14 Agosto 2026, venerdì
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Ryanair, il finestrino esploso in volo: i frammenti del motore avrebbero innescato il cedimento

Il rapporto preliminare del National Transportation Safety Board ricostruisce l'incidente del 10 luglio in Grecia: una pala del motore destro del Boeing 737-800 si sarebbe spezzata, proiettando detriti contro la fusoliera. Un passeggero era rimasto ferito. Restano aperti gli interrogativi su usura, bird strike e controlli di manutenzione.

Il finestrino non si sarebbe frantumato per un cedimento isolato della fusoliera. A provocare il danno, secondo la prima ricostruzione degli investigatori statunitensi, sarebbero stati i frammenti di una pala del motore destro, staccatasi durante il volo. È questo uno degli elementi centrali del rapporto preliminare del National Transportation Safety Board (NTSB) sull’incidente che il 10 luglio 2026 ha coinvolto un Boeing 737-800 operato da Malta Air, compagnia controllata da Ryanair.

L’episodio si è verificato a circa 15mila piedi di quota, poco meno di 4.600 metri, mentre l’aereo era in volo da Salonicco, in Grecia, a Memmingen, in Germania. A bordo c’erano 155 persone. L’aereo è stato costretto a rientrare nello scalo di partenza pochi minuti dopo l’evento.

Il momento più drammatico ha riguardato un passeggero di 61 anni. Con la rottura del finestrino e la conseguente depressurizzazione della cabina, la sua testa è stata parzialmente risucchiata verso l’esterno attraverso l’apertura. Gli altri passeggeri sono riusciti a trascinarlo nuovamente all’interno dell’aereo. L’uomo ha riportato lesioni al collo e alle spalle, oltre a ustioni da attrito.

La pista della pala spezzata

Secondo quanto emerge dal rapporto preliminare, una delle pale del motore destro avrebbe subito un cedimento strutturale, con ogni probabilità riconducibile a una forma di usura del metallo. I frammenti prodotti dalla rottura avrebbero colpito la fusoliera con energia sufficiente a distruggere il finestrino e a provocare ulteriori danni in altri punti della struttura.

Si tratta, va sottolineato, di una ricostruzione ancora preliminare. L’NTSB ha infatti trasferito l’indagine alle autorità greche, mentre gli elementi raccolti serviranno a determinare con maggiore precisione la sequenza degli eventi e le cause che hanno portato alla rottura della pala.

Un dettaglio rende però l’episodio particolarmente significativo: le pale del motore erano state sottoposte a controlli nel maggio 2026 e nel novembre 2025. In quelle occasioni non erano emersi danni tali da richiedere interventi.

La domanda, dunque, non riguarda soltanto che cosa abbia provocato la rottura, ma anche quando e come si sia sviluppato il fenomeno che l’ha preceduta.

L’ombra dei bird strike

Nel rapporto compare anche un altro elemento destinato a essere approfondito: la presenza di resti di volatili all’interno del motore.

Gli investigatori ipotizzano che l’aereo possa aver incontrato degli uccelli durante le fasi iniziali del volo. Una conclusione che, tuttavia, non può essere considerata acquisita. I piloti non avevano infatti segnalato anomalie durante il decollo e la rottura della pala si sarebbe verificata diversi minuti più tardi.

C’è però un dato che rende la pista meritevole di attenzione. Nell’arco dell’ultimo anno, gli equipaggi avevano segnalato quattro possibili bird strike che avevano coinvolto lo stesso motore. In due di questi casi, secondo quanto riportato dagli investigatori, erano stati effettivamente trovati resti di volatili.

Stabilire se esista un collegamento diretto tra quegli episodi e il successivo cedimento della pala sarà quindi uno dei passaggi cruciali dell’indagine.

Vibrazioni, fumo e poi le maschere d’ossigeno

La sequenza raccontata dagli assistenti di volo aggiunge un ulteriore tassello alla ricostruzione.

Prima della rottura del finestrino, l’equipaggio avrebbe percepito una forte vibrazione continua. Sarebbero inoltre comparsi fumo o una sorta di nebbia all’interno della cabina. Poco dopo si sono attivate le procedure previste in caso di perdita di pressione: le maschere per l’ossigeno sono cadute dagli alloggiamenti, consentendo ai passeggeri di proteggersi durante la discesa e il rientro dell’aereo.

La rapidità con cui l’equipaggio ha gestito l’emergenza ha consentito al velivolo di tornare a Salonicco senza conseguenze più gravi. Ma proprio la sequenza degli avvertimenti — vibrazioni, presenza di fumo o nebbia, quindi il danneggiamento della fusoliera — potrebbe aiutare gli investigatori a ricostruire con maggiore precisione la dinamica del guasto.

I controlli erano in regola. Ma ora si guarda alle regole

L’incidente apre anche un capitolo più ampio sulla manutenzione dei propulsori e sull’efficacia delle procedure di controllo.

Ryanair, secondo gli elementi disponibili nella ricostruzione preliminare, avrebbe rispettato la programmazione prevista per le verifiche delle pale. Il fatto che i controlli effettuati pochi mesi prima non avessero evidenziato problemi non esclude però la necessità di interrogarsi sull’adeguatezza degli intervalli e dei criteri di ispezione.

Ed è qui che l’indagine potrebbe assumere una portata che va oltre il singolo volo.

Gli investigatori stanno infatti valutando anche la tempistica con cui vengono applicate le direttive della Federal Aviation Administration (FAA) e se le prescrizioni attualmente in vigore siano sufficienti a intercettare tempestivamente fenomeni di usura o danni potenzialmente legati a precedenti impatti con volatili.

In altre parole, il punto non è soltanto capire se i controlli siano stati eseguiti correttamente. Occorre stabilire se il sistema di controllo sia progettato per individuare il tipo di deterioramento che ha preceduto questo specifico cedimento.

Un finestrino diventato il punto più visibile di un problema più complesso

La scena del passeggero con la testa fuori dalla fusoliera ha inevitabilmente trasformato l’incidente in una notizia di portata internazionale. Ma, al di là dell’immagine drammatica, il rapporto preliminare suggerisce una dinamica più articolata.

Il finestrino sarebbe stato infatti soltanto il punto della fusoliera in cui si è manifestato l’effetto più evidente di un evento originato altrove: nel motore. La rottura della pala avrebbe generato frammenti capaci di colpire la struttura dell’aereo, compromettendo la tenuta della cabina e innescando la sequenza di emergenza.

Per ora, dunque, non c’è una conclusione definitiva sulle responsabilità né una causa unica ufficialmente accertata. Restano sul tavolo l’ipotesi dell’usura del metallo, quella di un possibile contributo dei bird strike e le questioni relative ai protocolli di ispezione.

L’indagine dovrà chiarire se si sia trattato di una combinazione imprevedibile di circostanze o se, a posteriori, alcuni segnali avrebbero potuto essere intercettati prima.

Ed è proprio questa la domanda più importante per la sicurezza aerea: non soltanto perché una pala si è spezzata, ma perché i controlli non sono riusciti — se effettivamente non ci sono riusciti — a vedere ciò che stava per accadere.

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