15 Agosto 2026, sabato
HomeItaliaEx Ilva, si accende la corsa all’acciaio: Jindal rompe gli equilibri, Flacks...

Ex Ilva, si accende la corsa all’acciaio: Jindal rompe gli equilibri, Flacks rilancia

Offerta vincolante dell’azienda indiana in anticipo sui tempi: ora la partita entra nel vivo. Ma i sindacati avvertono: “Rischio tagli occupazionali”

La partita per il futuro dell’ex Ilva entra in una fase decisiva e, soprattutto, più affollata. Alla proposta già sul tavolo del fondo americano Flacks si affianca ora quella della compagnia indiana Jindal, che nel fine settimana ha presentato un’offerta vincolante per rilevare l’intero complesso industriale, imprimendo una svolta inattesa alla procedura di vendita.

Secondo fonti vicine al dossier, la mossa del gruppo indiano – arrivata con qualche giorno di anticipo rispetto alla scadenza ufficiale – si configurerebbe come un’offerta sostanzialmente allineata a quella già avanzata da Flacks. Un elemento che cambia però il quadro complessivo: la presenza di due pretendenti rende la competizione più serrata e, potenzialmente, più favorevole per l’amministrazione straordinaria chiamata a decidere.

L’iniziativa di Jindal rappresenta, di fatto, l’evoluzione della manifestazione di interesse formalizzata circa dieci giorni fa, quando il gruppo era rientrato in gioco dopo essersi sfilato dalla trattativa sei mesi prima. Un ritorno che oggi si traduce in un passo concreto, seppur ancora incompleto: l’offerta, pur vincolante, non includerebbe infatti dettagli cruciali sul piano finanziario e occupazionale, elementi considerati imprescindibili dalle organizzazioni sindacali.

Sul fronte opposto, Flacks non arretra. Il fondo statunitense ha ribadito la propria determinazione a portare a termine l’acquisizione, rivendicando la solidità della proposta e la qualità del progetto industriale. In una nota, il gruppo ha sollecitato un confronto diretto con i commissari straordinari, con l’obiettivo di sciogliere i nodi ancora aperti e arrivare a una soluzione condivisa. La presa di posizione arriva dopo la richiesta di integrazioni formulata nei giorni scorsi dagli stessi commissari, segno che la trattativa è tutt’altro che chiusa.

Ma mentre i potenziali acquirenti affinano le rispettive strategie, cresce la preoccupazione tra i lavoratori. I sindacati osservano con allarme l’evolversi della situazione e denunciano il rischio che la competizione tra le offerte si traduca in una corsa al ribasso sul fronte occupazionale.

Francesco Risso e Sasha Colautti, dell’esecutivo nazionale Usb, parlano senza mezzi termini di “trattative ghigliottina”, accusando entrambe le proposte di puntare principalmente alla riduzione della forza lavoro. “Sembra una gara a chi lascia a terra più lavoratori”, affermano, sottolineando come le informazioni finora emerse non facciano che rafforzare i timori. Per il sindacato, la priorità resta una sola: garantire la tutela integrale dei livelli occupazionali, un tema che – denunciano – non sarebbe ancora stato posto al centro delle valutazioni.

Con due offerte sul tavolo e molti interrogativi ancora aperti, il dossier ex Ilva si avvia dunque verso una fase cruciale. La scelta finale non riguarderà soltanto la solidità finanziaria dei progetti, ma anche – e soprattutto – la capacità di coniugare rilancio industriale e salvaguardia sociale in uno dei poli siderurgici più strategici del Paese.

“.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti