L’aumento della tassa sulle sigarette e sui prodotti da fumo slitta dal 1° gennaio al 1° maggio 2014. Questa la norma contenuta nel maxiemendamento alla legge di stabilità, che comporta una diminuzione del gettito di 20 milioni di euro, riporta Public Policy.
Il comma del maxiemendamento, scrive Public Policy, modifica l’articolo 14 del dl Cultura:
“con determinazione direttoriale dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, da adottarsi entro il 30 novembre 2013, è incrementato, a decorrere dal 1° gennaio 2014, il prelievo fiscale sui prodotti da fumo in misura tale da assicurare maggiori entrate pari a euro 50 milioni annui a partire dal medesimo anno”.
Le scadenze per l’aumento passano quindi dal 1° gennaio al 1° maggio 2014:
“gli aumenti ci saranno dal 1° maggio ma che saranno inferiori al previsto: si prevedono infatti entrate non per 50 milioni di euro l’anno bensì per “33 milioni per il 2014 e 50 milioni dal 2015″.
Aumento sigarette slitta al 1° maggio 2014: gettito di 20mln € in meno
La baby squillo dei Parioli: “Non so se ce la faccio a smettere di prostituirmi”
Quando la sua vita di giovane prostituta era stata interrotta da un’inchiesta, quando la sua mamma era già finita in carcere e lei affidata ai parenti, quando tutti i giornali e i salotti tv parlavano di loro due come le baby squillo dei Parioli, lei, la più piccola delle due, al magistrato ha detto: “Non so se ce la faccio a smettere”.
A smettere, sottinteso, di vendersi. Due, tre rapporti al giorno a 14 anni, spesso in coppia con l’amica. Non sa, Aurora (nome di fantasia) se riesce a farla finita con quella vita. Anche ripensandoci a freddo, nel colloquio col magistrato, trova ancora irresistibile la tentazione di rifare tutto per avere quel mucchio di soldi ogni giorno.
«Non lo so, non lo so nemmeno se ce la farò ad adattarmi alla vita normale – racconta – e sinceramente non so nemmeno se ce la faccio a non rifarlo. Cioè io ero già stata segnalata per un furto di tre magliette con Vanessa…Cioè è difficile per me pensare che devo andare in giro coi mezzi pubblici, io giro in taxi».
Gira in taxi, Aurora, vede una borsa firmata? La compra. Vuole un aperitivo da 40 euro il venerdì? Lo paga. Vuole il privée in discoteca il sabato? Sborsa le banconote necessarie. A 14 anni, senza che nessuno le dica nulla. Un cortocircuito di sesso e soldi che l’ha portata a guadagnare anche 800 euro dopo il famoso week end a Ponza con gli adulti. E a non mettere niente da parte.
Il magistrato lo chiede ad Aurora: quanto hai messo da parte? “Zero… ho speso tutto in taxi, sigarette, cene, vestiti e borse firmati, le uscite con gli amici al sabato… Non c’avevo il problema dei soldi, mi dicevo “tanto oggi li rifaccio””.
Ora però non vuole essere riconosciuta. “L’importante è che nessuno venga a sapere quello che ho fatto” dice e poi aggiunge “io mi sdoppiavo quando andavo là (la casa di viale Parioli 190 affittata dal protettore Mirko Ieni detto Mimmi, ndr) cioè può sembrare una cosa tanto grave ma non lo è perché Mirko non ci obbligava”.
Mirko non obbligava, erano lei e l’amica a scegliere. Lo dicono entrambe come un ritornello, quasi a dimostrare che sono adulte e quindi perfettamente in grado di gestire e decidere del proprio corpo. Come gestisce una 14enne la vita a scuola e a casa e l’altra vita, quella a vendersi per gli adulti? “Tendo a dimenticare ’ste cose, perché sennò non vivrei proprio con me stessa. Mi sdoppio, io divento un’altra persona e non penso a niente. Ritorno me stessa solo quando torno a casa mia”.
A scavare emerge una cosa inquietante: gli unici punti di riferimento per questa adolescente sono la mamma (che per l’accusa sapeva e incassava, e ora è in carcere) e Mirko Ieni (il protettore, sempre per l’accusa, che con le due ragazzine aveva un occhio di riguardo). E il papà? Lo frequenta?
