Il 2025 segna un nuovo massimo storico per la redditività delle grandi imprese mondiali. Secondo il Profit Watch, parte integrante del Capital Group Global Equity Study, le 1.600 società quotate più grandi a livello globale hanno generato utili complessivi per 4.850 miliardi di dollari, in crescita del 12,2% rispetto all’anno precedente. Un risultato che conferma la solidità strutturale del capitalismo globale, nonostante un contesto macroeconomico ancora attraversato da tensioni geopolitiche e incertezze monetarie.
I ricavi complessivi dovrebbero aver raggiunto i 44.200 miliardi di dollari, con un incremento del 5,3% sul 2024. Ancora più significativo è il dato di lungo periodo: dal 2015 gli utili sono aumentati del 143%, a fronte di una crescita dei ricavi pari al 69%. Un divario che evidenzia come le aziende siano riuscite a migliorare in modo consistente l’efficienza operativa, trasformando una quota sempre maggiore delle vendite in profitti netti.
La pioggia di cedole e riacquisti premia gli azionisti
Il rafforzamento dei bilanci aziendali ha avuto un riflesso diretto sulle politiche di remunerazione del capitale. Nel 2025 dividendi e programmi di riacquisto di azioni proprie delle principali società mondiali dovrebbero aver raggiunto i 3.500 miliardi di dollari, con un aumento del 7,7% su base annua.
Dal 2016, sottolinea lo studio di Capital Group, profitti, flussi di cassa e distribuzioni agli azionisti sono raddoppiati, crescendo a un ritmo circa doppio rispetto all’inflazione. Un trend che consolida il ruolo delle grandi imprese come pilastro della creazione di valore nel lungo periodo.
Perché la gestione attiva torna centrale
«Si tratta di una crescita strutturale, capace di sostenere le valutazioni azionarie grazie ai migliaia di miliardi di dollari accumulati in liquidità e pronti a essere restituiti agli azionisti», spiega Christophe Braun, Equity Investment Director di Capital Group. «I bilanci oggi sono più solidi rispetto al periodo pre-pandemico e la disciplina nella gestione del capitale si è ormai diffusa ben oltre gli Stati Uniti».
Secondo Braun, mentre mercati come Giappone e Cina presentano ancora ampi margini per aumentare dividendi e buyback, negli Stati Uniti la sostenibilità delle distribuzioni dipenderà sempre più dalla crescita degli utili. Da qui l’importanza di puntare su aziende con redditività duratura e fondamentali robusti, affidandosi a una gestione attiva basata su analisi approfondite, selezione rigorosa e monitoraggio costante.
Tecnologia e media trainano gli utili globali
A spingere la crescita dei profitti nel 2025 sono stati soprattutto i settori della tecnologia e dei media, con un ruolo di primo piano negli Stati Uniti, a Taiwan e in Cina. In particolare, i produttori di semiconduttori hanno contribuito da soli a circa un terzo dell’aumento degli utili globali.
Buone performance sono arrivate anche dai comparti finanziario e sanitario, mentre il settore energetico ha mostrato utili sostanzialmente stabili. In flessione, invece, i beni di consumo ciclici, penalizzati dalla debolezza del settore automobilistico a livello mondiale.
Italia: banche protagoniste della crescita
Nel panorama italiano, la dinamica degli utili è stata complessivamente positiva, con un contributo determinante del settore bancario. La quota dei profitti riconducibile agli istituti di credito è passata da circa un terzo nel 2019 a quasi la metà nel 2025, sostenuta dall’ampliamento dei margini di interesse.
Le società italiane incluse nell’indice considerato dal Capital Group Global Equity Study dovrebbero aver registrato utili per 61,3 miliardi di dollari nel 2025, in crescita del 4,8% rispetto al 2024. Un risultato favorito anche dal rafforzamento dell’euro e dalla riduzione di costi straordinari.
L’aumento degli utili e dei flussi di cassa ha alimentato un deciso rafforzamento delle politiche di remunerazione degli azionisti: dividendi e buyback, raddoppiati tra il 2021 e il 2024 in euro, hanno toccato nel 2024 il livello record di 54 miliardi di dollari. Un segnale chiaro della rinnovata centralità del mercato italiano nello scenario finanziario europeo.
