futuro: se riuscirà a ritrovare almeno un po’ di quella normalità che, nell’ultimo anno, è diventata sempre più difficile da conservare.

