Il prezzo del gasolio torna a correre proprio nel giorno in cui il governo è chiamato a decidere se prolungare lo sconto fiscale attualmente in vigore. Un tempismo che pesa, simbolicamente e concretamente, sulle tasche degli automobilisti: il diesel in modalità self service ha infatti raggiunto una media nazionale di 2,100 euro al litro, in lieve ma significativa crescita rispetto ai 2,097 euro registrati il giorno precedente.
Un aumento che riporta i listini ai livelli più alti dal 29 luglio, data di avvio dell’ultimo intervento di riduzione delle accise. Il mercato sembra dunque anticipare con nervosismo l’esito del Consiglio dei ministri, che dovrà esprimersi sulla proroga dello sconto di 17 centesimi al litro in scadenza il prossimo 6 agosto.
Scenario diverso, almeno per ora, per la benzina: il prezzo medio self resta stabile a 1,999 euro al litro sulla rete ordinaria. Ma la tenuta della “verde” non basta a rassicurare, considerando il contesto complessivo di volatilità energetica.
Ancora più onerosi i rifornimenti in autostrada, dove i prezzi medi risultano sensibilmente più elevati: 2,084 euro al litro per la benzina e 2,173 euro per il diesel. Un divario che continua a penalizzare soprattutto chi viaggia per lavoro o nei periodi di maggiore mobilità.
I dati, diffusi dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, fotografano una dinamica che resta fragile e fortemente dipendente dalle scelte di politica fiscale. La decisione dell’esecutivo sulla proroga dello sconto non sarà quindi solo un passaggio tecnico, ma un segnale cruciale per il mercato e per milioni di consumatori.

