29 Giugno 2026, lunedì
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Coppa Italia, Lazio e Atalanta si annullano: 2-2 di fuoco all’Olimpico

Semifinale d’andata spettacolare ma senza vincitori: biancocelesti avanti due volte con Dele-Bashiru e Dia, la Dea risponde con Pasalic e Musah. Bergamaschi premiati dalla loro resilienza, Lazio beffata nel finale.

Quattro gol, ritmo alto e continui ribaltamenti emotivi. Ma nessun vincitore. La semifinale d’andata di Coppa Italia tra Lazio e Atalanta si chiude con un pirotecnico 2-2 che lascia tutto aperto in vista del ritorno. Allo Stadio Stadio Olimpico, in un’atmosfera insolitamente rarefatta sugli spalti, la squadra biancoceleste assapora due volte il gusto del vantaggio senza riuscire a difenderlo. Dall’altra parte la Dea conferma la propria identità: carattere, organizzazione e una resilienza che le consente di rialzarsi immediatamente dopo ogni colpo subito.

Partenza bruciante, Atalanta subito pericolosa

L’avvio è tutto di marca nerazzurra. L’Atalanta aggredisce la partita con aggressività e verticalità, mettendo subito pressione alla difesa laziale. Il primo squillo arriva con Mario Pašalić, che si inserisce con i tempi giusti creando apprensione. Pochi minuti dopo la Dea trova anche la via della rete con Nikola Krstović, ma l’esultanza dura lo spazio di un controllo VAR: l’assist di Davide Zappacosta è viziato da fuorigioco e il vantaggio viene annullato.

La Lazio prova allora a riorganizzarsi e risponde affidandosi alla qualità di Daniel Maldini, grande ex della serata, che accende le prime fiammate offensive dei padroni di casa. Ma è ancora l’Atalanta a sfiorare il colpo grosso: Zappacosta si libera sulla fascia e lascia partire un destro potente che si stampa sulla traversa, facendo tremare l’Olimpico.

Ripresa scatenata: botta e risposta continuo

Dopo un primo tempo intenso ma senza reti, la gara esplode nella ripresa. Bastano due minuti alla Lazio per rompere l’equilibrio: Maldini dialoga nello stretto con Fisayo Dele-Bashiru, che si inserisce centralmente e batte Marco Carnesecchi con un elegante pallonetto. È il 47’, e la partita sembra mettersi in discesa per i biancocelesti.

L’illusione però dura pochissimo. L’Atalanta reagisce con la freddezza delle squadre mature e appena quattro minuti più tardi trova il pareggio: ancora Pašalić si fa trovare pronto in area e firma l’1-1 al 51’, ristabilendo immediatamente l’equilibrio.

Il ritmo resta alto ma, con il passare dei minuti, la partita entra in una fase più spezzettata. I cambi da entrambe le panchine spezzano il ritmo e la tensione sembra gradualmente calare. È solo un’impressione.

Finale da brividi

Quando il match sembra destinato a chiudersi in parità, la Lazio trova il nuovo vantaggio. All’87’ Boulaye Dia approfitta di un errore difensivo proprio di Pašalić e riporta avanti i padroni di casa, facendo esplodere una gioia che pare decisiva.

Ma l’Atalanta non smette di crederci. Due minuti più tardi la squadra bergamasca colpisce ancora: Yunus Musah trova lo spazio giusto e firma il definitivo 2-2, il suo secondo gol nel giro di tre giorni, gelando l’Olimpico e premiando la caparbietà nerazzurra.

Tutto rimandato al ritorno

Il pareggio lascia la semifinale completamente aperta. La Lazio recrimina per non aver saputo gestire due vantaggi, mentre l’Atalanta torna a Bergamo con la consapevolezza di avere ancora una volta dimostrato solidità mentale e capacità di reazione.

L’unica nota stonata per i nerazzurri riguarda le condizioni di Giorgio Scalvini, costretto a uscire per un problema al ginocchio che sarà valutato nelle prossime ore.

Il verdetto è dunque rimandato alla gara di ritorno. Se il copione dovesse essere lo stesso dell’andata, lo spettacolo è garantito.

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