“No, cioè sì, ma no. Se lo vedo per strada, capace che lo riconosco… Lo vedo una volta ogni tre anni, ogni quattro anni… Lui viene a Roma e ci vede per quei venti minuti, cerca di risolvere tutto mollandoci 200 euro a testa a me e mio fratello, nemmeno a mia madre”.
E la mamma? “Non mi ha obbligato lei – insiste Aurora – solo che io all’inizio avevo paura e la prima volta, scandalizzata, mi sono messa a piangere…”. La prima volta che l’ha fatto per soldi ha pianto. Poi però sono passate le lacrime: “Ho iniziato a lavorare prima con Vanessa (l’altra ragazza, nome di fantasia anche questo, ndr) e poi da sola. Mi sono detta: “Ah, è facile, allora non trovo nessun problema””.
Reddito minimo per finta, tanto paga il pensionato d’oro
Reddito minimo per finta, tanto paga il pensionato d’oro. E’ un testa-coda assistenziale (pensionati d’oro in soccorso degli indigenti non ancora raggiunti dalla carta acquisti) di minima efficacia e bassa realizzabilità quello introdotto dalla Legge di Stabilità. La sperimentazione nelle grandi città del Sostegno per l’inclusione attiva (Sia) si aggiunge a un altro programma sperimentale (appunto la nuova carta acquisti fino a 400 euro sulla base dell’Isee). Le limitatissime risorse (40 milioni l’anno per tre anni) per finanziare il test Sia che confluiranno nel Fondo per la lotta alla Povertà, arriveranno dal prelievo supplementare (e ad alto tasso di illegittimità costituzionale) sulle pensioni pari al 6% per la parte eccedente i 90 mila euro lordi (14 volte il trattamento minimo), al 12% per la parte eccedente i 128 mila (20 volte il minimo) e 18% sopra i 193 mila (20 volte il minimo).
Tassati solo i pensionati. La qualifica pensionati d’oro (sopra i 90 mila euro) discrimina. E non per il pregio del metallo. Il fatto che il contributo di solidarietà sia imposto solo ai pensionati significa che l’inasprimento fiscale a fini sociali vale solo per loro. Non si capisce perché, una volta deciso l’affondo, non siano stati compresi anche i redditi da lavoro. Se ne occuperà la Corte Costituzionale, che con due sentenze ha già fatto rilevare la sperequazione.
Reddito minimo versione “vorrei ma non posso”. Spirito e funzionamento del Sia si ispirano a un concetto: integrare il reddito di tutte le famiglie sotto la soglia di povertà assoluta, in cambio di un patto di inserimento con i beneficiari. Il modello studiato e proposto dal gruppo di studio istituito dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il 13 giugno 2013, a regime dovrebbe costare 7 miliardi per consentire a tutti l’uscita dall’indigenza. La sperimentazione nelle grandi aree metropolitane, secondo questo modello, prevedeva un fondo con dotazione di 400 milioni. Troppi per essere accolti dalla Legge di Stabilità. 120 in tre anni è meno di quanto la legge ha stanziato per il lavori socialmente utili in Calabria (110 nel biennio 2013-2014).
In origine il finanziamento sarebbe dovuto arrivare dall’innalzamento della tassazione sulle rendite finanziarie dal 20 al 22%. Si è scelto alla fine di tassare le pensioni cosiddette d’oro. Certo, visto che la misura non è universale (destinata cioè a tutti i residenti in età lavorativa che si trovano sotto la soglia di povertà) come in tutta Europa, come prove di reddito minimo siamo al “vorrei ma non posso”. Chi finanzierà i 7 miliardi? Chi stabilirà i criteri di assegnazione delle risorse senza un’adeguata intermediazione, anche solo conoscitiva delle persone realmente in difficoltà? Non sembra, al momento, che gli enti locali siano preparati ad un’eventualità del genere, anche perché nessuno scommette, visti i precedenti, sulla loro affidabilità contabile.
