1 Giugno 2026, lunedì
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Bordighiera, morte della piccola Beatrice: madre e compagno davanti al gip per la convalida degli arresti

Accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte della minore: per Aiello trasferimento da Torino a Imperia. Il quadro accusatorio si fa più pesante

Si terranno mercoledì 3 giugno gli interrogatori di convalida dell’arresto per Emanuela Aiello, 43 anni, ed Emanuel Iannuzzi, 42, entrambi indagati per la morte della piccola Beatrice, la figlia della donna. Un passaggio cruciale dell’inchiesta che nelle ultime settimane ha registrato una significativa svolta sul piano giuridico, con un aggravamento delle contestazioni a carico dei due.

Iannuzzi, detenuto nel carcere di Imperia, sarà il primo a comparire davanti al giudice per le indagini preliminari: l’udienza è fissata per le ore 12. L’uomo è assistito dagli avvocati Maria Gioffré e Cristian Urbini. A seguire sarà interrogata Aiello, difesa dai legali Laura Corbetta e Bruno Di Giovanni, che per l’occasione verrà trasferita dal carcere di Torino, dove si trova detenuta da febbraio.

La posizione della donna è infatti al centro dell’inchiesta sin dalle prime fasi: era il 9 febbraio quando venne arrestata con l’accusa di omicidio preterintenzionale in concorso. Un’impostazione accusatoria che, alla luce degli sviluppi investigativi, è stata successivamente rivista dalla Procura di Imperia. Oggi, per entrambi, l’ipotesi di reato è quella di maltrattamenti aggravati dalla morte della minore, contestati in concorso.

Una modifica non solo formale ma sostanziale, che ridefinisce il perimetro della responsabilità penale e incide in maniera significativa sul piano sanzionatorio. Come spiegato dal procuratore capo Alberto Lari, la nuova qualificazione giuridica comporta pene più severe: “Se l’omicidio preterintenzionale è punito con una reclusione da 10 a 18 anni, il reato di maltrattamenti aggravati dalle circostanze contestate prevede una pena compresa tra i 12 e i 24 anni”.

L’impianto accusatorio si fonda su un quadro che gli inquirenti ritengono consolidato, fatto di condotte reiterate e di un contesto familiare segnato da presunte violenze e vessazioni, sfociate – secondo la Procura – nell’evento più drammatico. Gli interrogatori di mercoledì rappresenteranno dunque un momento chiave: il gip dovrà valutare la legittimità degli arresti e la sussistenza delle esigenze cautelari, mentre gli indagati avranno l’opportunità di fornire la propria versione dei fatti.

Nel frattempo, resta alta l’attenzione su un caso che ha profondamente colpito l’opinione pubblica, riportando al centro del dibattito il tema della tutela dei minori e delle responsabilità genitoriali.

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