1 Giugno 2026, lunedì
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Università e geopolitica dell’innovazione: AUGE Università protagonista al simposio internazionale di Bucarest

Al Simposio “Experience. Knowledge. Contemporary Challenges” la visione di Auge Università: formazione transnazionale, inclusione e nuove qualifiche per il mercato del lavoro globale

Si è svolta a Bucarest la 18ª edizione dell’International Symposium “Experience. Knowledge. Contemporary Challenges”, promosso dall’Università ARTIFEX University of Bucarest sotto la guida del Rettore Alexandru Manole. Un appuntamento ormai consolidato nel panorama accademico internazionale, che ha riunito oltre venti tra rettori e rappresentanti di atenei provenienti da Europa, Asia, Medio Oriente e Africa, in un confronto aperto sui nuovi scenari dell’innovazione e sulle sue implicazioni geostrategiche.

Il tema dell’edizione — “Elementi di un ecosistema di innovazione con molteplici utilità geostrategiche” — ha fatto da filo conduttore a una riflessione corale sul ruolo delle università in un mondo attraversato da trasformazioni rapide, in cui conoscenza, tecnologia e cooperazione internazionale diventano leve decisive di sviluppo e competitività.

I lavori, interamente in lingua inglese, si sono svolti in modalità ibrida, tra presenza e collegamenti online, confermando una formula ormai consolidata che consente di superare confini geografici e rafforzare reti di collaborazione. Particolare rilievo è stato dato ai programmi di apprendimento interculturale, sviluppati attraverso progetti condivisi e attività di gruppo, strumenti sempre più essenziali per formare competenze trasversali in un contesto globale complesso.

Tra i protagonisti anche AUGE Università, rappresentata in videocollegamento da Maria Gizoska, che ha portato all’attenzione della platea una visione strutturata della propria missione accademica e formativa. Nel suo intervento, Auge ha richiamato il percorso avviato fin dal 2005 come ateneo internazionale di diritto privato, sottolineando la costruzione progressiva di una rete globale di affiliazioni con università in diversi continenti.

«Siamo stati accolti con grande professionalità e cortesia dal nostro partner, il Rettore Alexandru Manole dell’Università Artifex di Bucarest», ha dichiarato Maria Gizoska, sottolineando il valore della partnership. «Il proseguimento di questa alleanza consente a entrambe le nostre università di affrontare sfide complesse e multidisciplinari su scala globale, generando opportunità significative per studenti e docenti. I risultati raggiunti finora sono importanti e confidiamo di poter consolidare ulteriormente questa collaborazione».

Nell’intervento di AUGE si evidenzia con tutto il suo peso, l’anima dell’ateneo.

«Auge Università ha avviato un percorso di formazione internazionale attraverso accordi di affiliazione con università di ogni angolo del pianeta — è stato evidenziato — con l’obiettivo di rispondere alle esigenze del mercato del lavoro attraverso qualifiche professionali EQF riconosciute in tutti i paesi europei e in altri dodici paesi extraeuropei, nel rispetto del Quadro Europeo delle Qualifiche e del Regolamento UE 2019/128 del Parlamento Europeo e del Consiglio».

Al centro dell’intervento anche il tema della spendibilità internazionale dei titoli: «Una qualifica professionale, associata a un percorso triennale da 180 crediti, rappresenta una laurea con libera circolazione nei paesi europei e non solo», è stato ribadito, con particolare attenzione alla costruzione di percorsi formativi capaci di rispondere in modo diretto alle richieste del mercato globale.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla dimensione occupazionale della formazione: «Una formazione che consente ai giovani di inserirsi nel mondo del lavoro con specializzazione, scegliendo il Paese che offre maggiori opportunità in relazione alla qualifica conseguita».

Nel solco di una visione fortemente inclusiva, Auge ha ribadito il valore della cooperazione internazionale: «Crediamo nelle collaborazioni tra università di diversi Paesi, lo vogliamo fortemente perché per AUGE nessuno è solo un numero. Siamo una scuola inclusiva e transdisciplinare che utilizza l’informazione come linguaggio universale per il cambiamento».

Un passaggio centrale ha riguardato il ruolo sociale degli atenei contemporanei: «Le università devono vivere la società e creare connessioni, una parola poco usata ma che racchiude grandi responsabilità. Creare connessione è un dovere sociale delle università, non un diritto degli studenti».