Mossa demagogica. La “zampata equo-distributiva”, come la chiama Guido Gentili sul Sole 24 Ore, al di là delle valutazioni sul reddito minimo (non si parla di questo con 120 mln di dotazione) appare come una strizzata d’occhio elettorale, un’operazione immagine sufficientemente nebulosa per accontentare tutti e mostrare un profilo più di sinistra dopo il restringimento delle larghe intese. Tanto a pagare sono solo quei pensionati cui è stato affibbiato un parafulmine d’oro per ogni evenienza.
Benvenuto Morandi, il sindaco-bancario e 30 milioni spariti in Val Seriana
Trenta milioni di euro spariti, in una piccola valle bargamasca. Trenta milioni di “nero” portati in banca da decine, centinaia, di risparmiatori letteralmente dentro una valigetta e investiti con l’appoggio del banchiere. Che, in questa storia bergamasca, è anche il sindaco, Benvenuto Morandi. La storia la racconta Michele Brambilla sulla Stampa:
C’è un’Italia che non compare nei report sulla crisi: è un’Italia dove i soldi vengono portati in banca dentro una borsa o una scatola di cartone, e dietro rilascio di una ricevuta scritta a biro su un pezzo di carta, magari quella del formaggio. È un’Italia che rimane sommersa fino a quando succede un imprevisto, e cioè che i soldi spariscono: a quel punto non resta, seppur dopo tanti imbarazzi, che fare denuncia.
Tutto comincia quest’estate, quando le chiacchiere sui depositi prosciugati arrivano ai vertici di Intesa Sanpaolo, che manda cinque ispettori a controllare l’operato del direttore di Fiorano, vale a dire Benvenuto Morandi, 53 anni, dal 2006 sindaco di Valbondione per una lista civica di centrodestra. Gli ispettori si accorgono subito che qualcosa non quadra e avvertono la magistratura. Il primo luglio il direttore viene sospeso. Ormai è uno scandalo al sole, anche perché un grosso imprenditore di Gazzaniga, Gianfranco Gamba, ha fatto la prima denuncia ai carabinieri di Clusone: si è accorto che dal suo conto è partito, senza che nessuno lo autorizzasse, un bonifico di 400 mila euro. A questo punto la gente della valle rompe gli indugi: una mamma e suo figlio di quarant’anni presentano la seconda denuncia, in cui si parla di un saldo di 150 euro a fronte di versamenti per seicentomila. Benvenuto Morandi viene indagato per appropriazione indebita aggravata e licenziato da Intesa Sanpaolo.
Nelle denunce si parla di soldi versati sulla fiducia («Sul Benvenuto avremmo messo tutti la mano sul fuoco», dicono in valle) e di ricevute scritte a mano su «fogli volanti – raccontano – alcuni firmati ma senza data, altri con data ma senza firma». Ci sarebbero anche distinte taroccate: «Ho visto quelle di alcuni miei clienti: sono stampate su carta di Banca Intesa ma non originali», ha raccontato all’Eco di Bergamo il commercialista di Leffe Riccardo Cagnoni, che è anche sindaco pidiellino di Vertova. Sempre all’Eco di Bergamo sono arrivate le finora uniche parole pubbliche dell’indagato Benvenuto Morandi: «Le dichiarazioni di alcuni miei clienti che ho letto sui giornali non rispondono a verità, motivo per cui mi riservo di agire nelle sedi opportune».
Roma. “Offro lavoro”: donne drogate, stuprate e derubate a falsi colloqui
“Offro posto di lavoro come hostess“. Prima l’annuncio sul web, poi il primo colloquio in un elegante hotel. Ma invece del lavoro, le aspiranti hostess venivano drogate, violentante e derubate da un uomo, romano di 61 anni. Il 27 novembre i carabinieri hanno arrestato l’aggressore. L’uomo aveva precedenti: 11 anni fa si finse regista in cerca di attrici per poi attuare lo stesso piano di violenze.
Le donne, dieci finora i casi accertati ma destinati ad aumentare, venivano attirate dall’aggressore tramite annunci su internet, dove veniva offerta la possibilità di lavorare come hostess. Una volta giunte a Roma, le vittime incontravano il falso agente in eleganti hotel.
