15 Luglio 2026, mercoledì
HomeItaliaCronacaMilano, aggressione a sfondo antisemita: indagato il trapper Sacky

Milano, aggressione a sfondo antisemita: indagato il trapper Sacky

Sotto accusa per lesioni e minacce aggravate dall’odio religioso. Ai domiciliari il suo presunto “braccio destro”, un pugile dilettante. I fatti risalgono al 1° marzo, vittime due studenti ebrei argentini.

Un episodio di violenza che riapre il tema, mai sopito, dell’antisemitismo nelle periferie urbane. La Procura ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini nei confronti del trapper Sacky, al secolo Sami Abou El Hassan, ritenuto coinvolto nell’aggressione ai danni di due giovani studenti argentini di fede ebraica, avvenuta lo scorso 1° marzo a Milano.

Le accuse sono pesanti: lesioni personali e minacce aggravate da futili motivi e dalla finalità di discriminazione e odio religioso. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’artista si trovava in compagnia di alcuni amici nel quartiere ebraico della periferia sud della città quando avrebbe notato i due ragazzi, riconoscibili per la Kippah e lo Tzitzit indossati.

Da lì, l’escalation. Insulti espliciti, cori offensivi e gesti di scherno a sfondo antisemita. «Ci urlavano ripetutamente “Fuck Israel”, con atteggiamenti chiaramente intimidatori», ha raccontato una delle vittime nella denuncia. Un clima di tensione che in pochi istanti si è trasformato in violenza fisica.

A innescare lo scontro sarebbe stato il tentativo di uno dei due studenti di chiedere spiegazioni. Una mossa che, secondo il racconto dei testimoni, avrebbe scatenato la reazione del gruppo. Su indicazione dello stesso Sacky, uno degli aggressori – identificato in Hamza Abdurahman, pugile dilettante e membro della sua crew – avrebbe sferrato un pugno violentissimo al volto del giovane, provocandogli la frattura del naso e la perdita di conoscenza.

Abdurahman, già arrestato nelle scorse settimane, si trova attualmente agli arresti domiciliari con le stesse ipotesi di reato contestate al trapper. Nel fascicolo compare anche un terzo giovane, indagato per omissione di soccorso: avrebbe assistito alla scena senza intervenire, per poi allontanarsi.

Dettagli drammatici emergono anche dal racconto dell’altra vittima: «Ero rimasto qualche metro indietro, perché non era la prima volta che venivamo insultati per il nostro credo. In pochi secondi hanno iniziato a colpirlo al volto. È caduto a terra e ho subito chiamato il 112 con l’aiuto della sicurezza del supermercato».

Il ragazzo ferito è stato trasportato in ospedale, dove i medici gli hanno diagnosticato una frattura nasale con una prognosi di quindici giorni. Successivamente è rientrato in Argentina per sottoporsi a un intervento chirurgico.

Secondo l’accusa, il ruolo di Sacky non si sarebbe limitato alla presenza sul luogo: avrebbe indicato le vittime al gruppo, attirando l’attenzione su di loro, e spinto il giovane ferito prima di fuggire insieme agli altri.

Un quadro che ora sarà vagliato in sede giudiziaria, mentre la vicenda continua a sollevare interrogativi più ampi sul clima di intolleranza e sulle dinamiche di violenza giovanile nelle grandi città.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti