16 Agosto 2026, domenica
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Appendino incalza il governo: “Paese in affanno, altro che serenità”. E rilancia le primarie nel campo progressista

L’ex sindaca di Torino a “Fin che la barca va” attacca Meloni sui dati economici e apre il fronte politico: “Serve un confronto democratico. Io? Sto con Conte, è casa mia”

Altro che clima disteso: mentre la maggioranza rivendica stabilità e fiducia, dalle opposizioni arriva un giudizio diametralmente opposto sullo stato di salute del Paese. A scandirlo, con toni netti, è Chiara Appendino, deputata del Movimento 5 Stelle ed ex sindaca di Torino, intervenuta nel corso della trasmissione televisiva “Fin che la barca va”, condotta da Piero Chiambretti su Rai3.

“Dopo le elezioni a Venezia Giorgia Meloni è serenissima? È un bel problema, perché il Paese non lo è”, afferma Appendino, che dipinge un quadro economico e sociale critico: “La cassa integrazione è esplosa, le imprese chiudono, la produzione industriale crolla, i salari restano fermi e la sanità non funziona. Al suo posto io non dormirei la notte”.

Un attacco frontale, che intreccia dati economici e percezione diffusa di difficoltà, e che punta a smontare la narrazione di solidità dell’esecutivo. Nel mirino, non solo le politiche industriali e del lavoro, ma anche il sistema sanitario, indicato come uno dei punti più fragili dell’attuale fase.

Ma l’intervento dell’esponente pentastellata non si limita alla critica al governo. Al centro del suo ragionamento c’è anche il futuro degli equilibri nel campo progressista. Appendino rilancia con decisione il tema delle primarie come strumento per la selezione della leadership: “Sono la via maestra per scegliere il leader della coalizione, non c’è motivo di esitare. Se non facciamo le primarie, allora si dica chiaramente come intendiamo individuare la guida”.

Un messaggio diretto agli alleati, in particolare al Partito Democratico, accompagnato da una stoccata neppure troppo velata: “Se qualcuno ha paura, lo dica”. E sul possibile confronto interno tra i leader, aggiunge: “Elly Schlein l’abbiamo vista arrivare, ora spero di vederla confrontarsi serenamente, in un passaggio democratico, con Giuseppe Conte e con chi vorrà partecipare”.

Infine, incalzata da Chiambretti con una domanda volutamente provocatoria sulla sua preferenza tra i due principali protagonisti del fronte progressista, Appendino risponde con una battuta che chiarisce però la sua posizione politica: “Sicuramente Giuseppe, che vuol dire Movimento 5 Stelle, che vuol dire casa mia”.

Parole che confermano come, al di là delle aperture al dialogo, il Movimento 5 Stelle resti determinato a rivendicare identità e centralità nel possibile cantiere dell’alternativa di governo.

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