13 Giugno 2026, sabato
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2 Giugno, Mattarella richiama le radici della Repubblica: “Dal voto del ’46 nacque il nuovo patto civile degli italiani”

Messaggio ai prefetti in vista dell’80° anniversario: libertà, uguaglianza e solidarietà al centro dell’identità nazionale. “Decisivo il contributo delle donne al primo voto democratico”

In vista dell’80° anniversario della Repubblica, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha indirizzato un articolato messaggio ai Prefetti d’Italia, chiamati a farsi interpreti, sui territori, dello spirito e dei valori del 2 Giugno. Un richiamo forte alla memoria storica del Paese, ma anche un invito a rinnovare, nel presente, l’impegno civile e istituzionale che affonda le sue radici nella scelta compiuta dagli italiani nel 1946.

Fu proprio il referendum del 2 giugno, ricorda il Capo dello Stato, a segnare una “svolta nella storia nazionale” dopo le ferite del ventennio fascista, della guerra e della lotta di Liberazione. Un passaggio decisivo che aprì la strada alla nascita della Repubblica e alla costruzione di un nuovo ordine democratico fondato sulla Costituzione. Un “patto civile” – sottolinea Mattarella – ispirato ai principi cardine di libertà, uguaglianza e solidarietà, alimentato da una diffusa e profonda aspirazione alla pace.

Al centro del messaggio presidenziale emerge il valore della partecipazione popolare. La nascita della Repubblica, evidenzia Mattarella, fu il frutto di un “corale e sincero esercizio di democrazia”, che vide milioni di italiani recarsi alle urne con straordinaria compostezza per scegliere non solo la forma dello Stato, ma anche i rappresentanti dell’Assemblea costituente.

Un passaggio storico che segnò anche una svolta epocale sul piano dei diritti: per la prima volta nella storia nazionale, le donne furono chiamate al voto. Già protagoniste nelle elezioni amministrative precedenti, furono determinanti anche nella consultazione del 2 giugno, contribuendo in modo significativo alla nascita della nuova Italia democratica.

Il Presidente richiama poi il delicato contesto in cui si svolse quella consultazione, sottolineando come il libero esercizio del voto fu garantito grazie al ripristino della macchina elettorale, dopo anni di compressione delle libertà. Un processo reso possibile anche dall’impegno delle Prefetture e delle istituzioni, chiamate a ricostruire le fondamenta dello Stato democratico.

Oggi, a ottant’anni da quei giorni, la comunità nazionale – osserva il Capo dello Stato – rinnova la propria adesione agli ideali repubblicani, proiettandoli nel contesto europeo. Una memoria che non è celebrazione retorica, ma riconoscimento concreto del contributo di generazioni di cittadini e servitori dello Stato che, in ruoli diversi, hanno operato per il bene comune, talvolta fino al sacrificio estremo.

“I valori della Costituzione vivono nell’azione di quanti si pongono al servizio della collettività”, ribadisce Mattarella, indicando una linea di continuità tra i principi fondativi della Repubblica e l’impegno quotidiano delle istituzioni.

Un passaggio significativo del messaggio è dedicato proprio al ruolo dei Prefetti, definiti presidio fondamentale della vita democratica del Paese. La loro azione – sottolinea il Presidente – si esplica nella tutela delle libertà, nella promozione della legalità e della sicurezza, nella gestione delle emergenze e nel coordinamento tra istituzioni, volontariato e società civile.

Un impegno che assume particolare rilievo nei contesti più complessi: dalle tensioni sociali alle crisi economiche, fino alle situazioni in cui sono in gioco la dignità e la sicurezza del lavoro, indicato da Mattarella come uno dei pilastri della convivenza civile.

Nel richiamo alle radici della Repubblica si legge dunque anche un messaggio per il presente: custodire e attualizzare i valori del 2 giugno significa rafforzare ogni giorno il legame tra istituzioni e cittadini, nel segno della responsabilità condivisa e della coesione nazionale.

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