11 Febbraio 2026, mercoledì
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Alcaraz infinito: batte Zverev dopo cinque ore e mezza e conquista la sua prima finale agli Australian Open

Australian Open, semifinale da antologia a Melbourne

Cinque ore e mezza di tennis estremo, di sofferenza fisica e mentale, di colpi spettacolari e nervi messi a durissima prova. Carlos Alcaraz firma un’altra pagina memorabile della sua giovane ma già straordinaria carriera e diventa il primo finalista degli Australian Open, al termine di una semifinale epica contro Alexander Zverev, vinta al quinto set con il punteggio di 6-4, 7-6, 6-7, 6-7, 7-5.

Il numero uno del mondo sembrava avere la partita saldamente in mano dopo aver conquistato i primi due set, mostrando la consueta combinazione di potenza, velocità e creatività. Ma Zverev, solido e orgoglioso, ha rifiutato la resa, approfittando anche di un evidente calo fisico dello spagnolo nel terzo parziale. Alcaraz ha accusato problemi muscolari e crampi, tanto da richiedere un medical time out che ha acceso le proteste del tedesco e contribuito ad aumentare la tensione in campo.

La semifinale si è così trasformata in una vera e propria maratona, con Zverev capace di riportare il match in parità vincendo due set consecutivi al tie-break e trascinando la sfida al quinto. Qui, nonostante la stanchezza e i segni evidenti della battaglia sul fisico, Alcaraz ha trovato le ultime riserve di energia e lucidità: break decisivo nel momento chiave e 7-5 finale che vale l’accesso all’atto conclusivo del torneo.

«Bisogna crederci sempre. È stato uno dei match più duri, forse il più duro della mia carriera», ha raccontato a caldo Alcaraz, stremato ma raggiante. «Ci ho messo il cuore. Sapevo che dovevo lottare fino all’ultima palla e che i crampi, prima o poi, sarebbero passati». Per lo spagnolo si tratta della prima finale in carriera a Melbourne, un traguardo a lungo inseguito: «Giocare la finale agli Australian Open è qualcosa che desideravo da tanto tempo. Lottare per il titolo è l’obiettivo di queste due settimane».

Parole di gratitudine anche per il pubblico della Rod Laver Arena, che lo ha sostenuto nei momenti più difficili: «Mi avete riportato in vita, mi avete incoraggiato. Ora devo recuperare il più possibile». Domenica lo attende l’ultimo ostacolo, ma intanto Alcaraz può godersi una vittoria che va oltre il risultato: la consacrazione definitiva di un campione capace di resistere, soffrire e rialzarsi anche quando il corpo sembra chiedere tregua.

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