16 Agosto 2026, domenica
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Paralimpiadi Milano-Cortina 2026, Parigi diserta l’apertura: nessun rappresentante del governo francese

La ministra dello Sport Marina Ferrari annuncia il boicottaggio istituzionale contro la riammissione di atleti russi e bielorussi: “Un segnale politico chiaro”. La decisione potrebbe estendersi anche alla chiusura del 15 marzo.

Un segnale politico, netto e inequivocabile, destinato a pesare sul clima dei Giochi. La Francia non invierà alcun rappresentante governativo alla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi di Giochi Paralimpici Invernali Milano-Cortina 2026. La scelta, annunciata in serata dalla ministra dello Sport Marina Ferrari, è una presa di posizione ufficiale contro la riammissione di atleti russi e bielorussi alla manifestazione.

Non si tratta di un boicottaggio sportivo — gli atleti francesi saranno regolarmente presenti — ma di un’assenza istituzionale dal forte valore simbolico. “Nessun rappresentante del governo parteciperà”, ha chiarito Ferrari, lasciando intendere che la decisione potrebbe valere anche per la cerimonia di chiusura prevista il 15 marzo a Cortina.

Il nodo politico: la riammissione di Mosca e Minsk

Al centro della frattura diplomatica c’è la questione, mai del tutto sopita, della presenza di sportivi provenienti da Russia e Bielorussia nelle competizioni internazionali dopo l’invasione dell’Ucraina. Negli ultimi mesi, una parte del movimento sportivo internazionale ha riaperto alla possibilità di ammettere atleti dei due Paesi sotto bandiera neutrale e a determinate condizioni.

Una scelta che continua a dividere governi e opinioni pubbliche. Parigi, fin dall’inizio del conflitto, ha sostenuto una linea di fermezza nei confronti di Mosca e Minsk, allineandosi alle posizioni più rigorose in ambito europeo. L’assenza alla cerimonia inaugurale rappresenta dunque una forma di dissenso politico che evita di colpire direttamente gli atleti, ma che mira a sottolineare il disaccordo con le decisioni delle autorità sportive internazionali.

Un precedente che pesa

Non è la prima volta che la diplomazia entra nelle arene olimpiche e paralimpiche. Nella storia recente, le competizioni internazionali sono state spesso terreno di scontro simbolico tra Stati, con boicottaggi, esclusioni e partecipazioni sotto bandiera neutrale a scandire le crisi geopolitiche.

La mossa francese si inserisce in questa tradizione, ma con una sfumatura diversa: non un boicottaggio totale, bensì un’assenza mirata ai momenti istituzionali di massima visibilità. Una strategia che consente di salvaguardare l’impegno sportivo degli atleti senza rinunciare a un messaggio politico.

Le possibili ricadute sui Giochi italiani

Per l’Italia, Paese ospitante, la decisione francese apre un fronte delicato. I Giochi di Milano-Cortina puntano a essere una vetrina di unità e inclusione, in linea con lo spirito paralimpico. Un’assenza governativa di peso rischia tuttavia di trasformare la cerimonia inaugurale in un palcoscenico attraversato da tensioni internazionali.

Resta da capire se altri Paesi seguiranno l’esempio di Parigi o se la scelta resterà isolata. Molto dipenderà dalle modalità definitive con cui verrà regolata la partecipazione degli atleti russi e bielorussi e dal contesto geopolitico nei mesi che precederanno l’evento.

Intanto, la Francia ha tracciato la sua linea: presenza sportiva sì, legittimazione politica no. Un equilibrio sottile, destinato a far discutere fino all’accensione del braciere paralimpico.

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