12 Aprile 2026, domenica
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Carburanti, scontro politico sui rincari: opposizioni all’attacco del governo sulle accise

Dal M5S al Pd accuse all’esecutivo: “In tre anni solo cassa sulla benzina”. I dem chiedono di usare l’extragettito Iva per ridurre il prezzo alla pompa e attivare subito il meccanismo delle accise mobili.

Il caro carburanti torna al centro dello scontro politico e riapre il confronto tra governo e opposizioni sulle misure per contenere l’impatto dei prezzi alla pompa su famiglie e imprese. Dal Movimento 5 Stelle al Partito democratico si moltiplicano le critiche all’esecutivo, accusato di aver fatto “cassa” negli ultimi anni attraverso il sistema delle accise senza intervenire realmente per alleggerire il peso dei rincari.

A puntare il dito contro il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è la deputata del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino. In un messaggio pubblicato sui social, l’ex sindaca di Torino accusa il governo di aver tradito le promesse sulla riduzione della pressione fiscale sui carburanti.

«Caro Giorgetti – scrive – la realtà è scritta nei vostri numeri: in tre anni avete fatto solo cassa sulla benzina. Altro che “sterilizzazione delle imposte”: avete tagliato gli sconti sulle accise e, con l’ultima manovra, aumentato il prezzo del gasolio».

Secondo Appendino, anche sul tema delle cosiddette accise mobili l’esecutivo continua a rimandare senza assumere decisioni concrete. «Dite “vedremo”, ma intanto i cittadini pagano il conto delle vostre promesse tradite. Meno annunci, più fatti: serve invertire la rotta subito», conclude la parlamentare pentastellata.

Sul fronte del Partito democratico la linea è analoga: il governo dovrebbe utilizzare l’extragettito fiscale generato dall’aumento dei prezzi dei carburanti per ridurre il costo alla pompa. È la proposta rilanciata dalla segretaria dem Elly Schlein e sostenuta da diversi esponenti del partito.

Antonio Casella, coordinatore nazionale dei circoli Pd dei trasporti, invita l’esecutivo ad accogliere la proposta per evitare ripercussioni su un comparto già sotto pressione. «Il forte aumento dei prezzi dei carburanti darà un colpo durissimo a tutto il settore dei trasporti», avverte.

Casella elenca una serie di ambiti già fragili: dal trasporto aereo, ancora segnato dalle conseguenze della guerra e dalle tensioni internazionali, al trasporto pubblico locale alle prese con le difficoltà finanziarie aggravate dai tagli dell’ultima manovra. Senza dimenticare la logistica e i servizi collegati al settore ferroviario.

Secondo il dirigente dem, la soluzione è immediatamente praticabile: «Usare l’extragettito Iva per ridurre le accise e restituire a cittadini e imprese una parte significativa delle entrate aggiuntive generate dall’aumento dei prezzi dei carburanti. È uno strumento che può essere attivato subito».

La stessa richiesta arriva da Stefania Bonaldi, responsabile Pubblica amministrazione, professioni e innovazione nella segreteria nazionale del Pd. Bonaldi sottolinea come l’aumento dei carburanti stia già producendo effetti concreti sul potere d’acquisto delle famiglie e sulla competitività delle imprese.

«In una fase così delicata – osserva – il governo ha il dovere di utilizzare tutti gli strumenti previsti dall’ordinamento per attenuare l’impatto dei rincari». Tra questi, appunto, il meccanismo delle accise mobili, che consentirebbe di destinare l’extragettito Iva derivante dall’aumento dei prezzi alla riduzione del costo finale per i consumatori.

Un intervento che, secondo Bonaldi, sarebbe immediatamente attivabile e rappresenterebbe una risposta concreta alla crescita dei prezzi energetici.

Ancora più duro il giudizio espresso da Alfredo D’Attorre, responsabile Università e ricerca nella segreteria del Pd, che collega la questione dei carburanti alle tensioni geopolitiche e alle scelte dell’esecutivo.

«Se la presidente del Consiglio non ha il coraggio di introdurre una vera tassa sugli enormi profitti delle compagnie energetiche – afferma – provi almeno a tamponare nell’immediato gli effetti della crisi sui cittadini».

Anche per D’Attorre la strada da percorrere è quella indicata dalla segreteria dem: utilizzare subito l’extragettito Iva per ridurre le accise sui carburanti e contenere, almeno in parte, l’impatto dei rincari sui consumatori italiani.

Il nodo, dunque, resta politico oltre che economico. Da una parte il governo, che finora ha difeso le proprie scelte di bilancio; dall’altra le opposizioni, che chiedono un intervento immediato per alleggerire il costo dei carburanti. Una partita destinata a restare aperta, mentre il prezzo alla pompa continua a rappresentare uno degli indicatori più sensibili per l’economia reale del Paese.

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