Infine, lo sguardo al rapporto tra formazione e impresa: «Il mondo del lavoro e le aziende sono sempre alla ricerca di figure professionali qualificate, e non c’è luogo migliore dell’università per svolgere praticantato e tirocinio», è stato sottolineato, richiamando il concetto di “Passaporto del Capitale Intellettuale” come sintesi di un modello formativo orientato alla mobilità e alla spendibilità internazionale delle competenze.

Il simposio si conferma così un laboratorio privilegiato di confronto tra sistemi accademici differenti, in cui la dimensione educativa si intreccia sempre più con quella geopolitica ed economica. In questo scenario, la cooperazione tra atenei non appare più solo come opportunità, ma come infrastruttura strategica per la costruzione di un sapere condiviso e globalmente riconoscibile.

Universities and the Geopolitics of Innovation: AUGE University Takes Center Stage at International Symposium in Bucharest

At the “Experience. Knowledge. Contemporary Challenges” Symposium, Auge University’s vision: transnational education, inclusion, and new qualifications for the global labor market.

The 18th edition of the International Symposium “Experience. Knowledge. Contemporary Challenges,” promoted by ARTIFEX University of Bucharest under the leadership of Rector Alexandru Manole, took place in Bucharest. This well-established event in the international academic landscape brought together over twenty rectors and university representatives from Europe, Asia, the Middle East, and Africa for an open discussion on new innovation scenarios and their geostrategic implications.

The theme of this year’s event—”Elements of an Innovation Ecosystem with Multiple Geostrategic Utilities”—served as the guiding thread for a shared reflection on the role of universities in a rapidly changing world, where knowledge, technology, and international cooperation are becoming crucial levers of development and competitiveness.

The conference, held entirely in English, was held in a hybrid format, combining in-person and online sessions, confirming a well-established formula that transcends geographical boundaries and strengthens collaborative networks. Special emphasis was placed on intercultural learning programs, developed through shared projects and group activities, increasingly essential tools for developing transversal skills in a complex global context.

AUGE University was also among the participants, represented via video link by Maria Gizoska, who presented a structured vision of its academic and educational mission to the audience. In her speech, Auge recalled the journey it embarked on in 2005 as an international private university, emphasizing the progressive construction of a global network of affiliations with universities on various continents.

“We were welcomed with great professionalism and courtesy by our partner, Rector Alexandru Manole of Artifex University in Bucharest,” said Maria Gizoska, emphasizing the value of the partnership. “The continuation of this alliance allows both our universities to address complex and multidisciplinary challenges on a global scale, creating significant opportunities for students and faculty. The results achieved so far are significant, and we are confident we can further consolidate this collaboration.”

AUGE’s speech clearly highlights the soul of the university.

“Auge University has launched an international training program through affiliation agreements with universities around the world,” it was emphasized, “with the aim of meeting the needs of the labor market through EQF professional qualifications recognized in all European countries and twelve other non-European countries, in compliance with the European Qualifications Framework and EU Regulation 2019/128 of the European Parliament and of the Council.”

The international applicability of qualifications was also a central theme of the presentation: “A professional qualification, combined with a three-year program of 180 credits, represents a degree with free circulation in European countries and beyond,” it was reiterated, with particular attention to the development of training programs capable of directly responding to the demands of the global market.

Ample space was also given to the employment dimension of education: “Education that allows young people to enter the workforce with specialized training, choosing the country that offers the best opportunities based on their qualifications.”

In keeping with a strongly inclusive vision, Auge reiterated the value of international cooperation: “We believe in collaborations between universities from different countries; we strongly believe in it because for AUGE, no one is just a number. We are an inclusive and transdisciplinary school that uses information as a universal language for change.”

A key point concerned the social role of contemporary universities: “Universities must live in society and create connections, a rarely used word that carries great responsibility. Creating connections is a social duty of universities, not a right of students.”

Finally, a focus on the relationship between education and business: “The world of work and companies are always looking for qualified professionals, and there’s no better place than the university to undertake internships and internships,” the speaker emphasized, evoking the concept of the “Intellectual Capital Passport” as a synthesis of a training model geared toward mobility and the international applicability of skills.

The symposium thus confirms its role as a privileged laboratory for discussion between different academic systems, where the educational dimension is increasingly intertwined with the geopolitical and economic. In this scenario, cooperation between universities no longer appears merely as an opportunity, but as a strategic infrastructure for building shared and globally recognizable knowledge.

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