Un altro passo verso la riforma del catasto. All’interno della legge di stabilità è, infatti, previsto lo stanziamento di 270 milioni di euro, spendibili in sei anni a partire dal 2014, per consentire l’attuazione del progetto di riforma contenuto all’interno della delega fiscale. La disposizione, inserita all’interno dell’art. 9 comma 14 (Rifinanziamento esigenze indifferibili e ulteriori finanziamenti), consente la spesa di 20 milioni di euro per l’anno 2014 e di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2015 al 2019, a conferma del quinquennio necessario per l’attuazione della riforma del catasto, così come più volte sottolineato dal direttore delle Entrate, Attilio Befera (si veda ItaliaOggi del 5 giugno 2013). I fondi in questione vanno ad aggiungersi ai 100 milioni di euro stanziati a favore dell’Agenzia delle entrare (art. 9, comma 13) come contributo integrativo alle spese di funzionamento per il 2014.
Ustica: Cassazione, fu un missile
Gli inquirenti che indagavano sulle cause del disastro aereo di Ustica furono vittime di continui tentativi di depistaggio. E la tesi dell’abbattimento del Dc9 Itavia da parte di un missile è definitivamente accertata. La Corte di Cassazione ha accolto con queste motivazioni il ricorso presentato dagli eredi della proprietà dell’Itavia, la compagnia aerea alla quale apparteneva il volo Bologna-Palermo precipitato un mare il 27 giugno 1980 con a bordo 77 passeggeri e 4 membri dell’equipaggio, dopo essere esploso in volo per circostanze mai chiarite. La Suprema corte ha anche ravvisato la necessità di istruire un nuovo processo in sede civile, per valutare l’eventuale responsabilità dei ministeri della Difesa e dei Trasporti nel fallimento della compagnia aerea Itavia. A rivolgersi alla Cassazione era stata Luisa Davanzali, erede di Aldo Davanzali, defunto presidente di Itavia.
In particolare, ha rilevato la Corte, è necessario valutare se nel fallimento di Itavia si sia omesso di dare la giusta responsabilità agli effetti negativi provocati proprio dai depistaggi che gettarono “discredito commerciale” sulla compagnia colpita anche da “provvedimenti cautelari” sollecitati “dalla diffusione della falsa notizia del cedimento strutturale” del DC9. “E’ stata una grande vittoria per tutti noi”, ha detto la presidente dell’associazione familiari delle vittime della strage di Ustica, Daria Bonfietti. “Anche per Aldo Davanzali che ora non c’è più ma si è sempre battuto sostenendo la tesi dell’abbattimento del Dc9”.
Fondi, a settembre raccolti 3,1 mld
Prosegue in Italia il trend positivo del sistema fondi, che in settembre ha messo a segno una raccolta positiva per il nono mese di fila, a 3,1 miliardi di euro. L’andamento positivo dei flussi di raccolta e la buona intonazione del mercato, si apprenda dalla mappa mensile de risparmio gestito pubblicata da Assogestioni, hanno spinto il patrimonio di settore a segnare un nuovo record, a quota 1.284 miliardi. In particolare, le gestioni di portafoglio istituzionali segnano una raccolta positiva per 3,7 miliardi di euro. I comparti azionari hanno messo invece a segno una raccolta netta positiva per 236 milioni, mentre le linee flessibili sono cresciute di 1,323 miliardi. Segno più anche per i basket bilanciati, la cui raccolta di settembre segna un +99 milioni. Di contro, i riscatti sono predominanti sui comparti obbligazionari, che chiudono il nono mese dell’anno in flessione di 1,205 miliardi.
