2 Ottobre 2026, venerdì
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EasyJet nel mirino dei fondi: Castlelake rilancia a 4,7 miliardi e sfida il CDA

Tre offerte respinte e ora lo scontro diventa pubblico: il fondo americano tenta l’assalto alla low cost britannica, che replica parlando di “valutazione opportunistica”

Si alza la temperatura attorno a EasyJet. La compagnia aerea low cost britannica, seconda in Europa per dimensioni, è finita nel mirino del fondo statunitense Castlelake, deciso a portare a termine un’operazione da quasi 5 miliardi e mezzo di euro. Ma il consiglio di amministrazione della compagnia non ci sta e respinge anche l’ultima proposta, aprendo un braccio di ferro destinato a lasciare il segno nel settore del trasporto aereo europeo.

L’offerta più recente – pari a 4,74 miliardi di sterline – rappresenta il punto più alto di una sequenza di tre tentativi messi sul tavolo nel giro di poche settimane. Castlelake ha progressivamente alzato la posta con l’obiettivo dichiarato di chiudere l’operazione entro il 26 giugno 2026. Nell’ultima proposta, il fondo ha offerto 62,5 pence per azione, con un premio di circa il 59% rispetto ai valori di mercato registrati a fine maggio, quando il titolo EasyJet si attestava intorno ai 39,4 pence.

Numeri che, nelle intenzioni degli investitori americani, dovrebbero rendere l’offerta difficilmente ignorabile. Ma il cda della compagnia ha fatto muro, definendo la proposta “altamente opportunistica” e legata a una fase congiunturale sfavorevole che avrebbe temporaneamente depresso il valore del titolo. In particolare, peserebbero le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, che stanno incidendo sulle prospettive del settore e sulle performance borsistiche delle compagnie aeree.

La frattura tra le parti è ormai evidente. Se le prime due offerte erano rimaste riservate, la terza è stata resa pubblica direttamente da Castlelake, segnando un cambio di strategia e trasformando la trattativa in un confronto aperto. Il fondo ha parlato esplicitamente di una “riluttanza” del management di EasyJet a impegnarsi in modo costruttivo, scegliendo così di rivolgersi direttamente al mercato e agli azionisti.

Non è un attore qualsiasi, Castlelake. Il fondo ha già dimostrato la propria capacità di incidere nel settore aviation, partecipando – in partnership con Air France – al rilancio di Scandinavian Airlines. Un precedente che alimenta la credibilità dell’operazione, ma che non basta a convincere il vertice di EasyJet.

Uno dei nodi più sensibili resta quello della possibile privatizzazione della compagnia. Su questo punto, Castlelake ha cercato di rassicurare gli azionisti, prospettando la possibilità di mantenere una partecipazione attraverso una nuova entità privata creata in partnership con il fondo stesso. Una soluzione che, nelle intenzioni, dovrebbe mitigare i timori legati alla perdita di controllo e alla trasformazione dell’assetto societario.

Resta ora da capire se lo scontro evolverà in una trattativa o in una vera e propria battaglia finanziaria. Molto dipenderà dalla reazione del mercato e dalla disponibilità degli azionisti a considerare l’offerta. Di certo, l’assalto a EasyJet segna un nuovo capitolo nella fase di consolidamento del trasporto aereo europeo, sempre più terreno di caccia per grandi fondi internazionali pronti a scommettere sulla ripresa del settore.

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