L’eco della vittoria europea si è spenta in fretta a Bergamo. Dopo il trionfo di Marsiglia, l’Atalanta si scioglie in casa davanti a un Sassuolo organizzato, cinico e feroce in contropiede. Finisce 3-0 per i neroverdi, un risultato netto e pesante che racconta più di mille parole lo stato d’animo di una squadra stanca, confusa e con poche idee.
La Dea incappa così nella seconda sconfitta consecutiva in campionato, mentre la formazione di Fabio Grosso centra un successo di prestigio e scavalca gli avversari in classifica, salendo a 16 punti, tre in più dell’Atalanta ferma a 13.
Protagonisti assoluti della serata, Domenico Berardi, autore di una doppietta (il primo gol su rigore), e Andrea Pinamonti, implacabile nel siglare il raddoppio.
La partita: Atalanta sterile, Sassuolo perfetto
Ivan Juric, reduce dalle fatiche di Champions, opta per un turnover ragionato: un cambio per reparto. In difesa torna Hien al posto di Djimsiti, in mezzo al campo Pasalic sostituisce un acciaccato de Roon, davanti fiducia al match-winner del Velodrome Samardzic, insieme a Krstovic e Lookman.
Dall’altra parte Grosso sorprende lasciando in panchina Laurienté e affidandosi al giovane Fadera, alla seconda da titolare in Serie A, al fianco di Pinamonti e Berardi.
Sin dai primi minuti la Dea tiene il pallone, ma non punge. Il possesso è sterile, compassato, privo di quella velocità e imprevedibilità che da anni caratterizzano il gioco bergamasco. Il Sassuolo aspetta, chiude gli spazi, si difende con ordine e punge con ripartenze taglienti.
Le uniche fiammate nerazzurre nel primo tempo arrivano da Lookman, che dopo nove minuti sfiora il gol con un tiro che Idzes salva sulla linea, e da Zappacosta, la cui conclusione al 35’ viene incredibilmente murata dal compagno Krstovic. Poi il buio.
Al 29’ il match prende una piega precisa: pasticcio tra Hien e Ahanor, ne approfitta Pinamonti che viene steso da Carnesecchi. Rigore ineccepibile. Sul dischetto si presenta Berardi che non perdona, freddo e preciso, per l’1-0 neroverde.
Il crollo nella ripresa: il Sassuolo dilaga
Juric prova a cambiare l’inerzia inserendo De Ketelaere e Djimsiti per Ederson e Kossounou, ma il copione non cambia. Anzi, il secondo tempo si apre con un’altra mazzata.
Al 48’ Samardzic perde un pallone velenoso in uscita, Berardi inventa una giocata d’alta scuola e serve Pinamonti, che col destro piazza una traiettoria perfetta sul secondo palo: 2-0.
Il Gewiss Stadium ammutolisce, la panchina dell’Atalanta sprofonda nel silenzio. La reazione della Dea è confusa, disordinata, più nervosa che convinta. Thorstvedt sciupa la palla del possibile 2-1, e poco dopo arriva la resa definitiva.
Al 65’ il Sassuolo chiude la pratica con il colpo del suo leader: Berardi, lanciato in contropiede da Thorstvedt, si presenta davanti a Carnesecchi e lo fulmina con un destro secco. È il 3-0 che gela Bergamo e incorona la squadra di Grosso.
Juric in bilico, l’Atalanta senza identità
La serata si chiude tra fischi e delusione. L’Atalanta appare irriconoscibile rispetto alla squadra ammirata in Europa: priva di ritmo, prevedibile nelle trame, incapace di reagire alle difficoltà.
Il tecnico croato, che aveva ottenuto credito grazie ai risultati internazionali, ora si ritrova al centro delle critiche. Il secondo stop consecutivo in campionato, unito alla prestazione opaca e alla sterilità offensiva, riapre i dubbi sulla solidità del suo progetto.
I numeri parlano chiaro: zero gol segnati nelle ultime due giornate, sei reti subite, e un gioco che fatica a decollare.
Il Sassuolo ritrova se stesso
Per contro, la vittoria del Gewiss Stadium rappresenta una boccata d’ossigeno per il Sassuolo di Grosso, che ritrova compattezza e cinismo dopo settimane di risultati altalenanti. La squadra emiliana è sembrata solida, equilibrata, capace di soffrire e colpire al momento giusto, con un Berardi in versione trascinatore e un Pinamonti finalmente continuo.
Una vittoria che vale più dei tre punti, perché restituisce fiducia e identità a un gruppo che, quando gioca con questa concentrazione, può battere chiunque.
La fotografia finale
A Bergamo resta il rammarico per una serata che doveva essere di festa e invece si è trasformata in un incubo. Il Sassuolo festeggia una delle vittorie più brillanti della stagione; l’Atalanta, invece, si ritrova a fare i conti con la propria fragilità.
E mentre i neroverdi guardano avanti con entusiasmo, per Juric il tempo delle riflessioni si fa breve: il progetto tecnico, per non deragliare, ha bisogno di risposte immediate.
