Microsoft e Meta archiviano un trimestre sopra le attese e confermano che l’intelligenza artificiale non è più una linea di sviluppo, ma l’asse portante delle loro strategie industriali. I risultati migliori del previsto rafforzano la fiducia degli investitori e spingono i due colossi tecnologici a rilanciare, soprattutto sul fronte degli investimenti infrastrutturali legati all’AI.
Il segnale più forte arriva da Meta. Il gruppo guidato da Mark Zuckerberg si prepara infatti a un deciso balzo delle spese di capitale: dopo i 72 miliardi di dollari previsti per il 2025, il budget per il 2026 potrebbe salire tra i 115 e i 135 miliardi, oltre cinque miliardi in più rispetto alle stime del mercato. Una cifra imponente, che certifica la volontà di rafforzare data center, capacità di calcolo e piattaforme di intelligenza artificiale, elementi chiave per sostenere lo sviluppo dei servizi futuri.
Una scelta che, almeno per ora, non preoccupa Wall Street. Anzi. Nonostante l’entità degli investimenti, gli investitori hanno premiato la chiarezza della strategia e la solidità dei conti: il titolo Meta è arrivato a guadagnare fino al 10% nelle contrattazioni after hours, segno di una fiducia che va oltre il breve periodo.
Anche Microsoft ha superato le aspettative, confermando la centralità dell’AI nel proprio modello di crescita. Il gruppo di Redmond continua a integrare l’intelligenza artificiale nei suoi prodotti e servizi, dal cloud alle applicazioni per imprese e consumatori, rafforzando una posizione che il mercato considera ormai strutturale.
Il messaggio che arriva dai conti trimestrali è chiaro: l’intelligenza artificiale non è più una promessa, ma un investimento strategico su cui i big tech sono pronti a scommettere risorse senza precedenti. E, almeno per ora, i mercati sembrano condividere la visione.
