1 Giugno 2026, lunedì
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Socialismo: l’utopia distopica ai tempi dell’IA

Secondo Pino Arlacchi l'utilizzo dell'Intelligenza Artificiale potrebbe favorire la realizzazione del Socialismo Ideale. Parliamo di un'utopia che potrebbe rivelarsi distopica.

A cura di Gilberto Borzini

LA RIFLESSIONE

Il Professor Pino Arlacchi, Sociologo ed eurodeputato progressista, afferma in un recente intervento che il sapiente utilizzo dell’IA potrebbe favorire l’istaurarsi di un modello politico coerente con l’idealità del socialismo originario.

Al netto della sua notorietà e dei suoi propri convincimenti politici ritengo doveroso sottoporre l’ipotesi ad una prima valutazione critica.

Il professore dispone di una vasta conoscenza del mondo cinese e soprattutto di quel “attraversare il fiume tastando pietra per pietra” che sotto Deng Tziao Ping definì un modello di pianificazione economica statale capace di adeguarsi ai mutamenti generati dall’attivazione dei processi, forma di “pianificazione dinamica” ignota a Mao Tze Dong o, tanto meno, all’esperienza sovietica.

La sostanza del ragionamento di Arlacchi è che potendo l’IA gestire milioni di miliardi di dati possa operare adeguando la produzione al consumo in un modello capace di liberare l’uomo dal lavoro favorendone la crescita culturale e spirituale, come nelle più rosee previsioni marxiane.

Un’IA “statalizzata”, come sembra accada attualmente in Cina, che controlla e governa il “mercato” anticipando le nuove esigenze di consumo e introducendole con gradualità differenziata al fine di non creare fratture sociali o rilevanti criticità.

Utopia distopica

Ciò che sembra sfuggire nella tesi succintamente sopra riportata è che una totale pianificazione, se pur dinamica, dei processi economici e di consumo può esistere esclusivamente a fronte di un totale controllo dei cittadini consumatori.

L’Intelligenza Artificiale, per esprimere al meglio le proprie capacità pianificatorie, deve conoscere i comportamenti, i desideri, i modelli relazionali, gli acquisti, le spese, le disponibilità economiche di ogni singolo soggetto di inchiesta.

Si tratta di un controllo globale di ogni singola persona affermato attraverso l’ipotesi dell’utopia socialista.

Si tratta di un processo apertamente liberticida, intendendosi in materia di libertà anche la possibilità di sbagliare, di contravvenire, di rifiutare o di opporsi.

Cittadini monadi

Così nasce un’ulteriore problematica che appartiene anche al mondo conservatore: può sussistere un’economia, di Mercato o Statale, basata sull’Intelligenza Artificiale che mantenga in essere le Libertà più comuni?

Può esistere un Mercato che ammetta la libertà individuale di “chiamarsi fuori”, di opporsi, di ribellarsi?

O forse le prime avvisaglie del Controllo Globale si stanno già formando nelle normative dei cosiddetti Paesi Democratici, governati da oligarchie e lobbies, in cui governi conservatori promulgano leggi sempre più restrittive in materia di libertà di aggregazione e di pensiero?

L’Uomo come “animale sociale” è destinato a divenire “Monade Single”, attaccato alla macchina elaborante e al dispositivo elettronico anche per disporre di relazioni, a loro volta filtrate e controllate da Algoritmi in versione di Sensale camuffati da portali di Dating e Chat?

Possono esistere spazi di critica e di contestazione in Società numericamente eccessive, quantitativamente debordanti in cui controllo e repressione assumono costi prossimi all’ingestibilità e ogni tensione potrebbe rappresentare la scintilla che innesca un incendio sociale?

O l’incremento demografico globale impone, necessariamente, la riduzione delle libertà individuali, la costrizione al ruolo di monade, la disponibilità di un oblò tecnologico sul mondo che consente di guardare il mondo fuori ma soprattutto controlla l’interno?

Insomma, il socialismo ideale di cui ragiona Arlacchi potrebbe in sintesi rivelarsi la più brutale delle distopie ammantata da oniriche ambizioni?

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