L’uomo, arrestato dai carabinieri della stazione di Roma Prati, ha precedenti: undici anni fa si spacciò per regista a caccia di nuove promesse del mondo dello spettacolo per drogare, violentare e derubare altre ragazze. Dopo aver trascorso diversi anni in carcere, l’uomo è stato incastrato, oggi come allora, da una donna carabiniere che si è finta interessata all’annuncio, lo ha incontrato e lo ha ammanettato.
“Fabrizio Corona ha tentato il suicidio con cerotti su bocca e naso”
L’hanno ritrovato nella sua cella con il naso e la bocca coperti di cerotti. Forse un’azione dimostrativa o una protesta eclatante? Oppure dietro il gesto di Fabrizio Corona in carcere si nasconde un vero e proprio tentativo di suicidio?
La notizia la pubblica il settimanale Oggi a distanza di più di un mese dai fatti. Corona, infatti, è stato ricoverato nell’infermeria del carcere di Opera, Milano, dove si trova detenuto il 19 ottobre scorso. I medici lo hanno soccorso per le ferite che il fotografo ha riportato quando gli sono stati staccati i cerotti ma soprattutto per sedarlo.
Fabrizio Corona, anche a detta dei familiari, ha manifestato grandi difficoltà ad accettare la sua situazione da carcerato per una condanna che ritiene sproporzionata. Dopo il ricovero è stato però seguito da medici e pare che ora stia meglio, anche perché ha ricevuto la visita il carcere del figlio Carlos.
Corona ha anche inviato una lettera alla redazione di Verissimo in cui spiega di aver riflettuto sulla vita e di averne capito i veri valori.
A Napoli un corso base di Fundraising e Crowfunding
A Napoli il 27 novembre 2013 dalle 09,00 alle 13,00 presso Libri & Professioni in Via Santa Brigida 22, corso base autofinanziato di Fundraising e Crowdfunding.
Il corso è rivolto a responsabili aziendali, consulenti aziendali e di marketing ed a quanti ricercano nuove opportunità per la creazione e gestione di impresa.
Obiettivo del corso è fornire una panoramica sulle opportunità per il finanziamento di idee di impresa, valorizzando in particolare, le esigenze delle imprese sociali in Campania.
Al termine verrà rilasciato attestato di partecipazione.
Il corso base, Fundraising e/o Crowdfunding presenterà le nuove opportunità di finanziamento alle imprese, esaminando il ruolo della comunità, dei social media e le metodologie per ideare campagne di Crowdfunding per la raccolta fondi on line. La comprensione degli strumenti nasce dall’analisi del linguaggio e del ruolo primario delle relazioni nel mondo 2.0. L’avvento della viralità non cambia il ruolo delle relazioni ma ne amplifica il valore. Attraverso l’esame di casi ed esperienze saranno presentate le opportunità per il finanziamento di idee di impresa.
PROGRAMMA DEL CORSO
Finanziare un’idea si può!
Gli stumenti 2.0 per finanziare un’impresa e le opportunità di periodo.
Il Fundraising e la raccolta fondi.
Il ruolo delle relazioni tra le persone e la comunità.
Chiedere, ricevere, donare, offrire.
Il Crowdfunding ovvero la colletta nell’era 2.0.
Le diverse opportunità del Crowdfunding.
Le piattaforme italiane ed estere.
Le chiavi di successo dei progetti di Crowdfunding.
Cosa non deve mancare ad una campagna di Crowdfunding.
Comunicazione on line o off line? Quella giusta alla tua causa!
Docente il sig. Maurizio Imparato, manager, formatore e consulente aziendale.
E’ previsto il pagamento di una quota di iscrizione che comprende la consegna del materiale didattico e dell’attestato di partecipazione.
Maggiori informazioni su su http://corsobasefundraisingecrowdfunding.eventbrite.it.
Mi.S.E., finanziamenti alle PMI per ampliamento, diversificazione e conversione delle imprese
Il Ministero dello Sviluppo Economico, con decreto ministeriale del 29 luglio 2013, concede finanziamenti agevolati per l’ampliamento delle micro, piccole e medie imprese ubicate nelle aree delle Regioni dell’Obiettivo Convergenza (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), nonché per loro diversificazione ovvero la conversione dei processi produttivi.