Non è più tempo di tax planning
Il 62% dei tax manager delle più importanti imprese internazionali è coinvolto in qualche forma di controversia fiscale. È quanto emerge da un sondaggio internazionale coordinato da Kpmg e illustrato nel corso del convegno organizzato ieri mattina da ItaliaOggi al Centro svizzero di Milano, in collaborazione con lo stesso studio di consulenza legale e tributaria. Un rapporto fisco-contribuente che diventa quindi sempre più pericoloso, soprattutto in Italia, dove basta veramente poco per rischiare l’incriminazione penale, a volte anche per violazioni di un euro. Tanto che nemmeno l’accertamento con adesione elimina il rischio che i vertici dell’azienda siano chiamati a rispondere davanti a un procuratore. Anzi, spesso proprio la possibile rilevanza penale della fattispecie viene sfruttata dall’Agenzia delle entrate per raddoppiare i termini per l’accertamento. In realtà se il problema ha risvolti drammatici nel Belpaese, in tutto il mondo, negli ultimi anni, soprattutto dopo il 2008, la materia fiscale è stata oggetto di un’attenzione quasi ossessiva da parte dei media, dei legislatori, dell’opinione pubblica.
Una pianificazione fiscale che, nel 70% dei casi è stata formalmente approvata dal consiglio di amministrazione. «Tax is sexy», dicono gli anglofoni, non certo nel senso che pagare le tasse sia piacevole, ma nel senso che è diventato un argomento di moda, uno di quelli che accende l’attenzione nei talk show. I motivi sono evidenti. A seguito della crisi finanziaria del 2008 tutti i governi sono stati costretti a stringere i freni fiscali per far fronte ai finanziamenti necessari per evitare default finanziari.
L’occupazione temporanea non fa versare il Trise
Trise a carico dei proprietari se la detenzione degli immobili da parte di altri soggetti è temporanea. Gli inquilini, infatti, non pagheranno la Tari e la Tasi se il periodo di occupazione dell’immobile non supera i 6 mesi nel corso dello stesso anno solare. Sono queste le previsioni contenute nella bozza della legge di stabilità. Per locazioni o comodati di breve durata, dunque, sono tenuti al pagamento i titolari degli immobili. Il Trise contiene al suo interno due tributi diversi: il primo, denominato Tari, serve a coprire i costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento, svolto in regime di privativa comunale; mentre il secondo, denominato Tasi, è diretto a recuperare i costi che l’amministrazione comunale sostiene per garantire i servizi indivisibili (trasporto, illuminazione pubblica e così via). Entrambi i tributi, però, sono a carico dei titolari degli immobili se la detenzione è temporanea. In base al disegno di legge si considerano temporanee le occupazioni, normalmente dipendenti da contratti di locazione o comodato, non superiori a sei mesi nel corso dello stesso anno solare. Qualora non venga superato questo limite temporale, il tributo è dovuto solo dal possessore dei locali e delle aree a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e superficie.
Ordini sanitari al palo
La regolamentazione delle professioni sanitarie finisce di nuovo nel dimenticatoio. E chi confidava che il cosiddetto disegno di legge omnibus (disposizioni in materia di sperimentazione clinica dei medicinali, di riordino delle professioni sanitarie e formazione medico specialistica, di sicurezza alimentare, di benessere animale, nonché disposizioni per la promozione di corretti stili di vita), voluto dal ministro della salute Beatrice Lorenzin che contiene un apposito passaggio in materia, avrebbe finalmente portato a compimento un iter legislativo avviato dal 2006, si sbagliava. Di quel testo, approvato al Consiglio dei ministri lo scorso 26 luglio, infatti, in parlamento non vi è traccia tanto che nel frattempo in commissione igiene e sanità del Senato solo ieri erano calendarizzati 4 disegni di legge in materia che puntano allo stesso principio: riformare le professioni sanitarie. E’ lo stesso ddl del resto ad affrontare in un testo complessivo ed unitario tutte le professioni sanitarie, ma soprattutto a istituire gli albi per le 17 professioni attualmente sprovviste di tutela ordinistica, che saranno tenute dal nuovo Ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (comprendendo in quest’ordine anche l’albo degli assistenti sanitari.
