La pista di Portimao ha incoronato Marco Bezzecchi come padrone indiscusso del Gran Premio del Portogallo, penultima tappa del Mondiale MotoGP 2025. Una gara che il pilota dell’Aprilia ha trasformato in una cavalcata trionfale, partendo dalla pole position e tagliando il traguardo in solitaria dopo aver demolito, giro dopo giro, ogni resistenza degli avversari.
Alle sue spalle, a distanza siderale, si è piazzato Alex Marquez con la Ducati Gresini, seguito da Pedro Acosta su KTM, autore di un finale in rimonta ma incapace di sferrare l’attacco decisivo per la seconda posizione.
Giornata nera invece per Francesco Bagnaia, caduto in curva 10 mentre viaggiava da solo in quarta posizione. Un’altra delusione pesante per il due volte campione del mondo, che colleziona così il quinto “zero” nelle ultime sei gare e vede sfumare anche gli ultimi obiettivi di una stagione stregata.
Il trionfo del “Bez”: perfezione meccanica e mentale
Per Marco Bezzecchi è stata una domenica da incorniciare, forse la più limpida e matura della sua carriera in MotoGP. Dopo un sabato in cui la Sprint Race lo aveva lasciato alle spalle dei due spagnoli, il riminese ha lavorato nel warm up per risolvere i problemi di trazione che ne avevano limitato il potenziale.
Il risultato è stato devastante: un ritmo insostenibile per chiunque, giri veloci in serie con una costanza impressionante, una gestione gara impeccabile. La sua Aprilia è sembrata un prolungamento naturale del corpo, fluida e stabile su ogni saliscendi dell’Algarve.
Con questo successo – il secondo in una gara lunga dopo quello di Silverstone – Bezzecchi consolida il terzo posto mondiale, con 35 punti di vantaggio su Bagnaia e solo 37 ancora in palio a Valencia. La medaglia di bronzo iridata, ormai, è praticamente nelle sue mani.
Marquez resiste, Acosta incanta
Se Bezzecchi ha dominato, Alex Marquez ha saputo difendere con orgoglio un secondo posto prezioso, frutto di esperienza e lucidità. La sua Ducati Gresini ha sofferto il degrado delle gomme negli ultimi giri, ma il minore dei fratelli Marquez è riuscito a contenere il ritorno furioso di Pedro Acosta, il rookie delle meraviglie della KTM.
Acosta ha provato fino all’ultimo giro a farsi sotto, ma il margine costruito dallo spagnolo di Cervera è bastato a garantirgli la piazza d’onore. Per il giovane talento della casa austriaca arriva comunque un nuovo podio, che certifica una crescita costante e una maturità sorprendente per la sua età.
Bagnaia, un’altra caduta che pesa come un macigno
Per Pecco Bagnaia, invece, la gara di Portimao è la fotografia di un campionato da incubo. Partito con l’obiettivo minimo di chiudere tra i primi cinque, il torinese della Ducati si è ritrovato da solo in quarta posizione quando, in ingresso alla curva 10, ha perso l’anteriore ed è finito nella ghiaia.
Nessun contatto, nessuna pressione: solo un errore individuale che pesa come un macigno. Con questo ennesimo “zero”, il quinto in sei gare, il campione del mondo in carica si allontana definitivamente dalle posizioni di vertice e chiude un finale di stagione segnato da cadute, nervosismo e mancanza di feeling con la moto.
Gli altri: Aldeguer solido, Quartararo ritrovato
Fuori dal podio, la classifica racconta distacchi abissali. Fermín Aldeguer, con l’altra Ducati Gresini, ha chiuso quarto davanti alla KTM ufficiale di Brad Binder, in un arrivo senza storia.
Sesto posto per Fabio Quartararo, che strappa punti importanti alla guida di una Yamaha in lento ma costante recupero. Settimo Ai Ogura con l’Aprilia del team Trackhouse, ottavo Fabio Di Giannantonio con la Ducati VR46. Chiudono la top ten Johann Zarco (Honda LCR) e Pol Espargaró con la KTM Tech 3.
Appena fuori dai dieci Luca Marini, undicesimo con la Honda ufficiale, mentre Nicolò Bulega, chiamato a sostituire l’infortunato Marc Marquez, ha chiuso quindicesimo, conquistando con un pizzico di fortuna il primo punto della sua carriera in MotoGP.
Le cadute e i ritiri: Morbidelli, Mir e Bastianini fuori gioco
La gara ha visto anche diversi ritiri eccellenti. Franco Morbidelli è caduto al primo giro, coinvolto in una sfortunata carambola che lo ha costretto al ritiro immediato. Joan Mir, invece, ha dovuto abbandonare per un problema tecnico alla sua Honda ufficiale.
Sfortuna anche per Enea Bastianini, che con la KTM Tech 3 è stato costretto a fermarsi per un guasto, salvo poi rientrare in pista solo per onor di firma, chiudendo doppiato ma al traguardo.
La fotografia del Mondiale
Il GP di Portogallo non ha offerto scintille in termini di duelli, ma ha chiarito definitivamente le gerarchie del campionato. Bezzecchi è ormai certo del terzo posto mondiale, Bagnaia affonda in una crisi di risultati che non accenna a terminare, mentre la sfida per il titolo resta tra i due spagnoli, in attesa del gran finale di Valencia.
A Portimao, però, la scena è tutta per lui: Marco Bezzecchi, il ragazzo di Rimini che ha imparato a trasformare il talento in autorità, regalando all’Aprilia un trionfo limpido e pieno di significato. Un segnale forte, per il presente e per il futuro della MotoGP italiana.