A tal fine è attivato un fondo per 150.000.000 di euro a valere sulle risorse del Piano di Azione e Coesione.
Una quota di detta dotazione, per circa 90.000.000 di euro, è riservata ai programmi d’investimento proposti da micro, piccole e medie imprese.
Una sottoriserva, pari a 22.500.000 milioni di euro è destinata esclusivamente alle micro e piccole imprese.
Chi sono i beneficiari?
Possono beneficiare delle agevolazioni le micro, piccole e medie imprese che:
siano costituite da almeno 2 anni; se si tratta di imprese di servizi, avere forma di società;
non si trovino in liquidazione volontaria né sottoposte a procedure concorsuali;
si trovino in regie di contabilità ordinaria;
non si trovino in condizioni tali da risultare “impresa in difficoltà”.
Non possono beneficiare delle agevolazioni le imprese della siderurgia, della cantieristica navale, dell’industria carboniera, delle fibre sintetiche nonché della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.
Non possono essere concesse agevolazioni per il sostegno delle attività connesse all’esportazione verso Stati membri UE ovvero Paesi terzi.
Requisiti dei programmi d’investimento
I programmi d’investimento possono prevedere:
la realizzazione di una nuova unità produttiva;
l’ampliamento di una unità produttiva;
la diversificazione della produzione in nuovi prodotti aggiuntivi;
il cambiamento fondamentale del processo di produzione di una unità produttiva esistente.
L’investimento può essere realizzato soltanto presso una unità produttiva localizzata nei territori delle Regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.
Caratteristiche dei programmi d’investimento
I programmi d’investimento devono essere finalizzati allo svolgimento delle seguenti attività economiche:
attività manifatturiere (solo a titolo di esempio: industrie alimentari escluse le attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e dell’acquacoltura, industrie tessili, confezione di articoli di abbigliamento, industrie del legno e dei prodotti in legno, fabbricazione di carta ed altri prodotti in carta, stampa e servizi connessi alla stampa, fabbricazione di prodotti chimici, fabbricazione di apparecchi per uso domestico ed altre apparecchiature elettriche, …);
produzione e distribuzione di energia elettrica e di calore limitatamente agli impianti alimentati da fonti rinnovabili o che concorrono all’incremento dell’efficienza e risparmio energetico, con potenza non superiore a 50 MW elettrici;
erogazione di servizi (solo a titolo di esempio: magazzinaggio ed attività di supporto ai trasporti, telecomunicazioni, informatica ed attività connesse, ricerca scientifica e sviluppo, attività professionali, scientifiche e tecniche limitatamente a ricerche di mercato, consulenza gestionale.
Spese ammissibili
Le agevolazioni sono erogate per la realizzazione di investimenti innovativi, ossia l’acquisto di immobilizzazioni materiali ed immateriali tecnologicamente avanzate in grado di aumentare il livello di efficienza, flessibilità nello svolgimento dell’impresa nonché riduzione di costi, aumento del livello qualitativo dei prodotti e dei processi, della capacità produttiva nonché miglioramento delle condizioni di sicurezza sul lavoro.
In particolare sono agevolabili gli investimenti relativi a:
sistemi composti da una o più unità di lavoro gestite da apparecchiature elettroniche destinate a svolgere una o più specifiche funzioni legate al ciclo produttivo (lavorazione, montaggio, manipolazione, controllo, misura, trasporto, magazzinaggio);
sistemi di automazione industriale, mezzi robotizzati, sensori, trasduttori, sistemi di visione artificiale, micro controller per il controllo di una o più fasi del ciclo produttivo;
computer dedicati per il disegno industriale dei prodotti, progettazione tecnica, produzione di documentazione tecnica, controllo e collaudo di prodotti;
apparecchiature per la fornitura di servizi avanzati;
programmi informatici per l’utilizzazione di apparecchiature;
apparecchiature scientifiche;
sistemi e macchinari finalizzati al miglioramento delle condizioni di sicurezza.
I programmi d’investimento devono prevedere spese ammissibili non inferiori a 200.000 euro e non superiori a 3.000.000 euro.
Non sono agevolati i programmi d’investimento che prevedono la semplice sostituzione di impianti macchinari ed attrezzature.