Bce, via a novembre esame asset banche
Sono 15 le banche italiane sotto la lente della Bce. La Banca centrale europea ha annunciato l’imminente avvio di un’approfondita procedura di analisi delle maggiori banche in Europa, una procedura che era stata decisa in vista del ruolo di autorità di vigilanza centralizzata che dovrà assumere. L’analisi inizierà a novembre e si protrarrà per 12 mesi, verrà operata in collaborazione con le autorità di vigilanza nazionali e con terze parti indipendenti, ha spiegato l’istituzione di Francoforte con un comunicato. La Bce ha pubblicato la lista delle banche che verranno sottoposte ad accertamenti mediante questa procedura. Le italiane presenti sono: Banca Carige; Monte dei Paschi di Siena; Banca Piccolo Credito Valtellinese; Banca Popolare dell’Emilia Romagna; Banca Popolare di Milano; Banca Popolare di Sondrio; Banca Popolare di Vicenza; Banco Popolare; Credito Emiliano; Iccrea Holding; Intesa Sanpaolo; Mediobanca; UniCredit; Unione di Banche Italiane e Veneto Banca.
Imprese e p.a., appalti verdi
Forniture verdi alla p.a., recupero semplificato dei rifiuti, sconti Tares per favorire il compostaggio, semplificazioni per le imprese che accedono alle procedure di valutazione e autorizzazione ambientale, maggiore libertà agli enti parco (anche per velocizzare i rapporti con le imprese), responsabilità allargate che per chi affida carichi da trasportare in nave, sanzioni rafforzate per i comuni che non attueranno gli obiettivi di raccolta differenziata imposti dall’Ue e obbligo per la p.a. di rifornirsi con beni e servizi ambientalmente sostenibili.
Forniture verdi alla p.a. La spinta sugli appalti pubblici verdi (cd. «green public procurement») avviene in una duplice direzione. Da un lato trasformando in vero e proprio obbligo per le p.a. quello di fondare gli appalti per il soddisfacimento del proprio fabbisogno di beni e servizi sui criteri ambientali. Dall’altro attirando verso le gare pubbliche imprese ambientalmente già certificate. Superando l’originaria impostazione della legge istituiva del «Gpp» (Legge 296/2006) che chiedeva alla p.a. di tenere conto degli eco-criteri solo «ogniqualvolta sia possibile», lo schema di ddl in discussione prevede ora il secco obbligo di inserire nei bandi di gara i «criteri ambientali minimi» elaborati (ed elaborandi) dal Minambiente per specifiche categorie di prodotti in attuazione del dm 11 aprile 2008 (Ndr: come recentemente aggiornato dm 25 luglio 2011), prodotti tra cui attualmente figurano: servizi energetici per edifici; attrezzature elettriche ed elettroniche d’ufficio; carta per copia; ristorazione collettiva; servizi di igiene e pulizia; prodotti tessili e arredi d’ufficio. Ad attirare verso le gare pubbliche verdi i fornitori eco-certificati sarà invece lo sconto fino al 20% sulle cauzioni da fornire a corredo delle relative previsto a favore delle imprese griffate Emas (il marchio comunitario che garantisce la qualità ambientale dell’azienda) ed Ecolabel (il marchio che garantisce i prodotti offerti).
Piaggio, debutto in grande stile a New York
La Vespa Piaggio 946 debutta negli Usa. Domani a New York è in programma la presentazione in uno dei più prestigiosi indirizzi di Manhattan, il flagship store di Bulgari sulla 5th Avenue. Dopo essere stata lanciata in Europa, a novembre si chiuderà la produzione del lotto di 3.600 Vespa 946 appartenente alla collezione 2013 «Ricordo Italiano» che verrà commercializzata a livello globale e debutterà a breve sul mercato statunitense.
Iva standard e più leggera, la proposta di Bruxelles
Bruxelles propone un modello standard di dichiarazione Iva per le imprese europee da utilizzare in tutti i paesi membri e in sostituzione della documentazione richiesta al momento dai singoli paesi. La proposta della Commissione europea è volta ad armonizzare e soprattutto semplificare le procedure per le aziende, riducendo le informazione e i dati da notificare. L’Italia è il paese Ue che richiede di gran lunga più informazioni alle imprese nella dichiarazione Iva, con ben 586 diverse categorie di richieste informative, a fronte di una media Ue di 39. La Commissione vuole limitare le categorie di richieste ad appena 5, consentendo solo 21 categorie di informazioni addizionali. Il modello Iva europeo, se approvato da europarlamento e stati membri, sarebbe obbligatorio e sostituirebbe quello nazionale.
