1 Giugno 2026, lunedì
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Crans-Montana, il rogo che ha sconvolto le Alpi: l’inchiesta si allarga, indagato anche il capo della sicurezza pubblica

Tragedia di Capodanno, la magistratura stringe il cerchio sulle responsabilità istituzionali

L’inchiesta sull’incendio che nella notte di Capodanno ha distrutto il bar Le Constellation a Crans-Montana, causando 40 morti e 116 feriti, entra in una fase decisiva e ancora più delicata. La procura di Sion ha infatti ampliato il perimetro delle indagini iscrivendo nel registro degli indagati anche l’attuale responsabile comunale per la sicurezza pubblica. Un atto che segna un passaggio chiave e che sposta l’attenzione non solo sulle responsabilità private, ma anche su quelle istituzionali.

Fino a oggi l’inchiesta aveva coinvolto i coniugi Jacques e Jessica Moretti, legati alla gestione dell’attività, e un ex funzionario del Comune di Crans-Montana. Con il nuovo nome, il numero degli indagati sale a quattro e il fascicolo giudiziario assume una portata più ampia, chiamando in causa l’intero sistema di prevenzione e controllo che avrebbe dovuto garantire la sicurezza del locale e delle centinaia di persone presenti per i festeggiamenti di fine anno.

La tragedia si è consumata in pochi, terribili minuti. Le fiamme hanno avvolto il bar durante una delle notti più affollate dell’anno, trasformando un luogo di ritrovo in una trappola mortale. Da subito, le autorità hanno avviato accertamenti serrati per ricostruire l’origine dell’incendio, la dinamica della propagazione del fuoco e, soprattutto, per verificare se le norme di sicurezza fossero state rispettate: dalle uscite di emergenza ai limiti di capienza, dai sistemi antincendio alle autorizzazioni rilasciate nel tempo.

L’ingresso nell’inchiesta del responsabile comunale per la sicurezza pubblica rappresenta un punto di svolta. La sua posizione è ora al vaglio degli inquirenti, che intendono chiarire se vi siano state omissioni nei controlli, carenze nella vigilanza o eventuali segnalazioni rimaste senza seguito. In altre parole, se il sistema di prevenzione abbia funzionato correttamente o se, al contrario, si sia inceppato in uno dei suoi passaggi più cruciali.

Secondo quanto riportato dai media francofoni, il dirigente sarà interrogato venerdì 6 febbraio dalla procura di Sion. Un appuntamento considerato centrale per l’inchiesta, perché potrebbe far emergere elementi nuovi sulla gestione della sicurezza nei locali pubblici della stazione alpina, meta internazionale del turismo invernale e simbolo di mondanità e grandi eventi.

La magistratura, al momento, mantiene il massimo riserbo sulle ipotesi di reato contestate, ma la scelta di coinvolgere figure apicali dell’amministrazione comunale indica la volontà di non limitarsi a una lettura superficiale dei fatti. L’obiettivo dichiarato è ricostruire l’intera catena delle responsabilità, accertando se la tragedia fosse evitabile e se segnali di rischio siano stati sottovalutati o ignorati.

Intanto, Crans-Montana resta sospesa tra dolore e attesa. La comunità locale, ancora scossa per l’elevato numero di vittime e feriti, chiede risposte chiare e giustizia. Le famiglie delle persone che hanno perso la vita reclamano verità e trasparenza, mentre l’inchiesta giudiziaria si conferma come l’unico strumento per fare luce su una notte che ha segnato per sempre la storia recente della località alpina.

Con l’allargamento delle indagini, il caso Le Constellation si configura sempre più come un banco di prova per la credibilità delle istituzioni e per l’efficacia delle norme di sicurezza nei luoghi di intrattenimento. Un’inchiesta complessa, destinata a lasciare un segno profondo ben oltre i confini di Crans-Montana.

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