Una doppia scia di sangue attraversa la Russia, tra attacchi aerei e violenza armata interna, delineando un quadro di crescente instabilità. Nella regione di Mosca, un’incursione con droni ha provocato la morte di cinque persone e il ferimento di altre sei, secondo quanto riferito dal governatore Andrej Vorobyov. Le conseguenze più gravi si sono registrate nel distretto municipale di Chechov, dove diversi incendi sono divampati nella zona industriale di Novoselki.
Il rogo più esteso ha interessato un grande magazzino, successivamente domato dai vigili del fuoco, mentre danni si segnalano anche a una sottostazione elettrica e a un edificio amministrativo. Nel vicino villaggio di Solnyshkovo, i frammenti di un drone abbattuto hanno colpito un’abitazione privata e un’automobile, provocando un incendio poi spento senza conseguenze per le persone. “L’esercito continua a respingere l’attacco”, ha dichiarato Vorobyov, aggiungendo che droni sono stati avvistati anche nei distretti di Volokolamsk, Klin e Serebrjanye Prudy.
Parallelamente, un grave episodio di violenza si è verificato a Sebastopoli, in Crimea, dove un militare russo ha aperto il fuoco contro commilitoni e civili nel villaggio di Khmelnytskyi. Il bilancio è di quattro morti e quattro feriti. Secondo il governatore Mikhail Razvozhaev, l’uomo avrebbe inizialmente sparato contro i suoi colleghi, causando una vittima e un ferito, per poi colpire altre persone, fino a uccidere tre civili: due uomini di 71 e 59 anni e una donna di 64.
L’autore della sparatoria è stato arrestato. Le persone ferite sono state trasportate in ospedale e stanno ricevendo cure d’urgenza. Sul luogo dell’attacco sono al lavoro squadre di emergenza, investigatori ed esperti della scientifica per chiarire dinamica e movente. Le autorità invitano la popolazione a mantenere la calma e a fare riferimento esclusivamente alle comunicazioni ufficiali.
Due episodi distinti, ma accomunati da un’escalation di violenza che mette in luce le fragilità di un contesto già fortemente segnato dal conflitto.
