5 Agosto 2026, mercoledì
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Fuga in corsa per salvarsi: giovane donna si getta dall’auto e rompe il silenzio sulle violenze domestiche

A Novellara una ragazza pakistana sfugge a un tentativo di strangolamento lanciandosi da un’auto in movimento. Arrestato il marito, misure cautelari anche per altri familiari.

Una portiera che si apre mentre l’auto è ancora in corsa, un salto disperato sull’asfalto e la corsa verso la libertà. È così che una giovane donna pakistana ha interrotto mesi di violenze, trovando il coraggio di chiedere aiuto nel cuore di Novellara, in provincia di Reggio Emilia, territorio già segnato da tragiche vicende legate alla violenza familiare.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la ragazza sarebbe stata vittima, fin dal suo arrivo in Italia nell’agosto 2025, di un sistematico regime di sopraffazione imposto dal marito e da altri membri della famiglia di lui. Un’escalation fatta di aggressioni fisiche e psicologiche: calci inferti con scarpe antinfortunistiche, pugni, schiaffi, frustate con la cintura, tentativi di violenza sessuale e una segregazione domestica mirata a isolarla completamente, impedendole perfino di apprendere la lingua italiana e costruire qualsiasi forma di autonomia.

L’episodio decisivo si è consumato durante un ennesimo atto di violenza: mentre l’uomo tentava di strangolarla all’interno dell’auto, la giovane è riuscita ad aprire la portiera e a lanciarsi fuori, mettendo a rischio la propria vita pur di sottrarsi all’aggressione. Sotto shock, è stata soccorsa da due passanti che hanno immediatamente notato i segni evidenti delle violenze sul suo corpo.

Trasportata al pronto soccorso, la ragazza ha trovato la forza di denunciare quanto subito, assistita da un’interprete. La sua testimonianza ha dato avvio alle indagini dei carabinieri, che hanno portato all’emissione di quattro misure cautelari per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate in concorso.

Il marito, un ventisettenne pakistano, è stato arrestato, mentre per due cognati e il suocero è stato disposto il divieto di avvicinamento alla vittima, il divieto di comunicazione con qualsiasi mezzo e l’applicazione del braccialetto elettronico.

Una vicenda che riporta al centro dell’attenzione il tema delle violenze domestiche e dell’isolamento culturale come strumento di controllo, ma anche la forza di chi, nonostante tutto, riesce a rompere il silenzio e a cercare una via d’uscita.

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