Un appello al Governo perché si attivi con urgenza sul piano diplomatico e ottenga il rilascio degli attivisti del convoglio umanitario Global Sumud Land Convoy fermati in Libia. A lanciarlo è la deputata del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino, che punta i riflettori sulla sorte di Dina Alberizia, cittadina torinese da giorni senza contatti con l’esterno e trattenuta insieme ad altri partecipanti alla missione mentre cercavano di raggiungere la Striscia di Gaza.
La vicenda si inserisce nel quadro delle iniziative internazionali di solidarietà verso la popolazione palestinese, ma assume per l’Italia un rilievo particolare per il coinvolgimento diretto di una connazionale. Secondo quanto denunciato dall’esponente pentastellata, da giorni non giungono notizie sulle condizioni della donna e degli altri fermati, circostanza che alimenta preoccupazione e richieste di chiarimento.
«Dina ha dedicato trent’anni della sua vita ai bambini di Torino come educatrice», sottolinea Appendino, ricordando il lungo impegno sociale della volontaria. «È partita disarmata per portare aiuto in una terra segnata dalla guerra e oggi si trova detenuta in un territorio controllato dalle milizie di Haftar».
Nella nota, la parlamentare invita il ministro degli Esteri Antonio Tajani ad andare oltre le dichiarazioni di principio e a mettere in campo «un’azione diplomatica concreta e urgente» per garantire il ritorno in Italia della donna e degli altri attivisti coinvolti.
Il richiamo è soprattutto alla responsabilità delle istituzioni nel tutelare i propri cittadini all’estero, a maggior ragione quando si tratta di persone impegnate in attività umanitarie. «Questa vicenda non può restare nel silenzio», afferma Appendino, che lega la richiesta di intervento alla storia personale della volontaria torinese: «Una donna anziana, incensurata, che ha scelto la pace merita che lo Stato si batta per lei con la stessa determinazione con cui lei si è battuta per gli altri».
Parallelamente alla presa di posizione politica, cresce anche la mobilitazione civile. La stessa Appendino ha annunciato di aver aderito all’appello promosso per chiedere la liberazione di Dina Alberizia, contribuendo a una campagna che punta a mantenere alta l’attenzione pubblica sul caso e a sollecitare un rapido coinvolgimento delle autorità italiane.
Mentre restano da chiarire le circostanze del fermo e le condizioni dei volontari trattenuti in Libia, la richiesta che arriva dall’opposizione è netta: accelerare ogni canale diplomatico disponibile affinché Dina Alberizia e gli altri membri della missione possano fare ritorno al più presto nelle rispettive case.
