5 Agosto 2026, mercoledì
HomeItaliaLa democrazia del turismo che uccide il turismo

La democrazia del turismo che uccide il turismo

L’illusione dell’accesso universale rischia di trasformare patrimoni irripetibili in prodotti deteriorabili. Senza limiti alla pressione antropica, la grande bellezza perde valore e futuro.

A cura di Gilberto Borzini

Scrivo di argomenti delicati necessariamente destinati a fare arricciare il naso a qualcuno. Pazienza. Esistono curve e diagrammi economici che permettono di definire con chiarezza obiettivi opportuni da perseguire e altri dannosi, e tra i dannosi quello della retorica della democrazia del turismo è forse il più devastante. Devastante in tutti i sensi.

L’asintoto della marginalità

Il modello del consumo di massa, quello che vuole mantenere aperte gratuitamente le porte di accesso alla “grande bellezza” definisce un consumo antropico eccessivo rispetto ai ristorni erariali e una corrosione inevitabile e insopportabile delle risorse artistiche fondamentali per mantenere attivo il richiamo turistico.

Ma non solo: la curva che disegna la marginalità operativa del turismo di massa tende spietatamente allo zero, definita com’è dalle infinite concorrenze che orientano alla scontistica la maggior parte dei fornitori di servizi.

Se in alcune località di richiamo turistico il consumo di massa di ristorazione di bassa qualità consente la “sopravvivenza economica” degli esercizi che erogano prodotti surgelati serviti da apprendisti sottopagati, conviene immaginare una diversa soluzione che proponga prodotti artigianali serviti da professionisti dell’erogazione scoprendo che a minori quantità consumate corrispondono migliori marginalità operative.

Laddove il consumo da eccessiva pressione antropica si manifesta critico per la conservazione dell’arte e del patrimonio, una limitazione della pressione attraverso l’imposizione di un ticket di ingresso è l’unica soluzione percorribile per garantire a chi vuole vedere, osservare e comprendere la necessaria tranquillità, il tempo e le possibilità di ascolto delle spiegazioni senza essere permanentemente oggetto di fastidi, pressioni, chiacchiericci, vociare, e altri fenomeni tipici della presenza massiva di individui.

Quando gli alberghi sono costretti a porsi in concorrenza con i b&b e i b&b sono costretti a ridurre i prezzi perché venduti attraverso siti comparatori, allora l’unico risultato certo è la dequalificazione delle marginalità possibili e una volta abbattute le marginalità il futuro d’impresa è risibile.

Perle ai porci

Offensivo, per chi scrive, immaginare di poter apprezzare i tesori esposti agli Uffizi o in altre gallerie percorrendo i corridoi in corteo, aggregati a un fiume umano che di storia dell’arte ha forse intravisto un libro alle secondarie ma ritiene fondamentale affermare l’esser stato o l’aver visto, come se transitare dai corridoi museali potesse mai manifestare apprendimento o godimento.

Le Perle vengono offerte ai Porci col pretesto che l’Arte deve essere a tutti disponibile perché il confronto con l’arte rende possibile un miglioramento individuale.

Ammettiamo pure che sia vero, e l’argomento è tuttora indimostrato, ma nulla vieta di definire orari e ingressi differenziati per tipologia di spesa definendo almeno due categorie di ingressi con orari o giorni differenziati così da poter erogare un vero servizio di accompagnamento e narrazione a chi l’arte ama e vuole comprendere, lasciando ad altri costi, tempi e frequentazioni chi nel museo percorre le vasche con la medesima indifferenza con cui pratica window shopping.

Pressione e Ricavi

Vi sono oggetti d’arte di incomparabile bellezza che come tali vanno tutelati. Venezia è in sé gioiello d’arte e d’architettura, irripetibile e inalienabile, e come tale necessita di un sostenuto biglietto di ingresso. Deve essere sogno e aspirazione, anelito e, come tale, modesto sacrificio per il godimento. Il ricavato vada alla tutela delle opere, alla maggiore vigilanza sui borseggiatori, alla sicurezza nelle sue diverse forme: il turista pagante ha diritto alla visita in massima tranquillità, senza dover sgomitare a Rialto o farsi calpestare gli alluci da trolley sbadatamente trascinati.

La retorica che uccide

Quella proposta dal “turismo democratico” è una retorica che uccide il turismo, che libera le cavallette instagrammabili sui campi maturi delle risorse senza le quali il turismo non sarebbe.

Il turismo ricettivo deve essere, inevitabilmente, un turismo di Alta Gamma, dove concetti di “personalizzazione” e di “esclusività” del servizio non devono essere confusi con modelli di darwinismo sociale ma assai più semplicemente come parametri necessari per la conservazione dei beni e per una ripartizione sociale delle marginalità prodotte attraverso la fiscalità applicata.

Diversamente è pura retorica che danneggia il bene pubblico e non marginalizza a favore del privato.

Nel mondo vi sono diamanti, zirconi e fondi di bottiglia: ogni mercato dispone del prodotto adeguato. Per questo è scellerato lasciare in vendita i diamanti al prezzo degli zirconi, come accade nelle città e nei borghi dell’Arte, e ancor più scellerato offrire a tutti i possibili acquirenti del nostro atelier fondi di bottiglia spacciati per preziosi, come fin troppo spesso avviene lungo i nostri litorali dove ormai l’accoglienza, l’ospitalità e l’intrattenimento fanno parte di epoche talmente lontane da essere state persino dimenticate.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti