15 Agosto 2026, sabato
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Depistaggio nel caso Cucchi, la Cassazione assolve il colonnello Sabatino

Annullata senza rinvio la condanna a un anno e tre mesi: “Il fatto non costituisce reato”. Rigettati o dichiarati inammissibili gli altri ricorsi

La parola fine, almeno per uno dei protagonisti processuali, la mette la Corte di Cassazione: il colonnello dei carabinieri Lorenzo Sabatino è stato assolto dall’accusa di depistaggio nell’ambito del procedimento legato alla morte di Stefano Cucchi, il 31enne romano deceduto il 22 ottobre 2009, una settimana dopo l’arresto.

I giudici della Suprema Corte hanno annullato senza rinvio la condanna a un anno e tre mesi inflitta in secondo grado, accogliendo il ricorso della difesa e recependo la linea della Procura generale, che aveva sollecitato l’annullamento “perché il fatto non costituisce reato”. Una formula piena, che chiude definitivamente la posizione del colonnello.

La svolta in Cassazione

La decisione ribalta il verdetto della Corte d’Appello di Roma, che aveva ritenuto Sabatino responsabile di depistaggio nel complesso filone processuale sulle presunte omissioni e alterazioni successive ai fatti che portarono alla morte di Cucchi.

Secondo il procuratore generale presso la Cassazione, la sentenza di condanna presentava profili di “contraddittorietà e illogicità”, tali da non reggere al vaglio di legittimità. I giudici hanno condiviso questa impostazione, escludendo la rilevanza penale della condotta contestata al colonnello.

Un passaggio che pesa non solo sul piano individuale, ma anche sul piano giuridico: la pronuncia chiarisce i confini applicativi del reato di depistaggio, introdotto nel 2016 per sanzionare condotte di ostacolo alla giustizia da parte di pubblici ufficiali.

Le altre posizioni: ricorsi respinti e prescrizioni

Diverso l’esito per gli altri imputati. La Cassazione ha rigettato i ricorsi presentati da Francesco Di Siano e Luca De Cianni, confermando per loro le condanne rispettivamente a dieci mesi e a due anni e mezzo di reclusione.

Sono stati invece dichiarati inammissibili i ricorsi di Alessandro Casarsa, Luciano Soligo e Francesco Cavallo, per i quali la Corte d’Appello aveva già riconosciuto l’intervenuta prescrizione. Una scelta che consolida quanto già stabilito in secondo grado, chiudendo definitivamente anche queste posizioni sul piano penale.

Un capitolo giudiziario lungo oltre quindici anni

Il caso Cucchi, divenuto negli anni simbolo del dibattito pubblico sui diritti dei detenuti e sulle responsabilità delle forze dell’ordine, ha attraversato più fasi processuali, con condanne, assoluzioni, nuove imputazioni e sviluppi investigativi che hanno progressivamente ricostruito quanto avvenuto nei giorni tra l’arresto e la morte del giovane geometra romano.

La pronuncia della Cassazione su Sabatino si inserisce in questo percorso complesso, segnato da un intreccio di responsabilità dirette e di condotte successive ritenute, a vario titolo, ostative all’accertamento della verità.

Se per il colonnello la vicenda giudiziaria si chiude con un’assoluzione piena, resta aperta – sul piano storico e civile – la riflessione su uno dei casi più delicati e controversi degli ultimi decenni italiani. Una storia che continua a interrogare giustizia, istituzioni e opinione pubblica.

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