Sono agevolabili solo le spese relative all’acquisto di nuove immobilizzazioni materiali ed immateriali e le medesime devono essere mantenute nella regione in cui è ubicata l’unità produttiva oggetto degli investimenti almeno per 5 anni, ovvero 3 anni nel caso di imprese di piccole e medie dimensioni.
Non sono ammesse le spese relative a commissioni interne, leasing e spese relative a macchinari, impianti ed attrezzature usati, spese di funzionamento, notarili, imposte, tasse e scorte né gli acquisti di singoli beni di valore inferiore a 500 euro I.v.A. inclusa.
Ammontare e regime delle agevolazioni concedibili
Le imprese beneficiarie otterranno una sovvenzione rimborsabile a copertura del 75% delle spese ammissibili complessive. Tuttavia devono garantire una copertura finanziaria degli investimenti per il 25% delle spese ammissibili complessive, attraverso risorse proprie ovvero mediante finanziamento esterno.
La sovvenzione rimborsabile deve essere restituita, senza interessi, secondo un piano di ammortamento a rate semestrali in un periodo massimo di 7 anni per una percentuale così articolata:
70% della sovvenzione per le imprese di piccola dimensione;
80% della sovvenzione per le imprese di media dimensione;
90% della sovvenzione per le imprese di grande dimensione.
Modalità e termini di presentazione dei programmi d’investimento
Le domande di accesso alle agevolazioni devono essere inoltrate, esclusivamente con procedura telematica, a partire dal 27 febbraio 2014
AMVA Botteghe di Mestiere, a dicembre 2013 tirocini retribuiti nella ristorazione, costruzioni, abbigliamento, tessile
Italia Lavoro Spa agenzia del Ministero del Lavoro, valorizza il lavoro artigianale e favorisce l’inserimento lavorativo di giovani tra i 18 e i 29 anni attraverso tirocini formativi retribuiti.
Con la misura Botteghe di mestiere del programma straordinario AMVA consente di frequentare tirocini retribuiti semestrali presso imprese che operano in comparti produttivi della tradizione italiana.
A partire dal prossimo 17 dicembre 2013 e fino al 30 gennaio 2014 possibile candidarsi al terzo ciclo di percorsi formativi.
Le candidature sono riservate a inoccupati e disoccupati che abbiano un’età compresa tra i 18 e i 29 anni non compiuti.
Questi i comparti produttivi:
tessile/abbigliamento/calzaturiero;
ristorazione;
pasticceria;
panificazione;
benessere;
costruzioni.
Ogni tirocinante beneficerà di una borsa mensile di 500 euro mensili per 6 mesi.
Gli aspiranti tirocinanti potranno presentare le loro candidature per frequentare il terzo ciclo di tirocini, presso 62 botteghe e 5 laboratori artigianali, – a partire dal 17 dicembre 2013 fino al 30 gennaio 2014
La guerra partigiana della Gdf
Più di 9 mila. A tanto ammontava il numero dei militari della Regia Guardia di Finanza il giorno in cui l’Italia firmò l’armistizio, l’8 settembre del 1943. La maggior parte di questi era divisa in battaglioni mobilitati stanziati nei territori occupati durante la guerra e, la gran parte, decise di schierarsi a fianco delle formazioni partigiane. La svolta, però, arrivò alla fine del 1943 quando alla Regia Guardia di finanza venne riconosciuto lo status di Forza di polizia, da parte delle truppe tedesche. Investita di questo ruolo, alla Gdf venne concessa la possibilità di svolgere al meglio quelli che, a oggi, sono i tratti distintivi del corpo: la tutela dell’ordine pubblico, della sorveglianza di magazzini (soprattutto a seguito della grave crisi alimentare che colpì il paese e che diede vita ad un pericolo mercato clandestino), di scorta automezzi, di repressione della borsa nera e del contrabbando di ogni genere. Questo è quanto emerge dal Calendario storico della Guardia di finanza 2014, presentato ieri, a Roma, presso il Salone d’onore del Comando generale. L’ultima versione del calendario illustra come, a partire dalla firma dell’armistizio, il ruolo della Gdf abbia assunto sempre maggior importanza.










