L’estate europea del 2026 entra di diritto negli annali del clima: giugno e luglio sono stati i mesi più caldi mai registrati nel continente. A certificarlo è Copernicus, il servizio climatico dell’Unione Europea, che fotografa una realtà ormai sempre meno eccezionale e sempre più strutturale. La temperatura media dell’Europa occidentale ha raggiunto i 21,62°C, superando il precedente record stabilito appena quattro anni fa, nel 2022.
Il dato europeo si inserisce in un quadro globale altrettanto preoccupante. Il 2026, finora, si colloca al terzo posto tra gli anni più caldi mai registrati, subito dietro al 2024 e al 2025. Ma la corsa al primato è tutt’altro che chiusa: secondo gli esperti, la crescente intensità del fenomeno El Niño potrebbe spingere quest’anno a superare ogni record precedente o quantomeno ad avvicinarsi pericolosamente alla vetta.
A rendere il quadro ancora più allarmante è la temperatura degli oceani. Nel mese di luglio, infatti, la superficie dei mari — escludendo le aree polari — ha toccato il valore medio più alto mai registrato: 20,96°C, superando il precedente record del 2023 (20,89°C). Un incremento apparentemente minimo, ma significativo in termini climatici, che conferma la tendenza al surriscaldamento degli ecosistemi marini. Anche in questo caso, il contributo di El Niño nel Pacifico equatoriale ha avuto un ruolo determinante, amplificando un trend già in atto da anni.
Nel frattempo, l’Italia si prepara a vivere un Ferragosto all’insegna del caldo estremo. L’espansione dell’anticiclone subtropicale sul Mediterraneo porterà un’ulteriore impennata delle temperature, con valori massimi compresi tra i 36 e i 38°C in molte città del Centro-Nord e nelle Isole Maggiori. Roma, in particolare, potrebbe sfiorare i 39°C, confermandosi tra le capitali europee più colpite dall’ondata di calore.
Più che un’anomalia, quella di quest’estate appare ormai come una nuova normalità climatica: un segnale inequivocabile di un sistema che cambia rapidamente, con conseguenze sempre più tangibili per ambiente, economia e salute pubblica.
