Il conto alla rovescia sembra ormai avviato a Downing Street. Keir Starmer, leader laburista e primo ministro britannico, sarebbe pronto ad annunciare nelle prossime ore le proprie dimissioni, travolto da una pressione politica divenuta negli ultimi giorni sempre più difficile da sostenere. A indicarlo, con crescente insistenza, sono i principali media del Regno Unito, che descrivono un premier isolato e ormai privo del sostegno compatto del suo partito.
Solo venerdì scorso, 19 giugno, Starmer aveva ribadito pubblicamente la volontà di resistere e “combattere” per restare alla guida del governo. Ma il fine settimana ha segnato un cambio di scenario radicale: il rafforzamento interno del suo rivale Andy Burnham e l’aperto dissenso di una parte consistente del gruppo parlamentare laburista hanno accelerato una crisi già latente.
Secondo Sky News, esponenti di primo piano dell’esecutivo — tra cui la ministra degli Esteri Yvette Cooper — avrebbero invitato il premier a fissare una data per l’uscita di scena, nel tentativo di gestire una transizione ordinata ed evitare ulteriori fratture nel partito. Il malcontento, del resto, non è più circoscritto a poche voci critiche: oltre cento deputati laburisti, circa un quarto dell’intero gruppo, avrebbero ormai chiesto apertamente un cambio di leadership.
In questo contesto si inserisce la figura di Andy Burnham, considerato il principale candidato alla successione. La sua imminente entrata a Westminster, prevista nelle prossime ore, rappresenta un passaggio chiave: solo con un seggio parlamentare potrà formalmente ambire alla guida del partito e, di conseguenza, del governo.
Le indiscrezioni convergono su un punto: l’annuncio potrebbe arrivare già oggi. Il Guardian parla di una decisione dettata da una “pressione schiacciante” dei deputati laburisti, mentre la BBC segnala come gli indizi di un passo indietro imminente “si stiano moltiplicando”. Anche il Financial Times descrive un premier “sul punto di dimettersi”, pur registrando le cautele di alcuni suoi alleati, secondo cui una decisione definitiva non sarebbe stata ancora formalizzata.
Quel che appare certo è che la leadership di Starmer, fino a pochi giorni fa difesa con determinazione, è entrata in una fase terminale. E che il Partito Laburista si prepara a una transizione delicata, destinata a ridefinire gli equilibri politici del Paese nel breve periodo.
